Danilo Pulvirenti, assessore all’Ambiente del Comune di Augusta: “La differenziata ad Agnone e dintorni è impedita da cancelli e strade strette”. In cantiere un’isola ecologica nei pressi della ex Plastjonica, aperta sette giorni su sette”. Lo stato delle saline
La Civetta di Minerva, 23 dicembre 2016
Continua la serie di incontri con i vari componenti della prima giunta pentastellata della provincia di Siracusa per comprenderne le caratteristiche, le iniziative, la capacità di incidere sui problemi della città oltre gli slogan e le dichiarazioni di principio.
E’ oggi la volta dell’assessore all’ambiente Danilo Pulvirenti, 36 anni, residente a Catania (fa la spola, mediamente, tra Catania ed Augusta due volte la settimana) dove conduce da libero professionista un laboratorio di analisi chimiche ed ambientali seguendo le orme del padre. Figura minuta, viene da una esperienza di impegno in vari gruppi ambientalisti (Acqua pubblica, Rifiuti zero etc), attualmente gestisce, tra l’altro, un progetto con fondi regionali denominato “Dalla terra alla tavola”.
Appollaiati intorno a un tavolino di un noto bar cittadino, facciamo conoscenza parlando dell’avvio della raccolta differenziata che è partita da qualche giorno in Augusta isola dopo la sottoscrizione del contratto (avvenuto il 14 luglio di quest’anno) scaturente dalla gara di appalto avviata dall’Amministrazione Carrubba. In atto, presenta già delle criticità dovute a un regolamento , contestato da più parti (segnatamente dagli amministratori di condominio) che prevede orari assolutamente scomodi con le abitudini ordinarie della vita delle persone e qualche difetto di organizzazione, ma che a mio avviso, opportunamente calibrato e razionalizzato, potrebbe rappresentare una opportunità per una città più ordinata e civile; al solito rispetto alle criticità evidenziate si manifesta da parte della amministrazione una rigidità e una certa intolleranza autoreferenziale. Il piano prevede che la raccolta porta a porta sia estesa, in futuro, all’intera città fino alla frazione di Brucoli.
La differenziata, in ossequio alle norme di legge, potrà aprire un nuovo capitolo nello smaltimento dei rifiuti che da onere potrebbe diventare risorsa per ridurre la TARSU (il cui costo è particolarmente elevato), in relazione ai profitti che la cessione dei rifiuti potrà determinare.
L’Assessore manifesta un sufficiente ottimismo sulla risposta che avrà in città il nuovo servizio in relazione alla convinta adesione, al netto dei problemi gestionali già evidenziati, da parte di tutte le forze politiche cittadine. Il servizio sarà gestito da una ATI (associazione temporanea di imprese) che ha vinto l’appalto; l’ottimismo scaturisce, inoltre, dall’esperienza che dichiara aver vissuto nel comune di Ferla (comune gestito dal PD) e a Mascalucia con cui dichiara di aver collaborato in veste di tecnico.
Negli obiettivi del Comune vi è l’apertura di un’isola ecologica presso la ex Plastjonica (dove sarà localizzato l’ufficio ecologia) con apertura sette giorni su sette. Confessa che il servizio non sarà esteso a tutto il territorio del comune poiché sarà esclusa Agnone e le zone limitrofe a causa del caos urbanistico caratterizzato da cancelli e strade strette che ne impediscono l’attivazione.
Il discorso si fa più interessante quando affrontiamo il problema dell’inquinamento ambientale e della difficoltà del Comune di essere attore protagonista nel controllo e nell’intervento per limitarne le cause. Normative insufficienti e inadeguate, a suo giudizio, ne impedirebbero un’azione più pregnante e realmente efficace. Unica possibilità offerta al Comune, a suo dire, di intervenire è quella garantita in sede di rilascio delle autorizzazioni di impatto ambientale che, però, vengono rese a valle dei processi autorizzativi. Sul tema dimostra una certa competenza e una volontà di iniziativa che fanno ben sperare, anche perché, a differenza degli assunti della compagine a cui appartiene, auspica una convergenza di volontà con tutti i soggetti politico/istituzionali del territorio. Lamenta, poi, che sul tema si è registrata recentemente, dopo una fase iniziale di collaborazione, una disarmonia con i Comuni di Priolo e Melilli di cui non sa spiegarsi la ragione, ma che conta di superare manifestando la volontà di sollecitare una iniziativa congiunta dei tre comuni per stimolare i parlamentari regionali e nazionali ad una iniziativa legislativa che consenta alle amministrazioni un’azione più efficace e un controllo vero sul territorio.
