Il titolare delle politiche sociali: “Conosco il sindaco da tempo, ho appoggiato la sua candidatura, la nomina è stata una sorpresa”, “Con l’avv. Ezechia Reale ho un solido rapporto professionale, le scelte politiche sono autonome”
La Civetta di Minerva, 30 settembre 2016
Nominato assessore, in quanto politico o in quanto tecnico? Se lo aspettava? Come giunge il Sindaco a sceglierla?
All’atto della nomina, il 3 agosto di quest’anno, il Sindaco ha dichiarato urbi et orbi ufficialmente che entravo in Giunta da indipendente. E continuo ad esserlo, senza nascondermi che faccio parte di una squadra alla quale ho il dovere di rispondere e con la quale condivido le scelte. Poi, non è un mistero per nessuno che abbia votato sempre PD e che svolgo da oltre trent’anni la professione di avvocato, ciò che mi rende inevitabilmente “tecnico”. Conosco il Sindaco da tempo, ho appoggiato la sua candidatura, ma da qui ad aspettarmi l’incarico ce ne passa. No. È stata una completa novità e sorpresa nel pieno dell’afa estiva. Avevo ricevuto in passato altre analoghe proposte ma allora non avevo ritenuto presenti i presupposti per accettare. Peraltro, la Giunta attuale è composta da persone per bene, entusiaste, propositive, giovani, disinteressate e ciò mi ha convinto ad assumermi il carico istituzionale di un assessorato tutt’altro che semplice, senza altri fini se non quelli di mettermi al servizio della città e dei siracusani.
Che situazione ha trovato in Assessorato?
Mi sono state assegnate due differenti rubriche, una riguardante le politiche sociali e la famiglia, l’altra – più specifica per la mia formazione – relativa alla legalità e alla trasparenza. Posso dire che ho trovato ottimi dirigenti e funzionari, che mi aiutano con impegno e dedizione, spesso rimanendo in assessorato dalle 8 del mattino alle 8 di sera. Ma la realtà sociale ed economica di Siracusa –come è noto – è disastrosa. C’è una diffusione fisiologica del disagio, per lo più concentrato nelle zone popolari al quale troppe volte, per ovvie ragioni, non si può offrire una soluzione definitiva anche perché le risorse finanziarie del Comune (non solo di Siracusa) sono insufficienti a riportare tutti sopra la soglia di sofferenza sociale. Spesso si può solo tamponare.
Siracusa, infatti, non si trova su Marte ma fa parte, nel bene e nel male, innanzitutto della Sicilia e, poi, dell’Italia. Aggiunga che lo Stato e la Regione delegano sempre più funzioni e compiti, magari con normativa farraginosa e iperburocratica, agli enti territoriali, senza prevedere adeguati mezzi o stanziamenti. Per esempio, almeno nel primo periodo, i nove assistenti sociali dipendenti del Comune di Siracusa dovranno far fronte a tutti gli adempimenti riguardanti i futuri aventi diritto alla speciale misura del sostegno all’inclusione sociale, che prevede l’obbligo di soluzioni personalizzate. Allo stato sono pervenute già oltre 500 domande, ma da qui a fine anno se ne prevedono ancora molte di più. Sarà un problema, ma confido che sarà effettuato quanto previsto e dovuto. Tenga presente che Siracusa è il Comune capo-fila del Distretto socio-sanitario n. 48 che raggruppa undici Comuni, per cui dovrà farsi carico dell’organizzazione dei relativi servizi di supporto. Ho trovato, quindi, enormi problemi: era prevedibile, è inevitabile e me lo immaginavo.
Quali le questioni più scottanti da affrontare e come?
Ho dovuto constatare (ricordo che parlo del mese di agosto) la situazione assai problematica degli asili nido che però è ormai in via di risoluzione definitiva, dopo tanti incontri con tutte le parti sociali e il ritrovato spirito collaborativo dei sindacati e dei gestori. L’assessora Valeria Troia, cui da metà settembre spetta la competenza, ha profuso tutta la sua esperienza e la sua professionalità, assieme ai dirigenti comunali preposti, per garantire l’inizio puntuale del servizio, ora consultabile anche on-line. Sono state avviate ipotesi di collaborazione con il Forum del Terzo Settore, con i sindacati, con i soggetti istituzionali. Ho invitato tutte le sigle datoriali ad apportare suggerimenti. Sto cercando di creare un circolo virtuoso. Talvolta questo lavoro è risultato soddisfacente e sincero, talaltra meno. Qualche volta avrò potuto sbagliare, altre volte succederà, sempre in buona fede. È nell’ordine delle cose. Ben vengano, in tali casi, le critiche e le proposte alternative.
