I maggiori investitori disinvestono dai combustibili fossili

Cambiamenti del sistema economico mondiale per l’energia. La transizione energetica. Scienza, etica ed economia puntano concordemente a un futuro altro

 

La Civetta di Minerva, 24 giugno 2016

Vi è in atto, a parere di molti analisti e osservatori dell’economia internazionale e secondo dati sistemici raccolti, una transizione a livello globale. Secondo fonti del Ministero dell’Ambiente italiano, le stime del F.M.I. (Fondo Monetario Internazionale), i danni a salute, ambiente e clima, riversati dai combustibili fossili sulle comunità, ammontano a 5.300 miliardi di dollari l’anno, una cifra 40 volte maggiore dei sussidi dati alle energie rinnovabili. L’agenzia di rating Standard & Poor’s mette in guardia contro i rischi finanziari legati ai cambiamenti climatici e sostiene che limitare le emissioni di CO2 è conveniente anche dal punto di vista dei profitti industriali.

L’Edison Electric Institute, associazione delle compagnie elettriche americane, vuole programmare una maggiore decarbonizzazione, cioè produzione di energia tramite un minor uso del carbone. La Deutsche Bank certifica che, a dispetto del forte calo del prezzo del petrolio, il costo dell’elettricità da energia solare è più competitivo. Già oggi, in molti paesi, l’energia solare non ha più bisogno di sussidi e rende le nazioni non più dipendenti dai combustibili fossili che debbono essere importate. Sono cresciuti dappertutto gli investimenti per sistemi di accumulo e per reti intelligenti che hanno puntato sulle energie rinnovabili.

L’agenzia finanziaria Bernstein Research ha evidenziato che le rinnovabili sono tecnologie i cui costi diminuiscono sempre, mentre al contrario i costi di estrazione dei combustibili fossili salgono quasi sempre. Aggiungiamo noi, a meno che non si riducano le spese per la manutenzione ed i sistemi di sicurezza. Sei importanti banche americane (Bank of America, Citibank, JP Morgan, Chase, Morgan Stanley, Wells Fargo) si apprestano a finanziare progetti per lo sviluppo delle energie rinnovabili con l’obiettivo di creare una a economia forte e prosperosa per le future generazioni. Nell’Energy Outlook 2015, l’agenzia Bloomberg stima che entro il 2040, il 56% delle sorgenti energetiche primarie su scala mondiale sarà composto da fonti a emissioni zero.

INVESTIMENTI SULLE RINNOVABILI

La C40 Cities Finance Facility, che comprende l’Inter-American Development Bank, ha deciso di impegnare un miliardo di dollari a favore di infrastrutture sostenibili in città a basso o medio reddito. La Fondazione Bill Gates ha annunciato due iniziative multimiliardarie per accelerare la transizione energetica: Mission Innovation, un impegno firmato da dieci nazioni per aumentare, nell’arco dei prossimi cinque anni, i propri investimenti per la ricerca sulle energie rinnovabili fino a 20 miliardi di dollari e Breakthrough Energy Coalition, la formazione di un gruppo di investitori privati su scala mondiale che aiuteranno le industrie a sviluppare idee innovative sullo stesso settore delle rinnovabili. Inoltre, è stata stipulata un’alleanza sull’energia solare tra India e Francia con 120 paesi per mobilitare più di un miliardo di dollari entro il 2030 per la massiccia diffusione di energia solare a prezzi accessibili.

DATI E INDICI DI BORSA.

I dati delle borse indicano che l’indice carbon free rende il 60% in più dell’indice globale. La più grande compagnia assicurativa del mondo, Allianz, ha annunciato che abbandonerà gli investimenti nel settore del carbone ed aumenterà quelli nel settore delle fonti rinnovabili. Numerosi altri importanti istituti del mondo della finanza (HSBC, Goldman Sachs, Standard & Poor’s), e cosa ancora più importante, anche grandi investitori istituzionali come il Fondo Sovrano Norvegese ed il Rockefeller Brothers Fund stanno disinvestendo dai combustibili fossili. Hans Schellnhuber, uno dei climatologi più eminenti, consigliere di Papa Francesco per l’Enciclica Laudato sì, ha paragonato il movimento di disinvestimento dai combustibili fossili a quello del diciannovesimo secolo per l’abolizione della schiavitù, ed infatti il segretario generale di una lobby del carbone ha detto: “saremo odiati come lo furono i commercianti degli schiavi”.

Ed infine secondo l’ultimo report della prestigiosa International Energy Agency i combustibili fossili solo nel 2013 hanno ricevuto sussidi, diretti ed indiretti, per 550 miliardi di dollari, cioè più di quattro volte di quelli elargiti alle energie rinnovabili, includendo i già citati danni a salute, ambiente e clima il rapporto diventa quaranta volte.

L’era dei combustibili fossili sta chiudendo, il valore delle azioni di alcune multinazionali produttrici di energia da “fossili” diminuisce bruscamente. Scienza, etica ed economia indicano concordemente che i combustibili fossili sono ormai dalla parte sbagliata dal bivio che la storia ci ha messo di fronte. La via giusta è quella del risparmio, dell’efficienza energetica e quella delle fonti di energia rinnovabile, sicura e pulita.

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