Nel bellissimo film di Sidney Pollack un amore che resiste agli anni, alla separazione, alla lontananza, alle differenze, alle scelte divergenti, e la vocina che ascoltiamo ancora: “Tu non molli mai, eh!”
Quando ero ragazzo, appena poco tempo fa visto che ancora devo crescere e diventare giovane, rimasi super affascinato da un film senza poterlo tanto gridare ai quattro venti per paura di essere criticato dai miei amici “impegnati” dell’epoca che invece lo bollarono per “commerciale” e “romantico-mieloso”. “Come eravamo” (The Way We Were) di Sidney Pollack con Robert Redford (troppo bello) e Barbra Streisand (troppo brava e che sembrava perfino bella) è la storia d’amore impossibile tra due persone troppo diverse che tuttavia ci tentano ma falliscono. Della sfida tra il sentimento e le scelte di vita. Del come si poteva essere se… Della malinconia per quello che fu e non c’è più o forse sì, c’è ancora ma… Di un amore che resiste agli anni, alla separazione, alla lontananza, alle differenze, alle scelte e percorsi divergenti. Lei fortemente convinta di poter cambiare il mondo, lui disilluso che non cambierà mai. Lei amante delle battaglie, delle lotte civili e degli impegni sociali. Lui amante della vita tranquilla e disimpegnata ma che tuttavia quando la rivede dopo tanti anni le dice con ammirazione “Tu non molli mai, eh”? capendo finalmente che tra i due è lei la migliore, quella che ha scelto la strada giusta, ma anche quella che soffre e paga di più. Il film finisce lasciando allo spettatore la domanda del perché i protagonisti si lasciano, del perché quell’amore grande, vero, sincero e duraturo non riesce a resistere. È possibile lasciarsi senza smettere di amarsi?
A 40 anni dalla sua uscita, nel 2013, il Venerdì di Repubblica pubblica un bel servizio sul film che, tra l’altro, fornisce la risposta al dubbio finale e cioè che i due aspettano un figlio e l’evento mette in crisi la coppia. E inoltre lui non se la sente di sposare una donna accusata di comunismo. Colpa che gli avrebbe stroncato la carriera. Ma nel film non vi è traccia di questi passaggi, avendo Pollack abilmente tagliato le scene per lasciare il dubbio e il finale aperto, trascinandosi però le ire della Streisand che non gli perdonò la decisione. Il Venerdì sottolinea che Come Eravamo è un film su quelli che si lasciano, sugli amori difficili e impossibili, sull’irrealizzabilità dell’amore “puro”.
E pone la domanda: È possibile amare uno diverso da te?
“Tu non molli mai, eh”. Questa frase, o più o meno uguale, riferitami oggi da un amico su un mio post in fb, mi ha fatto ritornare con la mente alle emozioni del film. E come se non bastasse quasi in contemporanea arrivo a pagina 67 della lettura de “Il desiderio di essere come tutti” di Francesco Piccolo e vi trovo, anche qui, il riferimento al film Come Eravamo. Piccolo, che dal film prende ispirazione per la sua passione politica e decide di diventare scrittore, esalta anche lui il contenuto di quell’opera, stigmatizzando ed enfatizzando le suggestioni che quella storia ancora ci pone. Troppe coincidenze per non sentire ancora crescere forte dentro di me la domanda: “Come eravamo”? ma soprattutto: Tu (io, voi) non molli mai? Ancora oggi?

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