Tra fantapolitica, fantacalcio, scalate ciclistiche e diffeRenziata, l’Unità nel PD siracusano pare non ci sia più e forse mai c’è stata. Le tre anime continuano il loro gioco con alleanze variabili che ogni volta tendono ad escludere una delle parti
La Civetta di Minerva, maggio 2016
2a parte – Dopo aver passato in rassegna buona parte degli “ex qualcosa” presenti alla Leopolda siciliana (nel numero precedente) che ha certificato la mutazione del profilo politico del PD siciliano, ci siamo posti la domanda sul PD siracusano. Come è messo? Dove va? Ma soprattutto, a fare cosa?
Proviamo dunque a mettere in fila alcuni episodi concreti.
Sin dalle scorse amministrative in Città, Garozzo pensò bene di costruirsi un proprio universo politico con liste autonome e candidati provenienti da ogni dove. Come dire: io sono Io, il PD è altro. La prima mossa, all’indomani della sua elezione a sindaco, fu quella di farsi fotografare con Foti Gino, ex onorevole. Come dire: a pensare male si fa peccato ma qualche volta ci si azzecca. Poi l’elezione di Sullo a presidente del consiglio comunale. Come dire: il cerchio si chiude a “365°”. Sallo! Ancora le maggioranze in consiglio e passaggi vari. Come dire: venite a me, voi non del Pd. Per finire con l’attuale composizione della Giunta che tanti definiscono (non noi) più a destra di quella di Visentin.
Quale ruolo ha il PD in questo scenario? Quale la sua impronta? E soprattutto il suo indirizzo, la sua idea di Città? C’è un minimo di visione comune, condivisa e partecipata? I più maligni si limiterebbero a chiedere: ma c’è il PD in città e in provincia?
Proviamo ad azzardare una analisi.
Per quanto riguarda l’Unità, pare non ci sia più (così come lo storico ed ex glorioso quotidiano fondato da Antonio Gramsci) e forse mai c’è stata. Le tre anime continuano il loro gioco delle parti alleandosi ieri la numero due con la tre contro la uno, poi la numero uno con la due contro la numero tre, oggi la numero uno e la tre contro la numero due. Insomma ogni manovra sembra avere il solo obiettivo di sopraffare qualcuno invece di raggiungere l’auspicata concordia. Abbiamo assistito alla guerra dei Fotiani/Garozziani contro i Dem + Riformisti per la poltrona di segretario provinciale (Castelluccio). Poi si è preso atto della pace tra Fotiani/Garozziani + Dem + Riformisti per la poltrona di segretario provinciale (Lo Giudice) ma poco dopo si è passati all’alleanza tra Riformisti + Fotiani/Garozziani contro i Dem per la poltrona di segretario cittadino (eletto il cafeano Monterosso, traditi i Dem con Gionfriddo). Ancora oggi si assiste alla guerra tra Riformisti vs Fotiani/Garozziani rappresentata dai quasi quotidiani attacchi del duo Princiotta/Zappulla contro l’Amministrazione Garozzo. Infine si prospetta l’alleanza Dem + Garozziani/senza Fotiani contro i Riformisti. Si sarà concluso il balletto? Ci sarà un altro giro di giostra? E chi lo sa? In politica tutto può succedere, anche il contrario di “ioconquellimai”.
I più appassionati (non noi) si accaniscono a sottolineare i vari attacchi di Baio (Foti) all’assessore Coppa sulla gestione impianti sportivi e altro o a quelli della Stancheris (Foti) + altri contro il vice sindaco Italia sulla concessione della spiaggia di Cala Rossa ecc. Non sarà un sussulto della componente fotiana contro quella demoniana (nel senso di Dem) ? Ma soprattutto non sarà un voler mettere in sordina e tarpare le ali a quello che a tanti sembra il prossimo candidato sindaco, il giovane brillante Francesco Italia? Ma qui si sfiora la fantapolitica che, contrariamente al fantacalcio, non assegna premi. Nel frattempo, a Giugno, ci saranno le elezioni amministrative da svolgere in provincia e poi l’elezione del Presidente del Libero (?) Consorzio tra Comuni per cui i toni sembrano al momento placati, in attesa degli esiti che potrebbero offrirci altri inaspettati ed inediti scenari.
Tornando alla Leopolda siciliana, si narra che Faraone abbia mostrato alla platea un video con la rimonta del ciclista Marco Pantani. “Pantani rimonta e man mano i suoi compagni lo lasciano andare, lo fanno rimontare. A un certo punto Pantani è scattato e ha vinto la tappa –dice Faraone– E’ una rappresentazione di quello che io intendo per gioco di squadra e affermazione di leadership. Gioco di squadra non vuole dire aspettare i tuoi compagni fino in fondo. Se hai più fiato, arriva il momento in cui lasci che chi ti ha accompagnato fin qui ti lascia fare la rimonta. Senza la squadra, Pantani non avrebbe potuto rimontare. Insomma, la leadership è possibile solo se si costruisce insieme un gioco di squadra, perché vinca il suo capitano”.
È senza dubbio un’immagine suggestiva che fa riflettere. Però a me riporta un significato diverso. Pantani era probabilmente in mano a loschi individui che lo hanno usato. Il campione aveva problemi seri e si drogava, fu squalificato e quindi abbandonato dagli amici. Forse il gioco di squadra è qualcosa di profondamente diverso di quanto successo a Pantani. E anche questo dovrebbe fare riflettere. E rimanendo nell’ambito sportivo: sarà mica vero che i delusi interisti e milanisti stiano tutti passando a tifare Fiorentina? Forse tutti insieme riusciranno a sconfiggere lo strapotere della vecchia politica, ops … della vecchia signora e ottenere uno sconto per la diffeRENZIazione. Come per la Tari.

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