Petrolio, in 7 giorni dati altri 5 permessi di scavi a mare

E’ la partecipazione dal basso che sceglie e indirizza i modelli di sviluppo di un territorio. Referendum. Il vero quesito è: “potere piramidale” o “democrazia circolare”?

La Civetta di Minerva, 28 ottobre 2016

Le proposte di riforma (forse sarebbe il caso di chiamarla ‟contro-riforma”), se approvate col referendum del 4 dicembre, potrebbero cambiare la “filosofia” costituzionale. Infatti, si modificherebbero, a nostro parere, i riferimenti culturali della Costituzione con un sistema diverso di intendere i rapporti di partecipazione e di potere e le modalità di esercizio dello stesso. Siamo, naturaliter, a favore della “democrazia circolare”, partecipata, più vicina alle problematiche del territorio, molto ben espressa nell’art. 118 della Costituzione (principio di sussidiarietà) e pertanto siamo contrari alla “proposta piramidale”, verticistica di Renzi & c., che ci riporta indietro di 80 anni.

DEMOCRAZIA CIRCOLARE E BIOECONOMIA – Nella “democrazia circolare” vi è bilanciamento ed equilibrio dei poteri, non vi è accentramento apicale ed autoreferenziale. Vi è, a nostro modo di vedere, una collimazione e correlazione tra biologia e le leggi dell’economia, tanto che vi è una branca specializzata della scienza chiamata appunto “bioeconomia”. Nella visione biocentrica tutti gli esseri viventi sono importanti per una buona economia degli ecosistemi, per una più partecipativa azione di ognuno, per un coinvolgimento maggiore, per una più equa distribuzione delle responsabilità e  degli eventuali benefici ottenuti dalla collegialità e condivisione ed eventualmente una maggiore propensione a sopportare meglio le incidenze comuni negative se dovessero intercorrere. Le specie che resistono di più alle avversità, e che si adattano meglio, sono quelle che consumano meno energia, che collaborano di più una con l’altra e che cercano condizioni migliori senza sfruttare eccessivi spazi (il che comporterebbe, appunto, maggiore spreco di energia). A differenza, la visione antropocentrica riconduce a un individualismo ed egoismo profondo per cui  tutto deve essere al servizio dell’uomo, pertanto si possono distruggere risorse naturali, per suo vantaggio.

ESEMPI CONCRETI DI CITTADINANZA ATTIVA – Il fondamento dell’economia circolare biocentrica è, invece, il principio di sussidiarietà, per cui si possono meglio risolvere i problemi e le criticità quanto si è più vicini ad essi. Non è un principio astratto e possiamo portare tanti esempi di attivazione concreta di tale concetto. Paradigmaticala questionedelle autorizzazioni regionali per la ricerca e prospezioni petrolifere nel Val di Noto, cioè in territori compresi nell’Heritage List dell’Unesco. I Comuni dell’intera zona, le associazioni ecologiste e culturali, la Curia Vescovile, i Comitati No Triv e i Verdi in prima linea, si ribellarono a questa imposizione calata dall’alto e si bloccò l’incombente rischio di scempio.

Ricordiamo che nel disciplinare per la coltivazione degli idrocarburi era testualmente riportato: “…la concessione per la coltivazione degli idrocarburi comprende anche il diritto a costruire, esercire e mantenere un sistema, parziale o completo di serbatoi e di condotte…”…”tale sistema di condotte può comprendere, fra l’altro, le stazioni di spinta iniziale o intermedie e i relativi serbatoi, macchinari annessi, le condotte principali e secondarie…”. Si trattava, quindi, di realizzare nel Val di Noto, per 747 Kmq., in una zona “Patrimonio dell’Umanità”, una zona industriale come quella di Priolo.

La corsa al petrolio (bloccata nella terraferma, dove appunto i Comuni e il territorio possono far leva sul principio di sussidiarietà) però continua senza sosta nei mari italiani con la politica energetica del governo Renzi: nuove attività di ricerca, estrazione e prospezione continuano a mettere a rischio il mar Adriatico, il mar Ionio, il Canale di Sicilia e il mar di Sardegna. A conferma di ciò è arrivato il via libera del Ministero dell’Ambiente che, recentemente e in una sola settimana, ha emesso ben 5 procedimenti riguardanti attività geofisiche a scopi petroliferi nei mari italiani, e precisamente una nel mar Adriatico al largo delle coste pugliesi per circa 1.500 kmq (della società Global Petroleum);  due istanze di permesso di ricerca nel mar Ionio per ulteriori 1.500 kmq (per la Global Med) e una istanza di prospezione sempre nello Ionio per ben 4.000 kmq (per la Schlumberger).

A questi cinque si aggiunge un permesso di ricerca nel mar di Sicilia al largo di Gela, per 456 kmq di mare, di proprietà Edison Eni. Le attività di ricerca e prospezioni petrolifere in mare saranno eseguite sempre con la tecnica dell’air gun che provoca danni alla fauna marina poiché tali attività, a quanto ci risulta, saranno esercitate in alcune zone per il ripopolamento ittico delle specie ittiche del Mediterraneo (nurseries), con danni economici alle attività di pesca, oltre che al turismo ed all’economia locale. Una tecnica criticata non solo dalle associazioni ecologiste, ma anche dalla comunità scientifica, da molte comunità locali e da cittadini che hanno sottoscritto, in più di 70mila, la petizione #StopOilAirgun, lanciando un appello a Governo e Parlamento per vietare l’utilizzo di questa impattante tecnica per la ricerca di idrocarburi.

Il “via libera” dal Ministero dell’Ambiente, purtroppo, conferma la politica del governo Renzi a favore delle fonti fossili e contraddice gli impegni presi alla Cop21 di Parigi, proprio nel giorno in cui arriva il sì della Camera alla ratifica dell’accordo. Il nostro Paese possiede risorse naturali e opportunità per puntare a un futuro rinnovabile grazie alle fonti alternative oggi realmente competitive. Il Governo abbia dunque il coraggio di percorrere questa strada attraverso una politica lungimirante e interventi innovativi che mettano al centro un’economia sostenibile e l’ambiente, avviando una nuova stagione incentrata sul risparmio energetico e sulle fonti rinnovabili, ma sta anche a noi, esprimendoci nel referendum, contribuire a far cambiare la politica per un futuro veramente sostenibile e durevole.

 

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