Il flop dell’abbandono di massa dei consiglieri comunali di Siracusa e della sommossa popolare. Unico risultato: i subentranti Tota e Zappalà che si fregavano le mani per l’insperato scranno al Vermexio
La Civetta di Minerva, 10 dicembre 2016
Che ora è? Scusa, ma che ora è? Che non lo voglio perdere l’ultimo spettacolo:
Fine del mondo in Mondovisione. Diretta da Piazza Duomo, per l’occasione.
Le liste del Giudizio Universale saranno trasmesse dai telegiornali a reti unificate e poi sulla pagina 66.Prima, però, sul canale 9 ci sarà il terzo festival delle conferenze stampa, con la finale degli appalti, delle tangenti e delle firma false.
Destra sinistra su giù centro. Fine del mondo con palle in giramento.
Che chi è fuori è fuori e chi è dentro è dentro, e fuori TV non sei niente!
(Liberamente tratto dal testo di Luciano Ligabue)
Come scrivevamo nell’ultimo numero, doveva essere la Presa della Bastiglia ma finì che non presero manco la Pastiglia.
Che ne fu, dunque della Rivoluzione da basso? Della sommossa popolare? Del sussulto civico e di coscienza? Quelli che aspiravano ad essere ricordati come i Nuovi Vespri o le Idi di Novembre si rivelarono niente di più che veri e propri flop (insuccesso, fiasco, fallimento, diz. It.).
1° Flop: le dimissioni dei consiglieri Milazzo e Rodante (eletti nella lista Progetto Siracusa) come atto di elevata dignità e moralità. Impossibilitati a rimanere in un contesto politico così degradato, i due invitavano i suoi successori a fare altrettanto e dare un segno distintivo e di grande valenza etica. Dario Tota e Franco Zappalà (successori dei dimissionari) invece, non solo non si dimisero ma, ben lieti della fortuna ricevuta, si affrettarono ad occupare i loro scranni dell’aula consiliare.
2° Flop: la sommossa popolare: al grido di riprendiamoci il Vermexio, il popolo dissacrato e vilipeso doveva occupare il Palazzo, l’evento su fb, un tam tam incessante, l’appoggio dei media… alla fine chi dice 50, chi 70, la sommossa non solo non ci fu ma procurò grande delusione e rabbia agli organizzatori…”Poi però non vi lamentate…”
3° Flop: le dimissioni davanti al notaio. Più prudenti di prima e forti dell’esperienza di Milazzo e Rodante, i ConsiglieriCastagnino, Sorbello, Vinci e Princiotta presentano le proprie dimissioni (pro forma) da un notaio e chiedono ai colleghi di fare altrettanto. Devono raggiungere un totale di 27 firme entro 5 giorni. Rimarranno in 6 rimediando la figura di Reale Pinchiotta che tentano di mascherare presentando una mozione di sfiducia al sindaco. Il 4° Flop ve lo risparmiamo.
Insomma, una vera e propria sceneggiata non certa degna della Città delle Tragedie. Eppure nessuno ne parla e sembra che nulla sia successo. La messinscena che doveva rappresentare il risveglio cittadino, l’indignazione sociale e la rivincita dell’opposizione politica si è rivelata una caricatura per principianti se non per comparse.
Molto meglio riuscite quelle dell’Arena di Giletti o delle Jene del rampante Ismaele La Verdera a cui il popolo sembra appassionarsi di più.
Tutto passato? Già dimenticato?
Ci saranno altri e più succulenti episodi? Certo non potrà passare nel dimenticatoio e nel nulla di fatto la vicenda dell’assessore prosciolto per sbaglio di persona, l’omonimo, l’indagine si sposterà verso l’altro omonimo, quello giusto, oppure no?
E la faccenda dell’imprenditore che assumeva o dava tangenti, veramente passerà lui per eroe o sarà anch’egli indagato per corruzione e appalti (a suo favore) truccati?
E l’ultimo caso (solo in ordine cronologico), quello delle liste con firme false, del candidato al verde e smemorato? Passerà alla storia come un caso di improvviso rinsavimento o, come dice qualche maligno (non certo noi che non siamo così malpensanti), nel caso in cui fosse stato eletto, o nominato assessore, o incaricato di consulenze ben retribuite, la memoria gli si sarebbe schiarita lo stesso o piuttosto sarebbe per sempre rimasto smemorato?
Alla prossima puntata, pardon, conferenza stampa.

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