Gentile redazione, in merito alle osservazioni pubblicate dalla vostra testata on line, a firma dell’Arch. Vincenzo Latina e più in generale per gli interrogativi emersi nel libero dibattito cittadino, tento di seguito e nuovamente di far chiarezza sul “caso Talete”, per il quale, insieme all’osservatorio che presiedo, abbiamo lanciato una petizione finalizzata ad abbatterne la copertura “ecomostro”, totalmente inadeguata e inutile a qualsiasi razionale interesse pubblico.
All’eccellente professionista, vincitore di diversi riconoscimenti, che ringrazio dello spunto utile a nuovo approfondimento, che nell’articolo dichiara di leggere con un certo stupore che si proponga di abbattere la copertura del Talete, mantenendo i posti auto nell’area, definendosi sostanzialmente non contrario alla demolizione a patto di eliminare il posteggio, soluzione (quella del parcheggio aperto), che assimila a una medicina capace sì, di guarire il malato, ma che finirebbe per poi morire per la potente cura, con pieno rispetto e stima per la sua elevata professionalità, mi sento in dovere di rispondere affermando che le comprensibili perplessità, potrebbero però essere mitigate da un maggiore approfondimento della nostra proposta e del rischio che sul “malato” ci possano essere spesi ingenti capitali non per curarlo, ma per “rifargli il trucco”.
Infatti, noi ed io personalmente, non siamo mai stati “innamorati” dell’idea delle auto in Ortigia, lo abbiamo detto in tutti i modi! E, a maggior ragione, dopo l’abbattimento del “pericolante” ponte dei Calafatari, che ha reso difficoltosa, in caso di calamità, l’evacuazione dall’isola UNESCO.
In realtà, l’idea che proponiamo è una soluzione “base” ed economica, dunque in questa fase fattibile, basti pensare come non modifichi neanche la viabilità e preveda la possibilità, senza elevati oneri, di eliminare strisce delimitanti posteggi auto a piacimento, a favore di aree di svago e verdi, proprio come auspicato da molti e da noi.
A maggior chiarimento, ricordo ancora che in occasione del convegno “Levante Libero”che organizzammo circa due anni addietro, proprio una delle osservazioni dei rappresentanti delle istituzioni comunali (non tutti per fortuna!), che ci venivano poste come limite dell’idea, si riferiva alla diminuzione dei posti auto; fummo “spinti” a inserirne il più possibile in quell’area sperando, con l’arrivo dei necessari servizi, di vederli ristretti in seguito.
Ancora, in riferimento agli aspetti tecnici della possibile demolizione, ricordo che, sia durante il convegno che in occasione della seduta consiliare aperta, esponemmo una previsione di costi e soluzioni tecniche, risultanti da diversi approfondimenti con esperti del settore.
A oggi, purtroppo, molti cittadini e anche tecnici non hanno contezza di come sia stata realizzata la copertura del parcheggio; di che elementi sia composta, con quali caratteristiche tecniche e con quali problematiche di “limite delle norme” conviva. Spesso, per questa ragione vi sono fraintendimenti o incomprensioni che forse, anche grazie alla nostra iniziativa possono essere dibattuti, accrescendo, a partire da noi stessi, la consapevolezza del caso.
Ad ogni modo, registro con grande piacere il favore espresso dall’Architetto per la demolizione e allo stesso tempo rilancio, invitandolo ed estendendo l’invito a tutti i volenterosi addetti al settore, a regalare alla città un’idea e progetto che, partendo dalla demolizione, possa migliorare la nostra proposta; il tutto, a mio parere, preferibilmente senza prevedere (come nei concorsi di frequente spesso utili solo “idealmente”), nuovi “importanti”elementi architettonici che come noto a tutti, sarebbero sia difficilmente “approvabili” con la normativa presente a tutela dell’isola, che poco compatibili con la capacità di spesa della nostra realtà comunale.
“Abbattere l’ecomostro” e “non rifargli il trucco”, non sono dei facili slogan, ma un dovere della nostra contemporaneità verso le generazioni future; chi ci ha preceduto ci ha lasciato il Duomo, il Teatro Greco, noi cosa lasceremo come nostra memoria: Il Talete?
Giuseppe Implatini

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