Il consulente del Comune di Augusta per le problematiche ambientali, ing. Raimondo: “Il sindaco Di Pietro vi sta lavorando con l’Arpa”. “Su più fronti abbiamo ottenuto risultati importanti, con tavoli tecnici e, in alcuni casi, con denunce alla Procura”
Conclusa l’esperienza del comune di Siracusa nella qualità di “esperto del sindaco per le problematiche ambientali Qualità dell’aria”, l’ing. Giuseppe Raimondo ha iniziato, nel frattempo, da un paio di mesi, la consulenza di esperto per le problematiche ambientali del sindaco di Augusta, Cettina Di Pietro, con un contratto di 4.000 euro per sei mesi di attività.
Anche se è ancora presto per fare un bilancio sull’attività svolta presso il comune di Augusta, abbiamo sentito l’ingegnere per avere alcune informazioni su che tipo di attività sta svolgendo.
“Con l’entrata in vigore della Legge 4 marzo 2014, n. 46 dal titolo <Attuazione della direttiva 2010/75/UE relativa alle emissioni industriali, prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento>, dice l’ing. Raimondo, “si ridiscuteranno tutte le Autorizzazioni Integrate ambientali (AIA) degli impianti, e si porrà particolare attenzione sulle nuove Best Available Technologies (BAT) e sulle “BAT Reference Report”, cioè le linee guida ‘sulle migliori tecniche disponibili in campo di BAT’ (BREF). Su tutto ciò l’amministrazione Di Pietro sta lavorando e ha iniziato a confrontarsi con Arpa Siracusa per non tralasciare nulla”.
Le decisioni su queste tematiche si prenderanno nei tavoli ministeriali in cui si discutono le prescrizioni che le aziende devono rispettare per ottenere le AIA, tavoli in cui l’ingegnere Raimondo rappresenterà e porterà le istanze del comune di Augusta.
Giuseppe Raimondo, come si sta svolgendo la tua attività?
“L’attività si svolge su più fronti. Da settembre ad oggi, il comune di Augusta: a) ha sostenuto la prescrizione di Arpa che impone l’installazione di un rilevatore in continuo per l’idrogeno solforato sul Claus della Esso; b) ha denunciato l’incremento significativo di oltre 100 microgrammi su normal metro cubo del valore di acido solfidrico e derivati a S. Cusumano; c) ha chiesto alla Maxcom, relativamente agli Idrocarburi Non Metanici (NMHC), lo studio di fattibilità per l’installazione di un impianto di recupero vapori per i serbatoi a tetto fisso; d) ha fatto un esposto alla Procura della Repubblica per un incremento di idrocarburi (sono stati registrati valori orari oltre i 1.000 microgrammi/m3); e) ha riaperto un tavolo tecnico con la ex Provincia di Siracusa (ora Libero Consorzio dei Comuni), rappresentato dall’ing. Solegreco, per capire la situazione delle discariche e, in particolare, quella di S. Cusimano”.
Quindi, il comune di Augusta, con il contributo del consulente sull’ambiente sta portando avanti iniziative a difesa dei cittadini. Iniziative che sono state recentemente illustrate in una conferenza stampa che si è tenuta ad Augusta con la presenza del vicesindaco, Pino Pisani, che ha la delega all’Ambiente, di Giuseppe Raimondo e di Domenico Morello, dirigente del decimo settore “Tutela ambientale” del Libero consorzio dei comuni di Siracusa. L’esposto alla Procura della Repubblica, invece, si è originato in seguito all’evento di cattiva qualità dell’aria, avutosi nella serata del 28 ottobre, durante il quale si è osservato un incremento di concentrazione di NMHC (idrocarburi non metanici) nella centralina “Marina Militare”, dalle ore 20 alle ore 23, di gran lunga superiore ai valori medi orari riscontrati nella giornata (1166,24 μg/Nm3).
E’ chiaro che il territorio ha bisogno di nuove centraline e di un nuovo sistema di monitoraggio delle sostanze odorigene. Recentemente, era stato proposto dall’ARPA di Siracusa un nuovo progetto per la valutazione delle molestie olfattive nell’area siracusana innovativo ed ambizioso. Si trattava di integrare, per la prima volta nel nostro territorio, la tecnica chiamata Olfattometria Dinamica con l’installazione di nuove centraline (14, nel comune di Siracusa) per il campionamento dell’aria che saranno azionate in base alle segnalazioni effettuate dai cittadini. In particolare, in seguito a una molestia olfattiva nel territorio, si chiede ai cittadini di effettuare le chiamate di segnalazione. Tutte le telefonate vengono registrate in un database e quando si supera un certo numero di chiamate per una zona, il sistema di controllo invia un sms (o un segnale) a una centralina che si trova in quella zona, permettendo un immediato campionamento.
Le centraline posseggono due sacche: una è riempita con il “bianco”, cioè è riempita con aria prelevata in un momento in cui non c’è stata nessuna segnalazione, e l’altra con aria che viene prelevata al momento dell’arrivo del segnale inviato dal sistema di controllo in seguito alla registrazione di un numero elevato di segnalazioni. In questo modo, si preleva l’aria con le sostanze odorigene immediatamente all’evento di molestia, evitando che il campionamento venga fatto (come avviene adesso) ore dopo che la puzza è stata avvertita. La sacca contenente le sostanze odorigene, successivamente, era gestita attraverso la tecnica dell’Olfattometria Dinamica da un “panel”, cioè una commissione di persone – valutatori (in genere sei per ciascun panel) che procede all’analisi con il “naso” di un campione di gas odorigeno diluito con gas neutro ed inodore (come per esempio azoto). Questa tecnica, prevista per Siracusa, ma ancora non operativa, potrebbe essere implementata anche ad Augusta, considerate le caratteristiche critiche di questa città.

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