Organizzati dal presidente del Rotary, 130 fra coristi e orchestrali hanno cantato e suonato con maestria l’opera di Puccini, per la gioia di un pubblico attento che alla fine ha tributato una standing ovation
La Civetta di Minerva, 27 maggio 2016
Siracusa non ha soldi per la sua banda comunale. La banda ha suonato per Santa Lucia solo perché si trattava della nostra santa patrona a cui è devoto ogni siracusano e perché Pucci Piccione ci ha saputo fare. Il disinteresse per la banda è la prova che il Comune si disinteressa della cultura. Questo con la Siracusa pubblica; per nostra fortuna sopperiscono i singoli cittadini.
E vengo al dunque: chi si fosse trovato il sabato di due settimane fa, nella tarda serata, per via Mirabella avrebbe sentito il suono possente di un’orchestra; non si trattava di musica registrata ché non aveva il quid di metallico proprio di un altoparlante. Questo passante si sarebbe posto alla ricerca della fonte della musica e spingendo il portone della chiesa di San Pietro al Carmine gli si sarebbe spalancata la vista di una grande folla, chi seduto chi all’impiedi, che ascoltava un possente coro e una non meno possente orchestra sinfonica.
I coristi una ottantina, le donne in smagliante rosso e gli uomini in impeccabile nero; gli orchestrali almeno una cinquantina fra archi, fiati ed ottoni; dirigeva il tutto un maestro che non era il nostro Pupillo. Non si poteva perdere un tale godimento, gratuito fra l’altro, e anche se in piedi si restava all’interno della basilica per non perdere una sola nota di una musica e di un canto che ti ammaliavano. Ci si accorgeva che si trattava di una Missa Solemnis ché il coro cantava in latino, e in latino ebbero a cantare i solisti, un tenore e un baritono.
A fine concerto, gli applausi hanno ottenuto non uno ma due bis. Dopo ci si accorgeva che gli onori di casa, in impeccabile smoking, li svolgeva l’avv. Valerio Vancheri.
A questo punto è d’uopo una spiegazione per un avvenimento che vedeva presenti nella Chiesa del Carmine la Siracusa-colta, ben distinta dalla Siracusa-bene, e tanti ma tanti turisti: nei pressi di via Mirabella ci sono due alberghi di prestigio sempre ripieni di stranieri.
Valerio Vancheri, quale presidente del Rotary, veniva a sapere che ogni anno il coro della città svizzera di Montreux compie a spese proprie una tournée per i paesi europei. Apprendeva che quest’anno il coro aveva scelto l’Italia. Si metteva in contatto per farlo esibire a Siracusa, e qui viene il bello, sceglie come programma la Missa Gloriae di Puccini, ma il coro svizzero per cantarla richiede un‘orchestra sinfonica. L’avv. Vancheri si rivolge a un suo amico che insegna al Conservatorio di Catania, il prof. Terlizzi il quale conoscendo uno per uno i suoi allievi e gli ex allievi li organizza, dà a ciascuno di loro lo spartito della messa pucciniana per prepararsi ognuno per conto proprio.
Quando arriva il coro, ed è questa la cosa su cui dobbiamo riflettere, con due giorni di prove e con una prova generale che viene eseguita in una affollatissima Cattedrale di Noto (è risaputa la passione per il canto e la musica di S.E. Staglianò) si arriva al debutto a Siracusa nella chiesa di padre Pippo Lombardo.
L’orchestra sinfonica, che Valerio Vancheri ha messo su in meno di una settimana, è composta da giovani musicisti della nostra provincia per la maggior parte, integrata da maestri di Ispica e di Catania. Ergo, questa nostra terra può contare su giovani maestri talmente bravi che in poco tempo possono eseguire uno spartito difficile qual è quello della messa di Puccini.
Il successo della iniziativa di Valerio ci dice che Siracusa è assetata di musica classica. Abbiamo un precedente: quello di Mario Fillioley che qualche anno prima della sua scomparsa organizzò dei concerti, sempre con elementi nostrani, di musica classica: i biglietti andarono a ruba e ci furono contestazioni perché tante erano le persone che volevano entrare nel cortile del nostro Arcivescovado che Maria Fillioley aveva ottenuto come sede dei suoi concerti.
Esiste quindi una Siracusa colta che è assetata di buona musica. A chi si debbono rivolgere i siracusani perché questa loro esigenza abbia uno sbocco? Naturalmente al loro sindaco. Questi dà l’impressione che il suo amore per la musica si fermi alla notte di fine-anno; ma questa è ricreazione, altra cosa è la cultura.
In questi tre anni del nostro Giancarlo, nonostante che il suo vice sindaco abbia anche la rubrica della cultura, di cultura se n’è vista poca o niente. La cultura, se non porta voti, porta ricchezza: una ricchezza spirituale innanzi tutto e poi quella dei buoni soldi: immaginiamo soltanto per un istante che il buon ing. Italia riesca a far suonare tutti i venerdì di giugno, luglio ed agosto una nostra orchestra lirico-sinfonica; anche con concerti alla Martini e Rossi: ma non andrebbero a ruba i biglietti e non offriremmo ai turisti intrattenimento serio e garbato?
Il sindaco, però, in questo momento deve pensare alla salute dei siracusani, e in nome di tale missione vuole che il nuovo ospedale sorga a Tremilia nel sito dove si doveva realizzare un nuovo quartiere con seicento ville. Bocciato il progetto dalla Sovrintendenza, sindaco e assessore all’urbanistica scoprono che lo stesso sito ha una seconda vocazione: bocciata quella turistica, c’è quella ospedaliera. Ma che coincidenza!

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