I Comitati di Base della Scuola in Sicilia: “I dirigenti hanno commesso irregolarità”. Lorenzo Perrona: “Si pubblichino le graduatorie e i nomi dei docenti cui è andato il premio”
La Civetta di Minerva, 25 novembre 2016
“Sulla buona scuola abbiamo fatto qualche pasticcio”. Vivaddio se ne è accorto anche lui, il presidente del consiglio, che lo ha confessato proprio qui, a Siracusa, al Vasquez, nel suo giro di promozione del referendum su una costituzione che si vuole ferire a morte.
E infatti secondo molti movimenti sorti per difendere la scuola, la scuola pubblica, solo dopo il 4 dicembre il premier potrà misurare il baratro che la legge 107 (ci siamo sempre rifiutati di chiamarla la buona scuola per non adeguarci al sottile gioco perverso, lo stesso fatto da Berlusconi chiamando il suo partito Forza Italia) ha scavato tra il governo e la classe docente. Docenti che solo progressivamente iniziano a comprendere il grande inganno, la realtà celata sotto gli entusiastici proclami e le belle promesse. Così in questi giorni si riapre la querelle sul fantomatico bonus: i quattro soldi nati per sostituire gli scatti di anzianità con le prebende offerte discrezionalmente dai dirigenti perché, diciamocelo, il comitato di valutazione è solo uno specchietto per le allodole.
Sono i Cobas a sferrare la controffensiva. “Come COBAS-Scuola della Sicilia abbiamo inviato un lettera-diffida ai Dirigenti scolastici chiedendo conto dei criteri secondo i quali i docenti sarebbero stati giudicati e “premiati”, e soprattutto di pubblicare le graduatorie e i nomi dei docenti “meritevoli” – ci dice il professor Lorenzo Perrona – che hanno ricevuto il “premio”. Abbiamo sempre contestato l’impianto della legge 107, ancor prima che venisse definitivamente approvata, scendendo in piazza con le altre organizzazioni sindacali, in quanto questa legge “mercifica” il diritto allo studio. Per le stesse ragioni, abbiamo contestato l’istituzione del “bonus economico”, che il legislatore ha voluto istituire invece di un dovuto adeguamento stipendiale. Centinaia di docenti, condividendo queste critiche, hanno firmato un appello dichiarando di rifiutare il “bonus”, perché privilegia la competizione sterile tra insegnanti sacrificando la collegialità e la cooperazione, elementi indispensabili in una scuola di qualità, perché spinge i docenti ad uniformare l’attività didattica, sacrificando di fatto la pluralità e la libertà d’insegnamento e perché, infine, determina una forte gerarchizzazione della scuola pubblica, minandone il pluralismo e la democrazia previsti dalla Costituzione”.
L’auspicio è quindi che la 107 venga abolita sebbene molti entusiasmi si siano spenti alla notizia che non erano state raggiunte le firme per chiedere il referendum abrogativo, ma nel frattempo, sperando che altre iniziative si possano intraprendere, i Cobas intendono denunciare le irregolarità commesse dai Dirigenti scolastici nell’erogazione del “bonus”, ricordando loro che in qualità di amministratori pubblici devono uniformare la loro attività ai principi del “buon andamento” e dell’“imparzialità” (art. 97 Carta Costituzionale).
“La prima irregolarità che si denuncia – continua il professor Perrona – è la tardività con la quale si sono costituiti i “comitati per la valutazione dei docenti” che, avendo l’obbligo di individuare i criteri per la “valorizzazione” dei docenti avrebbero dovuto costituirsi all’inizio dell’anno scolastico (settembre/ottobre 2015) e non alla fine, come invece è avvenuto (aprile/maggio 2016), tenuto conto che l’attività che è stata valutata è stata svolta dal mese di settembre 2015. Un docente deve conoscere sin dall’inizio quali sono i criteri per cui concorrere all’assegnazione del bonus, anche per una ragione di imparzialità, oggettività, trasparenza e buon andamento della Pubblica Amministrazione. Invece si è premiati senza aver saputo prima le regole del gioco!
La seconda irregolarità è la mancanza assoluta di “trasparenza” nella formazione e nella pubblicizzazione delle graduatorie.
Infatti le norme sulla trasparenza (l’art. 18 c. 1 del D Lgs n. 33 /2013 come modificato dalla riforma Madia) impongono che “le pubbliche amministrazioni pubblicano l’elenco degli incarichi conferiti o autorizzati a ciascuno dei propri dipendenti, con l’indicazione della durata e del compenso spettante per ogni incarico” e che, in particolare, nella voce “compensi” va ricompreso anche il bonus per la valorizzazione del merito, che è qualificato dal c. 128 della Legge 107 come “retribuzione accessoria”. Nonostante ciò, risulta che non siano stati pubblicati i compensi – con destinatari e importi – degli incarichi che sono stati oggetto di valutazione e, quindi, di retribuzione. In alcuni istituti, infine, è stato consentito agli insegnanti di “autocertificare” il possesso di alcuni requisiti, senza che però tale procedimento (non previsto dalla legge 107 e utilizzato poi ai fini della compilazione della graduatoria di merito) venisse portato a conoscenza di tutti gli insegnanti, alcuni dei quali l’hanno appreso a graduatoria fatta, con il risultato che questi insegnanti non sono stati inseriti nella graduatoria e non hanno avuto quindi accesso al bonus. Per tutte queste considerazioni, abbiamo invitato i Dirigenti Scolastici a rifare la graduatoria inserendo nella stessa tutti i docenti, dal momento che il “bonus economico” ha natura di retribuzione accessoria, e a pubblicare in maniera integrale la graduatoria con l’indicazione dei nominativi, del compenso attribuito, del punteggio assegnato e delle modalità con le quali tale punteggio è stato attribuito”.

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