Se ci sono super-eroi perché non li hanno indicati al sindaco?

All’indomani della nomina dei due nuovi assessori (l’avv. Giovanni Sallicano e la dott.ssa Grazia Miceli) si inasprisce la lotta interna al PD. “Non è questa la Giunta di alto profilo etico”, dicono gli oppositori guardandosi bene dal proporre nomi alternativi

 

La Civetta di Minerva, 4 agosto 2016

Un inutile atto di forza del sindaco Garozzo? Oppure l’unica strada al momento percorribile, un necessario sussulto di orgoglio per porre fine ad una situazione di stallo e di condizionamento e riprendere l’azione amministrativa? Quale lettura appare più plausibile circa la recente nomina in giunta di due nuovi assessori (Grazia Miceli e Giovanni Sallicano)?

Nomine che giungono o dovevano giungere come atto conclusivo di una crisi che si protrae da tempo a seguito di lacerazioni interne ma che invece lascia scontente due controparti su tre del Partito Democratico.

“… i cambiamenti decisi dal Sindaco non rispondono all’auspicio di un “nuovo governo” e di un “rinnovato patto con la Città…” si legge nel comunicato a firma Lo Giudice – Schiavo – Monterosso, diffuso subito dopo il rimpasto operato da Garozzo.

Ma cosa chiedevano i fotiani + riformisti (ennesima variante e mutevole performance di coalizione interna)? “La costituzione di una Giunta di alto profilo, sottratta a logiche di Partito o di area, e con il coinvolgimento di personalità di prestigio, riconosciute dai cittadini per il loro valore e la loro competenza”. Ora, noi non sappiamo se esiste in realtà la possibilità di realizzare concretamente quanto desiderato dai riformisti+fotiani. Se, senza voler essere particolarmente catastrofici o funesti, scelte con tali caratteristiche siano in pratica attuabili o piuttosto fanno parte del libro dei sogni. Ma se probabilmente siamo noi scarsi e ad essere in torto, a non saper guardare oltre e altro, come mai questi nomi con tali peculiarità e alti requisiti non sono stati fatti e offerti dai richiedenti? Se esistono i super eroi, perché non indicarli al sindaco? Eppure Garozzo, a seguito di apposito incontro, ha espressamente chiesto a ciascuna componente del partito: “datemi tre nomi”, nomi che avrebbero potuto essere scelti da esse tra le “personalità di prestigio svincolate dalle logiche di partito o di area” e che invece si sono ben guardate dal fare, in realtà continuando ad auspicare l’azzeramento della giunta per azzoppare Garozzo (come già da noi espresso nel precedente articolo:

https://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=1742%3Aazzerando-la-giunta-si-vuole-tenere-garozzo-sotto-scacco&catid=14%3Asiracusa&Itemid=138).

A rafforzare tale richiesta si sono susseguite conferenze stampa che stigmatizzavano vicende giudiziarie che coinvolgono alcuni consiglieri comunali e alcuni funzionari. Ma cosa c’entra la Giunta in queste faccende? A parte la risibile e del tutto trascurabile vicenda che riguarda il vicesindaco Italia e la faccenda dell’assessore Foti che tuttavia si è dimesso (pur ritenendo noi che abbia buone ragioni per chiarire la sua posizione), quali colpe e a quale assessore in giunta è da addebitare lo sfascio e lo scollamento amministrativo tali dal chiederne il defenestramento?

La risposta (e la verità) sta negli anfratti della politica, offuscata e intorbidata dai rituali e da prassi a noi poco congeniali ma che sono tanto praticati nell’agone politico.

Fino a quando i cittadini avranno la pazienza di assistere a simili giochetti e comprenderne le strategie, le tattiche, le finalità? Noi temiamo che il tempo (e la pazienza) a disposizione stia per scadere. Avvertiamo un crescente malcontento e sfiducia verso la politica. E se aggiungiamo a questo l’aspetto giuridico e penale che attanaglia questa amministrazione (i cui risvolti spesso appaiono torbidi se non inusuali), ecco che lo scenario diventa davvero preoccupante. Ci sarà una via di uscita? Riuscirà la politica a trovare la luce in fondo al tunnel?

Garozzo ha fatto le sue scelte, ha rimescolato alcune rubriche e ne ha avocato a sé delle altre, lasciando aperto uno spiraglio nell’attesa che (per il bene della Città, più che del futuro del Partito Democratico locale) le parti depongano le armi e il quadro si ricomponga positivamente.

Poco più di un anno mezzo ci separa dalla fine della legislatura. I cittadini, che ne hanno le tasche piene delle beghe politiche, auspicano che si affrontino seriamente i problemi che li attanagliano. Il partito (e le sue variegate anime) sappia, qualora l’abbia dimenticato, che l’elettorato giudicherà e non farà sconti.

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