Solo superando i miti della psicoanalisi possiamo capire la società

Alla facoltà di filosofia dell’università di Catania lectio magistralis di Massimo Recalcati. Oltre l’Edipo e Narciso, attraverso Telemaco costruiamo risposte. Telemaco è la figura del giusto erede: solo staccandosi dall’oggetto si ha la possibilità di divenire Soggetto nel mondo

 

La Civetta di Minerva, 1 aprile 2016

“Non sono mai “io” che decido il “mio” desiderio, ma è il desiderio che decide di me, che mi ustiona, mi sconvolge, mi rapisce, mi entusiasma, mi inquieta, mi anima, mi strazia, mi potenzia, mi porta via!”: ecco le parole di Massimo Recalcati che catturano e rapiscono l’attenzione di 400 e oltre studenti in scienze e tecniche psicologiche e psicologia dell’Ateneo catanese.

Alcuni giorni fa, i locali della facoltà di filosofia dell’Università di Catania hanno accolto la Lectio Magistralis di Massimo Recalcati che è membro dell’associazione Lacaniana Italiana di psicoanalisi ed è molto conosciuto sia nel settore specialistico sia nel settore divulgativo. Il suo linguaggio riesce a spiegare concetti psicoanalitici lacaniani, rendendoli fruibili e vicini alla lettura della nostra realtà sociale, e riesce ad approfondire problematiche sempre più importanti quali le “new addiction” e i nuovi disturbi alimentari, sempre più articolati.

Recalcati ha, immediatamente, puntualizzato che la lezione doveva essere intesa come un luogo di riflessione sull’importanza che riveste oggi la psicoanalisi e i suoi contenuti focali riprendendo, in particolare, il discorso sull’etica tra cura e psicoanalisi applicata. Il focus principale è stato la posizione del soggetto, il desiderio nel suo rapporto col soggetto, con l’inconscio, con La Cosa e con l’Altro.

Nella lingua italiana il Desiderio è inteso come una pulsione di natura emozionale che spinge l’essere vivente alla ricerca di quanto possa soddisfare un suo bisogno fisico o spirituale ed esso si presenta come una dimensione sfuggente. La stessa etimologia del termine risulta essere significativa per comprendere il concetto di Desiderio: dal latino “de” e “sidus”, “stella”, letteralmente “mancanza di stelle”, nel senso di bramarne gli auspici, quindi il Desiderio nasce dalla mancanza.

Il Desiderio, in psicoanalisi, è il nome della forza, della spinta, della libido di apertura e di trascendenza ed è vincolato al concetto di Godimento. Ha una base antropogenetica e si delinea come Desiderio dell’Altro, Desiderio del Desiderio e Desiderio di essere riconosciuto dall’Altro. L’Inconscio nel linguaggio lacaniano permette di poter condurre una visione più vicina alla nostra realtà ed è il luogo in cui non resta che il “marchio” di tutto ciò che l’Altro ha scritto per noi, quindi, siamo il Desiderio di qualcun altro, dei nostri genitori.

Risulta indispensabile il rimando alla letteratura per spiegare meglio e comprendere i sottili processi di cambiamento che caratterizzano la nostra società e l’Essere. Se consideriamo il libro la “metamofosi” di Franz Kafka è possibile riuscire a considerare il giovane Gregor, protagonista del libro, come un esempio per cercare di regolare la propria vita a questa sua nuova particolarissima condizione, soprattutto nei riguardi dei genitori.

Il Desiderio si radica nell’essere desiderato dall’Altro ed è l’incontro con l’Altro che sconvolge e che permette di Essere o meglio di Esistere, come accade tra la Madre e il bambino sin dall’inizio. Risulta fondamentale il concetto di “chiamata” della “vocazione”, che è ben oltre il discorso del “talento”, cioè è molto di più dell’esser bravi in qualcosa per tendenza, come spiega Recalcati: è un qualcosa che si riferisce al concetto di Fedeltà a se stessi e quindi accogliere ed essere capaci di dare spazio al proprio Desiderio per così accedere al Godimento e quindi alla Felicità!

Cosa accade oggi in una società figlia cresciuta orfana e priva della Legge del Padre? Vi è una speranza per noi ragazzi, come per Telemaco e quindi siamo in attesa del ritorno del Padre? Siamo una generazione che sembra venire meno alla Legge e che accede al Godimento senza passare dal Desiderio, in piena logica del Discorso del Capitalista e senza di esso non si dà possibilità di trasmissione del desiderio da una generazione all’altra e la vita umana appare priva di senso.

Come muoversi in una Società assalita e assoggettata dall’oggetto, dalla marca/marchio che definisce il soggetto stesso in un nuovo imperante e radicalizzato conformismo dell’essere? Oppure come ritrovare il Soggetto nella visione dell’uomo Ipermoderno assoggettato alla macchina e alla tecnologia? Dove è il Soggetto in tutto questo?

Ne “Il complesso di Telemaco” di Massimo Recalcati troviamo una possibilità di risposta a tutto questo: solo superando i miti fondanti della psicoanalisi, come l’Edipo e Narciso, e solo attraverso Telemaco costruiamo nuove risposte valide alla lettura della nostra società. Così risulta essere ancora possibile, nell’epoca della evaporazione del padre, un’eredità autenticamente generativa perché Telemaco ci indica la nuova direzione verso cui guardare, perché Telemaco è la figura del giusto erede: solo staccandosi dall’oggetto si ha la possibilità di divenire Soggetto nel mondo.

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