Noi non sappiamo (ancora) se qualche forza politica abbia pensato di servirsi dello ‘scivolone’ dell’Amministrazione Comunale di Melilli sul concorso per vigili urbani per iniziare, o rinnovare, lotte di potere contro il sindaco Giuseppe Carta.
Ma nel merito della vicenda – sostanzialmente passata sotto silenzio fino all’esplodere del caso dopo la decisione del Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo di inviare alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa e alla Procura regionale della Corte dei Conti Sicilia la documentazione raccolta – sappiamo per certo qual è la causa prima dell’interrogazione del senatore Antonio Nicita, oggi accusato di essere il ‘braccio armato’ di Mario Bonomo.
Ci risulta che il senatore Nicita stia valutando l’opportunità di dare mandato ai suoi legali per una querela nei confronti del primo cittadino di Melilli da presentare alla Procura della Repubblica di Siracusa per l’attacco personale e soprattutto politico essendo stata messa in discussione una delle funzioni primarie della sua attività di parlamentare: la funzione ispettiva che si concretizza proprio attraverso atti come interrogazioni, interpellanze, mozioni, fino alle commissioni d’inchiesta, a garanzia della trasparenza e correttezza dell’operato del Governo come in generale della Pubblica Amministrazione.
Ma a noi, per una corretta informazione – visto che pare ce ne sia bisogno nonostante tutto sia già ‘storicizzato’ -, interessa piuttosto aggiungere un altro tassello per la ricomposizione della verità nello svolgimento dei fatti. Per impedire letture e interpretazioni distorte se non altro dell’origine dell’inchiesta e del successivo coinvolgimento del senatore Nicita.
Man mano che noi raccontavamo l’iter di questo concorso davvero sconcertante (il primo articolo è del 3 dicembre 2024, sei in tutto al 31 dicembre) davamo atto nei nostri articoli di altro, di egualmente incomprensibile, che andava emergendo: da una parte il sostanziale disinteresse dei media locali che, tranne rarissime eccezioni, – come già accaduto in altre occasioni (per esempio l’inchiesta sul Sistema Amara del nostro direttore Franco Oddo) – non è sembrato abbiano colto la portata dei fatti; dall’altro il silenzio generale degli esponenti politici a tutti i livelli e di qualsiasi appartenenza.
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Gli unici a commentare sui social sono state le persone direttamente interessate al concorso con indicazione di particolari ancor più inquietanti di quelli da noi raccontati. Un insieme di fatti e circostanze che forniva un quadro davvero inquietante dell’attività amministrativa nella provincia. Problematica che comunque ad oggi non sembra che le forze politiche vogliano affrontare con la necessaria determinazione e volontà di aprire una nuova stagione
“Possibile che nessun consigliere comunale reagisca? Che nessun parlamentare intervenga? Che nessun altro giornale oltre La Civetta ne parli? Che il sindaco Carta non sappia? – chiedeva Salvo Baio, che con noi commentava gli aspetti più surreali del concorso invitando espressamente la politica a chiedere l’intervento di un organo ispettivo.
Queste le amare considerazioni a chiusura di un nostro articolo dell’aprile 2025.
“Ma in fondo, diciamolo con chiarezza, perché l’Amministrazione di Melilli, se davvero intende procedere così, dovrebbe avere ripensamenti, scegliere di finalmente ‘fare le cose per bene’, se tanto non importa a nessuno, se non c’è nessuno a esercitare i dovuti necessari indispensabili controlli sulla correttezza delle procedure amministrative? Nell’indifferenza, nella ‘finzione’ del non vedere e non sapere, è giusto che eventualmente vadano avanti come un caterpillar asfaltando – ma forse così sembra solo a pochi – principi, valori, diritti”.
È nata in questo contesto l’attenzione, e la volontà di portare il problema in altre sedi istituzionali, non solo del senatore Antonio Nicita ma anche del deputato regionale di Controcorrente Ismaele Lavardera che, negli stessi giorni di giugno, ha presentato un’interrogazione a risposta orale al Presidente della Regione Siciliana e all’Assessore Regionale per le Autonomie Locali chiedendo un accesso ispettivo.
Un terreno forse ‘difficile’, però, quello della Regione Siciliana se è vero che il Dipartimento delle autonomie locali, per giunta nonostante la presenza nella Commissione concorsuale proprio di un funzionario regionale di quel dipartimento, non abbia trovato nulla da eccepire sulle modalità di svolgimento del concorso tant’è vero che una delle più decise rimostranze del sindaco Carta nei confronti del ministro Paolo Zangrillo – “eletto in Forza Italia, di provenienza liberale” (!), ha detto il deputato regionale Carta – è stato il non aver chiesto “alla Regione se ha determinato ispezioni o ha chiesto qualcosa, perché la competenza sugli Enti locali in Sicilia è della Regione, che dispone di un apposito ufficio ispettivo, e non dello Stato”.
Opportunamente di altro avviso è stato il Ministro per la Pubblica Amministrazione: “Ciò premesso, si rappresenta che questa Amministrazione, con note del 21/08/2025 e del 25/08/2025, in considerazione delle molteplici anomalie rilevate nell’azione dell’Ente, ha provveduto a trasmettere, rispettivamente, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa e alla Procura regionale della Corte dei Conti Sicilia, per le valutazioni di competenza, la documentazione afferente alla trattazione svolta. Si informa, altresì, che questa Amministrazione si riserva di intervenire nuovamente nei confronti del Comune di Melilli per la verifica di eventuali profili di responsabilità, anche disciplinare, connessi all’operato dei membri della commissione per essersi più volte riuniti in composizione non regolare”.
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A fronte di tutto questo il comunicato della senatrice Daniela Ternullo di Forza Italia (quindi dello stesso partito del ministro e già intervenuta, a quanto si è saputo, per sanare i dissidi tra l’MPA e Fratelli d’Italia nella vicenda TMB), informata dal sindaco Carta “per le vie brevi” su quanto accaduto, mossa da quel ‘dovere istituzionale di garantire che ci sia piena luce su ogni aspetto, con la massima trasparenza verso i miei concittadini e nel rispetto delle prerogative degli Enti coinvolti. L’ho sempre fatto per le istanze del mio territorio e continuerò a farlo, per quanto mi compete, nell’esercizio delle mie funzioni”, funzioni di cui si vorrebbe privare invece il senatore Antonio Nicita, determinata ad “acquisire ufficialmente ulteriori elementi affinché vi sia un quadro completo e verificabile (che sicuramente vorrà far conoscere anche a tutti noi e soprattutto ai candidati critici sul concorso, ndr), lascia perplessi nelle sue conclusioni apodittiche: “Sono certa – conclude la Senatrice – che la verità potrà essere accertata in modo chiaro e definitivo, così come potrà essere confermato il corretto operato del Sindaco di Melilli”. La verità è già data!
Ma in realtà l’unica certezza di cui ci possiamo fare garanti è la nostra linea editoriale: lontani dai giochi politici nell’impegno di dare sempre un’informazione completa e oggettiva.

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