Metti una sera di estate che hai voglia di distrarti e di uscire di casa per sopportare meglio il caldo e l’afa estiva. Metti che la brezza marina ti invogli a lasciare le zone interne della città e ti diriga verso l’isoletta di Ortigia. Metti che hai desiderio di ascoltare musica. A Siracusa è possibile che il tuo desiderio sia esaudito
Sai che all’Antico Mercato di Ortigia è in corso una rassegna musicale organizzata dal Teatro Bellini.
E trovi un duo di chitarristi che ti fanno assaporare musica e canti dell’America latina. Il pubblico ha un’età media elevata, ma non manca la presenza di giovani e turisti molto interessati. E, fra una canzone e l’altra, sbirci Facebook e leggi un post del vicesindaco Francesco Italia che, per l’occasione, si trasforma anche in addetto stampa: da lì a poco una banda inglese, composta da ottanta elementi, si esibirà in via Minerva, proponendo un repertorio di pezzi classici e musica italiana. Si tratta della Bromley Youth Concert Banddella contea di Londra, composta dai più promettenti musicisti inglesi tra i 14 e i 18 anni.
Allora ti assale il dubbio e inizi a pensare a cosa devi fare. La musica del duo di chitarrista è accattivante, fatta di melodie latine che passano dall’allegro al triste. Ma l’occasione di vedere una banda inglese, addirittura costituita da 80 elementi, quando l’avrò mai?
Mi decido: lascio a metà il concerto dell’Antico Mercato e mi dirigo in via Minerva. Sono le 22.30, ma c’è così tanta gente che sembra di essere in pieno giorno. I musicisti sono seduti in semicerchio con le spalle al Palazzo del Vermexio, quasi con piazza Duomo: sono giovani, molto giovani; attorno turisti, siracusani che stanno ad ascoltare divertiti. E appena arrivo io viene eseguita la celebre romanza per tenore, tratta dalla Turandot di Puccini, Nessun dorma con il finale “Vincerò” urlato a squarciagola da tutti gli astanti. E a seguire è la volta di Nel blu dipinto di blu, dell’indimenticabile Modugno: il direttore dell’orchestra chiede al pubblico di cantare in coro “Volare” e concede il bis alla fine; parla in inglese, non ha microfono e si fa fatica a sentirlo ma si capisce subito che, anche per lui, qualcosa di magico sta avvenendo in Ortigia. Qualcosa che va oltre la musica che stiamo ascoltando.
È divertimento puro, spazio e tempo che portano l’essere umano ad “incollarsi” al divino. Ognuno di noi, carico di piccoli e grandi problemi, si alleggerisce in quei momenti e l’euforia collettiva che quelle note producono è come se diminuissero il peso specifico di ciò che ognuno di porta con sé. Ci sono tutti. Dico non tutti i siracusani, non tutti i turisti, ma tutte le tipologie di persone: single e separati, coppie innamorate e coppie datate, ragazzi e adulti. Turisti che provengono da tutte le parti del mondo. Penso in quel momento di “vivere”.
Sono solo ma è come se fossi accompagnato da tutta quella moltitudine di persone, come se quei giovani musicisti fossero tutti miei figli e fratelli, come se quelle note di musica italiana facessero da collante a questo pubblico eterogeneo. Incontro anche una coppia di amici, innamorati, e mentre li saluto, la musica a fare da sottofondo, si propongono reciprocamente di andare convivere: saranno state quelle note magiche a far nascere in loro il desiderio di condividere la loro vita futura?
Mi allontano, decido di ritornare a casa. Sono diverso, più sicuro, più allegro: ad Ortigia e a Siracusa si vive, per fortuna. Metti una sera che hai voglia di vivere e divertirti a Siracusa…

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