Concordato con il ministero dell’ambiente, che definirà i passaggi da compiere. Occorre, comunque, fare chiarezza. I cittadini hanno il diritto di conoscere chi sono i ladri e i profittatori, chi gli incapaci
La Civetta di Minerva, 27 maggio 2016
Come è noto, da qualche tempo il problema del depuratore di Augusta è tornato all’ordine del giorno nell’attenzione dell’opinione pubblica; vuoi per la decisa presa di posizione del Sindacato, vuoi per l’iniziativa di associazioni cittadine, vuoi infine per le notizie che la stampa ha riportato riferendo le varie prese di posizione delle forze politiche e dell’Amministrazione Comunale. A corredo di tanto chiacchiericcio si è registrata l’iniziativa della magistratura in seguito a formale denuncia di circa 300 cittadini del borgo di Brucoli che lamentavano l’insipienza del Comune e dei vari soggetti responsabili che per tanto tempo sono stati inerti tanto da provocare, a fronte di finanziamenti disponibili, l’avvio di una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea per l’inquinamento del mari dovuto agli scarichi fognari.
Se ne sono sentite di tutti i colori, articoli pubblicati a mo’ di veline su vari giornali in cui più che informare si riferivano le opinioni dei vari soggetti che di volta in volta ritenevano di dover divulgare il proprio pensiero sulla vicenda. A fronte di tutto ciò si registrava il silenzio delle fonti cosiddette “informate sui fatti” tanto da spingerci a cercare di trovare il bandolo della matassa al fine di fare un po’ di chiarezza sulla situazione. Così si è appreso che a vario titolo sono il Comune, la Sai 8 e ancora il Comune gli enti, che avendo competenza sull’argomento fino all’8/9/2015, sono stati inerti o comunque inefficaci a completare i processi amministrativi per realizzare l’agognata depurazione delle acque reflue della città. Dall’ 8/9/2015, infatti, è subentrato il commissario nominato dal Governo Renzi che, per non essere soggetto alla procedura di infrazione, ha sostituito il Comune (soggetto responsabile, titolare a quella data, in qualità di gestore attuatore della problematica) con la dott.ssa Vania Contraffatto, già assessore all’energia della regione siciliana e precedentemente sostituto procuratore al tribunale di Palermo prestato alla politica per rimettere ordine nella disastrata amministrazione regionale.
Si apprende, dunque, che il Comune prima e la SAI8 poi, subentrata al comune nella gestione delle acque, hanno cincischiato producendo cartacce e progetti (a macchia di leopardo sul territorio del comune) mai trasmessi al Ministero per superare l’infrazione contestata al governo. Analogo comportamento si registrò da parte del Comune in seguito al fallimento della stessa SAI8 fino a quella fatidica data in cui, con sollievo per molti valenti amministratori, la competenza fu trasferita al commissario governativo. Da allora il Commissario ottenne dallo Stato (Ministero dell’Ambiente) il supporto tecnico/amministrativo di una società in house dello stesso ministero, la SOGESID, che nel caso in specie non opera come società che sviluppa progettazione o gestisce appalti, bensì come mera struttura amministrativa di supporto al commissario.
Ciò spiega il perché l’Assessorato regionale competente e la regione nel suo complesso, nonché il Comune, sono stati esautorati dalla gestione della vicenda, poiché il commissariamento statale opera in sostituzione delle strutture amministrative legittimamente titolate in quanto inadempienti.
Il Commissario, grazie ad una ricognizione di natura tecnico/amministrativa e finanziaria con tutti i soggetti che a vario titolo hanno avuto competenze in merito, acquisite le carte prodotte fino ad allora e quantificate le somme necessarie (parte statali e parte regionali) per rimettere in cammino le procedure, ha definito una strategia economico/ finanziaria che, nel corso di tre anni, porterà, per tutte le decine di comuni interessati, a chiudere l’infrazione.
Per quanto ci riguarda, la SOGESID ha valutato tutta la progettazione prodotta e, ritenendola inefficace a superare l’infrazione, ha deciso di indire, con le nuove procedure del codice degli appalti (recentemente varate dal governo nazionale), una gara per la progettazione delle opere funzionali a superare la procedura di infrazione; procedura che prevede, tra l’altro, l’obbligo della realizzazione del depuratore cittadino. Altre strade non saranno possibili poiché il mandato commissariale è preciso: operare per determinare il superamento della procedura di infrazione (e le relative sanzioni, n. d. r.) e realizzare la depurazione delle acque del territorio.
Allo stato, dunque, siamo in condizione di dire che, ad oggi, le date annunciate sono campate in aria e, tuttalpiù, rispettano solo gli auspici o le speranze di chi le ha annunciate. La notizia positiva è che, a breve, diciamo nell’arco di un mese, avremo finalmente un cronoprogramma delle attività che saranno poste in essere, concordato con il ministero dell’ambiente e quindi col Governo, che definirà i passaggi che dovranno portare a conclusione questa storia infinita.
Fin qui i fatti e il futuro. Ma per il passato resta l’esigenza di capire quali siano le responsabilità in capo ai singoli soggetti che hanno costretto con la loro incapacità il Governo nazionale a dover intervenire, esautorando il territorio dalle sue naturali prerogative: gestire e amministrare i cittadini nell’interesse della comunità. La questione non è importante solo per esporre al pubblico ludibrio amministratori pubblici e privati, bensì per affermare il principio che chi sbaglia paga e che le persone inadatte a gestire un condominio non possono proporsi a gestire comunità pubbliche e/o private convinti che tanto, poi, pagherà pantalone e che con la complicità di una stampa superficiale e disattenta si promuoverà il concetto che se tutti siamo colpevoli nessuno è colpevole: Questo spiega la ratio della diffusione sui social dell’odio generale e generico verso i politici e verso chiunque si occupi di cosa pubblica o di aziende private, mettendo sullo stesso piano ladri, malfattori patentati che si arricchiscono sulla pelle delle persone, imbecilli e inetti.
Almeno questo la Giustizia ce lo deve: conoscere chi sono i ladri e gli approfittatori, chi gli incapaci.

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