Sul tavolo del confronto l’ex soprintendente Beatrice Basile ha lanciato nuovi modelli di sviluppo basati sulla valorizzazione dei beni culturali. “La città dovrebbe riappropriarsi della sede dell’ex Museo Nazionale e di Villa Reimann”
Si è tenuto il secondo di una serie di incontri tematici avviati dal Partito Democratico per confrontarsi ed ascoltare la società civile. Dopo il primo appuntamento sulle Attività Produttive, è stata la volta del Forum sui Beni Culturali. Sotto la regia ed il coordinamento della dott.ssa Beatrice Basile, ex Direttrice del Museo Paolo Orsi ed ex Soprintendente, si sono riuniti rappresentanti di associazioni, operatori culturali, semplici cittadini intervenuti da tutta la provincia presso la sede di Viale Teocrito il cui salone, pur ampio, non riusciva a contenere tutti gli interessati.
Obiettivo del Forum – ha detto la dott.ssa Basile – è quello di confrontarsi pubblicamente per raccogliere idee e proposte per costruire un modello di sviluppo del territorio basato sulla valorizzazione dei Beni Culturali.
Ricca e di grande interesse la proposta di discussione lanciata dall’ex soprintendente: “Musei aperti, musei chiusi. Aree archeologiche fruibili, negate, da realizzare. Percorsi monumentali, naturalistici, paesaggistici, archeologici, storici. Gestione pubblica, iniziativa privata, associazioni. Parchi archeologici e Comuni. Servizi aggiuntivi, guide turistiche, custodi. Sponsor, volontari, impresa. In una parola: il nostro territorio, il suo presente e il suo futuro. Vogliamo provare a mettere nero su bianco, confrontandoci, idee e proposte, per non delegare ad altri, ad occhi chiusi, scelte che ci riguardano? “Libertà… è partecipazione.”
Sono stati quindi lanciati vari input su come si vorrebbe costruire un progetto di sviluppo territoriale, sottolineando in particolar modo la ricchezza “patrimoniale” di cui dispone la nostra provincia: una rete museale da far invidia a qualsiasi altro territorio; riserve naturalistiche di particolare rilevanza; siti archeologici di grande interesse; un insieme di beni di straordinario valore culturali che potrebbero dar vita a specifici “itinerari tematici” in tutta la provincia. Particolarmente interessante l’intervento del dott. Salvatore Chilardi che, dopo aver descritto le risorse di cui dispone la nostra realtà, ha posto l’accento sulla necessità di istituire un Museo Paleontologico
Secondo la Basile, la città dovrebbe riappropriarsi della sede dell’ex Museo Nazionale (adesso adibito ad uffici della Soprintendenza) per valorizzarlo ed erigerlo a simbolo dell’identità culturale siracusana, così come di Villa Reimann il cui destino ancora appare inspiegabilmente incerto. Ha quindi analizzato alcuni aspetti riguardanti la gestione attuale dei musei, la necessità di ricomprenderli nelle competenze delle Soprintendenze e di regolamentare meglio il cosiddetto “sbigliettamento” e gestione delle quote assegnate ai Comuni (art.7 L.R. n.10/99), la cui ricaduta non ha portato grande efficacia.
Insomma, gli argomenti di discussione e di confronto di certo non sono mancati. Anzi, forse la carne a fuoco è stata tanta e, se ci possiamo permettere una personale considerazione, forse si è un tantino peccato di troppa “teoria” e poca “pratica”. È stato molto evidente il livello “pubblico/istituzionale”, di meno quello “privato/imprenditoriale”, mentre rimane aperto, a nostro modesto parere, il perenne dilemma “Cultura = Turismo?”
Ma era un primo passo indispensabile necessario, a cui seguiranno altri e approfonditi incontri. Di sicuro, qualsiasi programmazione dovesse scaturire non potrà fare a meno di alcuni punti cardine della nostra realtà: siamo Patrimonio Unesco e siamo sede dell’Inda. Non sarà possibile nessuna strategia vincente che non tenga debitamente in conto questi valori. E per concludere ci sentiamo di suggerire di non disperdere tutto quel patrimonio di sinergie e creatività che venne fuori dal percorso di costruzione del Progetto “Capitale Europea della Cultura”, sotto l’abile regia dell’allora assessore Alessio Lo Giudice. Altre città, che come Siracusa si distinsero per la qualità dei loro progetti, sono riusciti a “ricollocarsi” come “Capitale Italiana della Cultura” (Mantova, 2016 e Pistoia, 2017) mentre Siracusa e il suo valido progetto sono caduti nel dimenticatoio, con la (ir)responsabilità della politica locale.

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