Confesso di essermi approcciato all’incontro con un certo pregiudizio, poiché la sua presenza in Giunta a sostituzione del precedente assessore Pisani fu caratterizzata da una infelice (o mal interpretata) esternazione che lo vide (a fronte della polemica sul parcheggio del faro e sulla fallita ipotesi di avviare un servizio di navette) protagonista di una infelice esternazione di superare il problema recandosi in loco in bicicletta; dichiarazione che suscito ilarità e canzonature a non finire. In contrasto con quell’immagine, l’assessore si dimostra informato quanto basta per confrontarsi con la problematica affidatagli, forse meglio del precedente, fuggito (?) dalle proprie responsabilità al primo manifestarsi delle difficoltà operative.
Nel prosieguo della discussione lamenta una certa inadeguatezza delle competenze degli uffici comunali rispetto alle problematiche delicate e impegnative dell’ambiente specie in un territorio SIN le cui caratteristiche consiglierebbero una dotazione organica molto più specialistica e robusta anche in termini di mezzi e uomini.
Il discorso prosegue sul problema rappresentato dall’uso del CoKe quale fonte energetica nello stabilimento Unicem e della discarica del polverino ILVA in una cava della zona che tanto allarme hanno sollevato nella cittadinanza e nei gruppi ambientalisti. Rilevo che, oltre alle solite dichiarazioni di principio, non si sono registrati atti concreti da parte dell’amministrazione, al che ribatte che sono state richieste all’ARPA verifiche e interventi, che, però, non hanno avuto riscontro alcuno. A questo punto lo provoco e gli dico: ”Allora lei che ci sta a fare?”, al che viene fuori la sua passione civile e la volontà del fare che però è umiliata da una normativa, ribadisce, che tarpa le ali ai Comuni e che comunque, sempre a suo dire, grazie alle sollecitazioni dell’Amministrazione determinerà una iniziativa dell’ARPA per richiedere un intervento normativo. Promette che mi darà copia di questa iniziativa per poterla valutare (cosa che, a un mese da oggi, non è ancora avvenuta) e conviene che il discorso merita un approfondimento che, assicura, sarà svolto in un prossimo incontro dopo che avrò preso visione della suddetta iniziativa.
L’elemento che traspare, comunque, nella discussione, che affronta temi importanti come la difesa dell’ambiente, è la volontà di voler essere protagonista, di contro si evidenzia una debole consapevolezza sulla forza che l’azione politica potrebbe avere per il superamento dei confini che una legislazione inadeguata determina. Insomma, anche in questo colloquio, come nei precedenti svolti con i protagonisti dell’amministrazione pentastellata, risalta un limite politico importante, ovvero la mancata consapevolezza di come l’intervento politico (specie se corale e condiviso) possa concretamente intervenire nei processi legislativi. Ciò, di fatto, comporta il trincerarsi in una azione asfittica limitata a una gestione formale dei problemi senza superare, con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, i contorni di una azione amministrativa che si rivela inefficace e inconcludente. E questo sottolinea, con grande evidenza, la dicotomia tra l’intransigenza verbale evidenziata nella comunicazione pubblica e l’agire politico quando si hanno responsabilità, anche personali, in gioco.
Parliamo di tante altre cose: dello stato saline comunali, ecosistema delicato in stato di abbandono, e delle caratteristiche del territorio del Comune, che presenta ricchezze e risorse ambientali sottovalutate; Concorda sulla necessità di un intervento e rivela che ci sta riflettendo pensando ad una iniziativa con il coinvolgimento dell’Università di Catania; Mi confida le tante idee che gli frullano per la testa testimoniando, così, la sua passione per queste problematiche, fatto, oggettivamente, encomiabile.
Guarda l’orologio poiché deve essere a San Biagio, dove si svolge un corso sull’uso delle compostiere rivolto ai cittadini e freme per andarci; a questo punto decido di liberarlo dopo averlo ringraziato per la disponibilità e mi faccio promettere un altro appuntamento per avere un chiarimento sulle nuove licenze per altri impianti di smaltimento dei rifiuti giacenti in Comune, oggetto di una interrogazione presentata in Consiglio dai consiglieri Beneventano, Triberio e Lisitano che evidenzia presunti conflitti tra ditte e il cui obiettivo è sapere quale reale conoscenza abbia il Comune sul numero e sulla qualità degli impianti presenti nel territorio nonchè sulla reale consapevolezza che ha l’amministrazione sull’impatto che tali impianti, presenti e futuri, possano avere sulla qualità dell’aria che respiriamo.

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