Bonus premiale, qui si parrà la nobilitate delle scuole

Le ragioni del sì. Le modalità di impiego permetteranno di valutare la serietà degli istituti. Plafond di 24mila euro. Il professore “meritevole” può averne fino a due mila. Circolare Miur: al comitato di valutazione i criteri, al dirigente i destinatari

 

La Civetta di Minerva, 10 giugno 2016

Come è noto la legge sulla cosiddetta “Buona Scuola” al comma 126 introduce un fondo per il “merito del personale” indicando al comma 129 i criteri generali cui attenersi e al comma 127 alcuni processi decisionali per il comitato di valutazione e il dirigente scolastico, lasciando, all’interno delle indicazioni, la massima autonomia alle scelte delle istituzioni scolastiche.

Questa autonomia , che in qualche caso è diventata un problema, è il prezzo che bisogna pagare per sostenere un processo di crescita e di valutazione autocritica delle scuole sempre più necessario per una scuola democratica e responsabile. Al di là delle facili battute e delle superficiali considerazioni che accompagnano tutti i processi di crescita, quello dello scontro tra populismi di maniera che rifiutano ogni processo valutativo sul lavoro degli insegnanti e la ricerca di criteri professionali rigorosi e riconoscibili dal corpo docente è il bivio che caratterizza la scelta tra una scuola dequalificata e una scuola competitiva e professionale. Bisogna farsene una ragione.

L’autonomia scolastica e la capacità che il suo corpo pulsante – che si articola fra le sue componenti (dirigenti, docenti, personale ATA e studenti) – saprà esprimere segnerà il futuro di questa fondamentale istituzione per lo sviluppo del paese. Quello che è in campo è uno scontro concreto: tra chi vorrebbe generiche uguaglianze (che uguali non sono, come non sono uguali le persone e le loro capacità, così come non è uguale l’impegno che ciascuno impiega nel fare il proprio lavoro) ugualmente remunerate e chi, partendo da una retribuzione dignitosa di base, vuole che si differenzi, anche nella retribuzione, il diverso impegno e la diversa professionalità di ciascuno.

In una società realmente democratica ciò deve avvenire attraverso un confronto e, se necessario, uno scontro tra chi vi lavora, valutando il giudizio di chi ne usufruisce e su come vengono garantiti gli interessi generali del Paese. Altre considerazioni sono solo il tentativo di stendere veli pietosi su inefficienze, ipocrisie e rendite di posizione.

La confusione che, però, si registra nelle scuole non aiuta ed è la misura delle difficoltà di come si vive questa trasformazione. In questi mesi i comitati di valutazione si sono scervellati sui criteri per stabilire la modalità di assegnazione dei bonus. Le indicazioni, però, sono stringenti: il fondo dovrà essere utilizzato non attraverso una generica distribuzione allargata a tutti e nemmeno attraverso la destinazione a un numero troppo esiguo di docenti.

Il ministero dell’Istruzione, in questi giorni, ha emanato ben due circolari per ricordare il rispetto di quanto stabilito nella legge 107/2015. La legge, infatti, chiede al comitato di valutazione di valutare e premiare i docenti in base ai seguenti criteri: la qualità dell’insegnamento, il contributo al miglioramento dell’istituzione scolastica, il successo formativo e scolastico degli studenti nonché i risultati ottenuti dal docente o dal gruppo di docenti in relazione al potenziamento delle competenze degli alunni e dell’innovazione didattica e metodologica, alla diffusione di buone pratiche didattiche e delle responsabilità assunte nel coordinamento organizzative didattico. Come si vede, principi di carattere generale che hanno trovato, secondo le prime informazioni, nelle scuole criteri molto diversi anche in relazione alle somme da destinare a un singolo professore che può avere fino a due mila euro; per questo scopo, infatti, andranno impiegati i circa 24mila euro destinati a ogni scuola.

