Stupisce e incanta il suo processo creativo che “genera” organismi di parole dalla possente vitalità. Il poeta siracusano si fa cantore “aristocratico” del mito divenuto concreta realtà del vissuto
La Civetta di Minerva, 10 febbraio 2017
Nei “Testi delle piramidi” si legge che Atum. nominando le cose, dava ad esse la vita, la nascita, il loro sorgere – o passare – dalla reale dimensione della pura impronta, dal puro immaginifico alla realtà della concretezza, del materico. Cosi è per tutte le mitologie, per ogni religiosità: la parola trae dal nulla le cose e le illumina dell’essere. Poesia, dunque, quale “poiesis” (produzione, preparazione), quale nome d’azione di “poièo” (faccio), quale creazione per mezzo di parole, è la forma più nobile e sacra del fare, è atto di genesi.
Stupisce e incanta il processo creativo nella poesia di Turi Rovella: rivela tutta la religiosa sacralizzazione del nome, la luminosa suggestione del “generare” organismi di parole dalla possente vitalità sia nell’intrinseca sostanza sia nella esteriore messa in forma della creatura poetica. Attorno ad ogni nome si posa il suo istante meditativo, la sua passionale lucidità, traendo la parola dalla confusione dei linguaggi quotidiani per ricondurla alla sua aurorale significazione, a quella radice pronominale, puramente sonora, da cui viene tratta all’esistere. In questa meditazione (che è processo, volontà assoluta del riconoscersi nel tempo congiunto del riconoscere) fondanti risultano le profonde conoscenze delle matrici linguistiche greca e latina che rendono possibile il loro ritrovamento “archeologico” nel vivente tessuto della dia-let-talità siracusana. Da e in questo contesto nasce il verso rovelliano in dialettale.
Lontano dai consueti canoni del cantare popolaresco proprio del vernacolo: Rovella si fa cantore “aristocratico” del mito divenuto concreta realtà del vissuto, lui che è studioso della omerica Siracusa. Lui che inossa su un ordito di classica grecità la trama travagliata, le arroventate consapevolezze, le dolenti solitudini dell’esistenzialità odierna. Una poesia viva, “esistente”, una poesia che respira sia nel versante dello stile, che viene suscitato dall’intimo della cosa detta con immagini e metafore di forte pregnanza sia per quel “permanere” nell’intimo del lettore a rinsanguare la sua anima di bellezza e di conoscenza. Per la compattezza del tessuto poetico non si potrebbero o dovrebbero stralciare versi: pure, ecco soltanto una piccola gemma del gran luminare: “Unu sulamenti è lu ciumi ca ti lassa bburdiggiari infinu a lu lavinaru ca forma lu to cori ppir iddu pigghia ca ti cunnuçi rittu a lu significatu. Nenti à-ccangiatu pirchì lu tempu/nun cangia mai cangia lu cori ppiggh-iocu gniocu ri vita gn-iocu ri morti“. (“Uno soltanto è il fiume che ti lascia navigare fino alla cascata che forma il tuo cuore e per esso vai che ti conduce diritto al significato. Niente è cambiato perché’ il tempo non cambia mai. Cambia il cuore per giuoco un giuoco di vita un giuoco di morte”).
L’orientamento dell’esperienza esistenziale non ha tentennamenti e non è frutto del caso: è indicativo, invero, d’una lunga e maturata analisi introspettiva, d’un ricco humus in cui la vegetazione vitale e immaginifica trova possibilità di radicare e al contempo sicurezza di nutrimento e di crescenza.
Il tragitto poetico di Turi Rovella si fa, cosi, segnalatore d’una sacralità umana che combacia intimamente col divino, si fa legamento dell’individuo col Tutto riportando il tempio del mistero nel cuore umano e svelandolo.
Duemillesimu Sunettu.
Cché paroli! Ma quantu pozzu fari!
Tuttu! E-qquanti paroli scritti, litti,
suspirati ró cori a vucca ritti!
Quanti paroli ca mi fami abbulari !
Verbi r’amuri, çiati bbiniritti:
-Fati luci! -Er idda ccà alluçiari.
-Fati lu cielu! -E iddu tuttu a stiddiari
-Parratì ámuri.’- Ali ‘i farfalli nfìtti.
Li paroli! Ppi-ssempri su-pprisenza,
unni ca sempri cùrrunu ppi l’aria,
e-ffannu çirculi, e-mmai ca vària
Ppi l’infinitu rir ’ ddi l’essenza.
-Ti amu-: ppi-ssempri è-ssonu ri eternu,
è-lluçi, vita, sonnu, spirdu ró ventu!
Turi Rovella

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