Officine quasi in regime di monopolio. Pasqualino Papa: “A Frosinone avrei speso 126 euro: 58 più 68. Qui, a Siracusa, è come se avessi pagato due volte la stessa cosa: 110 euro alla motorizzazione, 30 all’agenzia, 158 all’officina”
La Civetta di Minerva, 10 febbraio 2017
Costi esorbitanti. Che arrivano addirittura a raddoppiare senza che si riesca a comprendere se si tratti di un errore, di una “spittizia” o, più probabilmente, di un “sistema” tutto proprio della Regione Sicilia, regione che, prima in Italia, dal 2000, e poi seguita dalle altre regioni a statuto speciale Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta, grazie a un decreto legislativo, si è vista trasferire le competenze in materia di motorizzazione, con introiti di circa 10 mln l’anno. Questo almeno fino al 2011 quando, a seguito dell’introduzione di un nuovo programma informatico, per mezzo di una ‘semplice’ circolare inaspettata, a cui il governo regionale dei tempi non seppe reagire prontamente, i diritti di motorizzazione sono passati allo Stato. Solo recentemente, per effetto della legge n.16 del 2015, si è poi tornati alla regionalizzazione della tassa automobilistica con una previsione di entrata per complessivi 50 milioni di euro nel 2016 e il recupero delle annualità pregresse dei diritti di motorizzazione per l’importo annuale di 10 milioni dal 2011.
Ma il ritorno a un “controllo diretto”, che avrebbe dovuto tradursi in una maggiore efficienza del sistema di riscossione, e gestione, della tassa e del recupero evasione, a quanto pare, ha anche prodotto effetti “collaterali”, tutti a danno dei proprietari di un qualsiasi veicolo.
Le prime avvisaglie del nuovo corso si sono iniziate a registrare intorno al 2012 quando alcune motorizzazioni provinciali, senza preavviso o motivazione che fosse, hanno sospeso il servizio pubblico di revisione e collaudo costringendo, chi avesse voluto continuare a servirsi delle vecchie procedure, a rivolgersi alle sedi superstiti di Catania e Trapani con un considerevole aggravio di tempi e costi. Il passo alla completa privatizzazione del servizio è così stato breve.
Ad aumentare le spese (o più esattamente via aperta per nuovi costosi passaggi burocratici) sono intervenute poi le nuove norme del 2014 che, per porre un freno a truffe e irregolarità, hanno reso obbligatoria la procedura telematica della pratica.
Con l’obiettivo della cosiddetta “dematerializzazione” della documentazione cartacea è fatto obbligo all’operatore incaricato della revisione di inserire le informazioni necessarie nel sistema informatico della Motorizzazione Civile “entro un’ora” dal termine della verifica e quindi consegnare all’automobilista il tagliando di aggiornamento della carta di circolazione.
Non solo: per evitare pagamenti in nero o altri illeciti, si è anche imposto che le stesse prenotazioni per la revisione/collaudo siano fatte telematicamente inserendo subito gli estremi di pagamento, senza possibilità di rimborso, associando le prenotazioni al numero di conto corrente utilizzato per effettuare il pagamento “secondo le tariffe vigenti”. Vietato dunque alle officine di procedere a revisioni non prenotate secondo tali modalità.
Fissati anche i costi: per la revisione, per esempio, di 45 euro se ci si rivolge direttamente a un ufficio della Motorizzazione Civile che si avvale di officine collegate (ma questo in Sicilia non è possibile), di 65 euro se si sceglie (si è obbligati a scegliere) un’officina autorizzata (nello specifico 45 euroil costo per la revisione del veicolo pagata all’officina, 9,90 per IVA al 22% sul costo suddetto, più 10,78 euro per i diritti così ripartiti: 9 euro per le pratiche automobilistiche da versare sul conto corrente postale 9001 con esonero IVA ex art. 15, 1,46 per il servizio pagamento, 0,32 euro per l’IVA sul servizio).
Una modernizzazione del sistema dunque, e costi uguali per tutti, come è giusto.
In Italia forse, ma non in Sicilia, dove l’intero sistema è sostanzialmente privato. E se le officine autorizzate dall’assessorato regionale ai trasporti a provvedere alla revisione dei veicoli sono un certo numero, pare invece che siano pochissime quelle che hanno titolo a procedere ai collaudi più impegnativi, compresi quelli per le automobili con impianto a gas. Un regime monopolistico quindi, quasi di un’officina o poco più a provincia. E poi c’è l’agenzia “di mediazione” per sbrigare la pratica per via telematica.
Ecco cosa è accaduto a un cittadino, Pasqualino Papa. “Mi sono attenuto alle indicazioni della motorizzazione di Siracusa: prima l’Agenzia, poi l’officina indicatami. Ma alla fine ho sostenuto complessivamente un costo di 298 euro, un’enormità. A Frosinone, mi sono informato con un amico, per collaudo dell’impianto a gas e revisione avrei speso 126 euro: 58 più 68. Qui, a Siracusa, è come se avessi pagato due volte la stessa cosa: 110 euro alla motorizzazione, 30 all’agenzia, 158 all’officina”.
Come se si volesse vanificare così quanto invece si fa su altri fronti, con campagne nazionali di incentivi alla riconversione delle auto alle quali partecipa anche il nostro Comune. Siracusa infatti è stata tra i 674 comuni che hanno aderito all’iniziativa del marzo scorso (quanti ne saranno stati informati?) che ha visto un finanziamento di oltre 1 milione e 800mila euro, fondi suddivisi in tre interventi di incentivazione destinati alla trasformazione a GPL e metano sia di vetture per uso privato che di veicoli commerciali leggeri. Procedure davvero facili, bastava che gli interessati si rivolgessero a un’officina aderente all’iniziativa che avrebbe potuto prenotare per via telematica l’incentivo, con l’obiettivo di convertire circa 4.500 veicoli. Buone intenzioni che però in Trinacria si possono infrangere con un sistema che non funziona, o che funziona bene solo per pochi, per chi riesce a cogliere opportunità di diversa natura. Dall’assessorato, dal direttore generale contattato per alcuni chiarimenti in merito dall’esponente dei 5 Stelle Stefano Zito, non sono ancora arrivate risposte precise: non si è chiarito se sia lì il nodo da sciogliere o se l’inghippo sia piuttosto qui, a livello locale. Ma certo sarà necessario verificare nel dettaglio in base a quali criteri, a quali modelli, su quale tipo di convenzione o contratto, si siano creati questi collegamenti con la motorizzazione e se tutte le procedure rispondano a principi di equità e trasparenza.
Quanto costa ai siciliani l’autonomia della loro Regione?
P.S. Mentre andiamo in stampa, proprio il consigliere regionale del M5S Stefano Zito ci fa pervenire la notizia dell’approvazione in Commissione di un emendamento al bilancio 2017-19 relativo alle “spese connesse all’attività istituzionale svolta dagli uffici della Motorizzazione civile” per uno stanziamento annuo di 330mila euro che dovrebbe proprio andare a sanare la situazione di cui abbiamo dato conto nell’articolo. Ci sembrerebbe troppo pensare che l’attenzione improvvisamente accesa dalle nostre domande abbia potuto portare a questo risultato che sicuramente verrà accolto con favore dai cittadini tutti, ma non possiamo che gioire di questa felice “coincidenza” che certo comunque non potrebbe andare a sanare eventuali irregolarità pregresse.

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