Così accade che a Torino è stata ideata una tabella con 30 voci corrispondenti a varie attività svolte dai docenti all’interno delle scuole: più si lavora, più si ha diritto al bonus. al Liceo scientifico “Vittorini” di Milano hanno già stabilito che saranno gli studenti a valutare i professori sulla base del tempo impiegato per correggere i compiti e sulla trasparenza dei giudizi. A Bologna, le voci saranno 25 e il bonus andrà a chi supererà un minimo di punti che  valuteranno, tra l’altro, la disciplina in classe e la partecipazione a progetti internazionali. A Roma, si punterà sul miglioramento qualitativo degli studenti e come metro di valutazione saranno i riconoscimenti e i premi vinti dagli studenti. Al “Lenoci” di Bari, invece, tutto farà punteggio: dagli insegnamenti sul gioco degli scacchi, alla sistemazione dei giardini e delle aule. Alla Scuola alberghiera Cavalcanti di Napoli, infine, punti in più verranno assegnati ai prof che mostreranno entusiasmo nello svolgimento delle lezioni, punti in meno per le troppe assenze.

Ma il bonus rischia di creare spaccature e conflitti tra docenti e presidi, come fanno sapere da Genova, sarà così un po’ in tutti gli istituti scolastici italiani se non dovessero essere adottati criteri oggettivi di valutazione; questo non deve però spaventare poiché non esiste crescita senza sofferenza, vale per la vita, vale per la qualità della scuola.

In più i sindacati in alcune realtà vorrebbero definire i criteri nell’ambito di una contrattazione sindacale. Ogni scuola assegnerà il bonus ai docenti per il merito secondo i criteri stabiliti dal comitato di valutazione. La sperimentazione del premio di valutazione parte con la piena autonomia delle scuole nel decidere quali professori premiare: l’innovazione e il contributo alla didattica sono interpretati nei significati più ampi: chi vorrebbe assegnare il premio ai docenti più vicini all’età del pensionamento, chi a quelli che hanno garantito il proprio impegno con attività anche al di fuori dell’orario scolastico. Sarà un lavoro difficile ma necessario, come dimostra uno studio pubblicato da La Repubblica sui criteri che maggiormente sono in discussione in questi giorni negli istituti di alcune città italiane, scoprendo che, in alcuni casi, ci si è ingegnati con punteggi, calcoli e tabelle per garantire la massima obiettività.

Una questione che da oggettiva rischia di diventare molto soggettiva: la circolare di questi giorni del Miur ricorda infatti che “al comitato di valutazione viene riservata la competenza di fissare i criteri per la valorizzazione della professionalità del docente ma sarà il dirigente scolastico a individuare i destinatari del bonus, sulla base dei criteri espressi nonché sulla base di una motivata valutazione”. Quindi confronto, ma assunzione di responsabilità concrete da parte del dirigente: si evidenzieranno così le professionalità dei singoli capi di istituto che dovranno dimostrarle nel saper comporre esigenze e realtà oggettive senza operazioni al ribasso né aggiustamenti di comodo, evidenziando così la propria personalità. Governare i processi non è semplice, ma il ruolo comporta oneri oltre che onori.

Per aiutare le scuole il Ministero ha costituito un comitato tecnico scientifico che valuterà il lavoro dei comitati di valutazione e ai dirigenti scolastici nei giorni scorsi è arrivata una nota nella quale si rende noto l’avvio di un monitoraggio attraverso un portale dove saranno raccolti tutti i dati relativi alla composizione del comitato di valutazione, alla definizione dei criteri e all’utilizzo del bonus. Il lavoro fatto finora, quindi, sarà rendicontato e monitorato dal ministero. Un altro passo, comunque lo si valuti, che, oggettivamente, conduce verso una modernità che non è modernismo, verso un’articolazione della nostra democrazia partecipativa che guarda ai contenuti e non solo alle forme. 

Da leggere

“Solo contro tutti: la Cgil e le battaglie per Siracusa”

Intervista al segretario Cgil Franco Nardi: “Tra bioraffineria, Isab, futuro del depuratore, sanità e giovani …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti