Riconoscimenti a Giuseppe Castello, Luigi Di Pino, Mauro Geraci, Fortunato Sindoni. Maria Bella: “Ora premieremo chi promuove cultura e lingua siciliana”
La Civetta di Minerva, 27 maggio 2016
Appuntamento imperdibile per gli appassionati della cultura siciliana: lunedì 30 maggio, presso l’ex Chiesa dei Cavalieri di Malta di Via Tommaso Gargallo a Siracusa, si terrà la XXV edizione del Trofeo nazionale “Turiddu Bella”.
Nutrito il programma: per la conduzione di Antonino Risuglia, si susseguiranno interventi ed esibizioni, il tutto all’insegna delle nostre tradizioni culturali: al mattino si esibiranno i cantastorie Giuseppe Castello, Luigi Di Pino, Mauro Geraci, Fortunato Sindoni, introdotti da Corrado Di Pietro; si alterneranno poi Mauro Geraci con una relazione sul mondo dei cantastorie – figura quasi mitica della cultura popolare siciliana –, la premiazione degli stessi cantastorie, la relazione di Alfio Patti sui 25 anni del Trofeo “Turiddu Bella”, la premiazione – per la sezione Letteratura – di Salvatore Camilleri, introdotto da Lia Mauceri, e di Sebastiano Burgaretta per la sezione dedicata all’Etnoantropologia, con l’introduzione di Corrado Di Pietro.
Il Centro Studi di Tradizioni Popolari “Turiddu Bella”, sorto per ricordare la figura del poeta e cantastorie di Mascali Turiddu Bella, è iscritto dal 21 febbraio 2013 al R.E.I. (Registro delle Opere Immateriali) nel Libro delle Espressioni: importante riconoscimento, questo, per il lavoro svolto da Maria Bella Raudino – figlia di Turiddu Bella – e dai suoi soci per la diffusione della cultura siciliana nei suoi vari aspetti.
Il Trofeo Internazionale di poesia popolare siciliana risale al 1991, per recuperare il patrimonio culturale ed artistico siciliano a rischio d’estinzione per via di quella che possiamo chiamare, secondo le parole di Alfio Patti, “barbarie postconsumistica”. I testi ricevuti e premiati – dubbi, favole, miniminagghi, contrasti, tutti generi della poesia popolare siciliana – sono stati pubblicati in varie antologie; sono stati coinvolti studiosi di vaglia e giovani, perché la poesia siciliana trovasse spazio anche presso le nuove generazioni. Il Centro Studi Turiddu Bella, fin dalla sua fondazione nel 1997, promuove giornate di studio ed ha pubblicato, oltre a tre volumi di “Studi critici delle opere di Turiddu Bella”, opere inedite del poeta.
La Civetta” ha incontrato per voi Maria Bella.
Questa edizione del Trofeo riveste una particolare importanza per il Centro Studi, vero?
Sì, perché costituisce un cambio di rotta. Nelle precedenti edizioni avevamo scandagliato la poesia popolare siciliana premiando non solo i cantastorie ma anche i poeti; adesso che l’indagine può definirsi chiara se non conclusa abbiamo pensato di tributare il premio a persone che si sono distinte per la promozione della cultura e della lingua siciliana.
Ci sarà uno spazio dedicato anche alla memoria di Fortunato Pasqualino e Antonino Uccello, perché i premi a Salvatore Camilleri e Sebastiano Burgaretta costituiranno anche una sorta di memorial, di omaggio a studiosi la cui esperienza ed esempio sono un faro per noi che continuiamo il loro lavoro.
Camilleri e Burgaretta non hanno bisogno di presentazioni: il primo lavora da anni sull’ortografia, la grammatica e la letteratura siciliana – basterebbe pensare a “La barunissa di Carini” o agli studi sulla koiné siciliana –, mentre il secondo oltre ad essere un apprezzato poeta in lingua italiana e siciliana si è impegnato nello studio etnoantropologico della nostra terra.

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