Augusta, i monumenti da salvare. I forti Garcia e Vittoria

Risalenti al 1567, se restaurati potrebbero diventare un’attrazione di indubbio valore turistico. Sei anni fa si tentò di aprirli tutto l’anno con una convenzione tra Comune e Soprintendenza

 

La Civetta di Minerva, 24 giugno 2016

All’interno del porto, verso nord nelle vicinanze dell’area dell’idroscalo e del Parco dell’Hangar, affiorano due isolette su cui sono stati edificati i Forti “Garcia” e “Vittoria”. Gli Spagnoli, una volta conquistata la città, si prodigarono nel fortificarla sia sul lato di terra che su quello del mare vista la posizione strategica di Augusta nello scacchiere commerciale e militare e la rilevante importanza assunta dal suo porto. Il viceré don Garçia de Toledo, dopo aver vinto il nemico musulmano nelle vicinanze di Malta, ebbe l’incarico dal Re Filippo II di impedire nuove incursioni alla città e fece allora erigere nel 1567 sui due lembi di terra emersa a nord ovest due baluardi a completamento delle opere di fortificazione a difesa del porto; di esse faceva parte anche la lanterna di Torre Avalos.

A una fortificazione diede il suo nome, Garçia, all’altra quello di sua moglie, Victoria.

In seguito, i forti furono utilizzati come galere e nel 1700, durante un’epidemia di peste, furono adibiti a lazzaretto. L’epidemia di colera del 1836 li rivide utilizzati come ospedale per il ricovero degli ammalati, tenuti insieme agli ergastolani presenti nelle carceri. Nel 1848 cessò definitivamente l’utilizzo dei forti come carceri e nel 1850 il Vittoria fu trasformato in ospedale. Con il Regno d’Italia furono affidati all’amministrazione militare e furono adibiti a magazzini e polveriera. Va segnalato che al centro del forte Vittoria è visibile il resto di un’antica torre normanna e una leggenda narra che Federico II, rifugiatosi in questo posto durante una tempesta, fu affascinato dal luogo e si ripromise che avrebbe costruito la sua dimora intorno alla torre stessa. La fortezza a pianta quadrata (tipica delle costruzioni dell’epoca), con torri agli angoli, ha subito, nel corso del tempo, diverse modifiche.Dal 1950 è stata lasciata in uno stato di abbandono. Prima di allora vi si organizzarono delle rappresentazioni teatrali tra cui “L’Amleto” di Shakespeare (fu un successo anche per l’ambientazione naturale della fortezza poiché, come è noto, la tragedia si svolge, appunto, in un castello).

L’ultima volta che il Comune si interessò dell’uso ai fini turistici del forte Vittoria (l’unico restaurato con notevole impiego di fondi e con attrezzature tecnologiche di un certo interesse) fu nel luglio 2009 quando fu siglata una convenzione tra l’ex sindaco Carrubba e la soprintendenza per rendere fruibile il monumento. L’ex assessore alla Cultura, Giovanna Fraterrigo, manifestò, prima della fine del suo mandato, la volontà della città di consentire l’accesso al maniero tutto l’anno, proposta che il soprintendente si impegnò a soddisfare, previo stesura di una nuova convenzione. Poi più nulla. L’ultima iniziativa che ha riguardato il forte Garsia fu una suggestiva manifestazione, proprio in quell’anno, a cura della corale Euterpe e dell’associazione «Augusta Photo Freelance», che ha fatto rivivere nel canto e nella musica accompagnata da suggestive immagini, la magia della festa rinascimentale. Il successo registrato in quei due mesi fu testimoniato dal numero di persone accorse a visitarlo, nonché dalle manifestazioni e dagli eventi organizzati.

Il Forte Vittoria (il più piccolo), completamente recuperato, è stato assegnato con destinazione d’uso a centro studi/università ma, dopo una iniziale dichiarazione di interesse e qualche convegno, tutto è caduto nel dimenticatoio. Ultimamente è stato utilizzato per lo svolgimento di un convegno delle associazioni dei giovani armatori, poi nulla.

Nella zona latistante i forti, nel tempo si erano depositati, a rafforzare il degrado della zona, relitti di varia natura che, almeno per ciò che ha riguardato sette imbarcazioni di proprietà della Marina Militare (Loto, Giaggiolo, Palma, ex Navi Airone e Alcione, e due ex Trasporto Fari) affondate nella rada in acque poco profonde, sono state interessate da operazioni di recupero, demolizione e smaltimento sotto la guida dell’Arsenale Militare Marittimo di Augusta in sinergia con la Capitaneria di Porto, la Marivigilanza e l’ARPA, nel rispetto delle norme sulla sicurezza, ma anche sulla tutela dell’ambiente durante e dopo lo smaltimento dei rifiuti.

Questi due esempi di architettura militare, se restaurati, potrebbero essere un’attrazione di indubbio valore turistico e inoltre potrebbero essere utilizzati come museo o centro studi e serviti di un servizio di motobarche che li colleghi alla terraferma.

I due forti, assieme all’hangar per dirigibili, al castello Svevo, a torre Avalos, porta spagnola e rivellino, fanno parte dell’impianto fondamentale della “piazzaforte militare” di Augusta, una serie di testimonianze storico architettoniche uniche. I due forti fanno parte del patrimonio della Port Authority, ed oggi è possibile la visita esclusivamente su prenotazione: all’Autorità Portuale di Augusta.

Durante la campagna elettorale si sono sprecate le fantasie e gli impegni dei candidati, ma fino ad ora nessun segnale di attenzione risulta pervenuto.

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