L’Amministrazione di Siracusa è ogni giorno nell’occhio del ciclone, polemiche, scambi di accuse litigi. Quale il suo pensiero in merito?
La domanda è troppo vaga e, mi perdoni, strizza l’occhio al rancore e al diffuso bisogno di trovare colpevoli e untori anche a costo di essere qualunquisti, sebbene a propria insaputa, o di fare di tutta l’erba un fascio, di compiacere chi vuole creare dal nulla e ad arte scandali e scandaletti, spesso ingiustificati. L’audience è meglio della verità! Si corre però il pericolo di diventare inconsapevolmente cassa di risonanza di meri distributori di gossip pseudopolitici, che faranno pure notizia (vuoi mettere l’impatto dei titoloni!) ma che arrecano guasti insanabili alle istituzioni, le quali dovrebbero stare a cuore di tutti, specie di quelli che hanno responsabilità sociali più marcate, fra cui i giornalisti, che comunque difenderò fin che avrò vita. La calunnia non mi è mai piaciuta men che meno la politica della calunnia, le cui conseguenze e il cui venticello mefitico lascio volentieri a chi la fa, su cui prima o poi si ritorcerà, e non a chi la riceve.
Di recente un imprenditore ha dichiarato in conferenza stampa che per ottenere un appalto pagava tangenti, che era costretto ad assumere personale segnalato dai funzionari. È stato scritto sui social che lei dovrebbe dimettersi per incompatibilità, essendo difensore di un soggetto coinvolto.
Non rispondo a meri sottintesi provenienti da siti che sconosco. Mi rincresce, però, constatare che non si è colta la novità positiva, dando spazio ad insinuazioni subdole. E allora, martedì 20 settembre una consigliera comunale, un deputato della Repubblica e un imprenditore hanno tenuto una conferenza stampa, il giorno seguente riportata dalla stampa. Il giorno stesso ho disposto l’avvio di un’indagine interna, dando pronta, prontissima risposta ai sospetti, senza nemmeno tentare di coprire nessuno, tutt’altro! Ma quando mai ciò è avvenuto? La stampa e i cittadini avrebbero dovuto e dovrebbero esultare. Peraltro, detta inchiesta non la svolgo io ma è demandata al responsabile istituzionale dell’anticorruzione. Ora, capisco che i denuncianti siano rimasti spiazzati dall’intervento repentino, per cui hanno dovuto spostare l’attenzione su circostanze ininfluenti, ma non mi capacito del fatto che tali quisquilie siano diventate, senza un minimo di discernimento, più importanti.
Qualche malalingua sostiene che con lei in giunta è entrato pure l’Avv. Paolo Reale, suo collega di studio. C’è forse una vicinanza o una collaborazione politica fra voi?
La domanda contiene la risposta: appunto, male lingue. Tutto il resto è barzelletta, che non fa nemmeno ridere. Comunque, non sono stato sponsorizzato da nessuno, anche perché non ho trascorsi professionali e di vita tali da avere sponsor di alcun tipo. Con l’avv. Ezechia Paolo Reale (e, prima ancora, con i nostri padri) ci accomuna da vari decenni la conduzione dello studio legale associato, un solido rapporto professionale, la stima e la reciproca fiducia, a tutto tondo. Poi, ognuno compie le scelte, anche politiche, che reputa consone ed opportune, in piena autonomia.
Il Partito Democratico è spaccato e continua a dilaniarsi al proprio interno. Vede una via di uscita da questa situazione?
Non ho partecipato attivamente alla vita del Partito Democratico. Ripeto, l’ho sempre votato e mi dispiace quanto sta avvenendo. Spero che si riuscirà a ricucire gli strappi e a navigare all’unisono, pur nella diversità di opinioni e di sensibilità.

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