Patriote e artiste indicano la strada alle sorelle del XXI secolo

In “Tante donne  – Tutte di mio gusto… e altro ancora” di Vittoria De Marco Veneziano le lotte ai pregiudizi e gli slanci di meravigliose esistenze

 

Hildegard von Bingen, Maria Cristina di Savoia, Artemisia Gentileschi, Olympe de Gourges. E ancora Cristina Trivulzio di Belgioioso, Bianca Milesi, Giuseppina Bolognani. Cos’hanno in comune queste figure femminili e molte altre come quelle di Emily Dickinson, Mariannina Coffa, Ellen Swallow Richards, Maria Montessori, Grazia Deledda, Franca Viola? Sono donne, anzi le “Tante donne – Tutte di mio gusto… e altro ancora” del libro di Vittoria De Marco Veneziano (Erga edizioni, Genova 2013), presentato di recente presso la Casa del libro Rosario Mascali di Siracusa.

Ci piace proporlo in un periodo nel quale si parla di violenza di genere, di femminicidio, di fondamentalismo e integralismo che mortificano calpestano annientano il genio femminile, la dignità umana e le doti dell’altra metà del cielo. Pensiamo alle parole di papa Francesco, che stigmatizza le disparità lavorative ancora persistenti che penalizzano le donne, alla ferale data del 25 novembre in cui nel 1960 trovarono la morte Las Mariposas, le farfalle, ovvero le sorelle Mirabal, la cui storia di dissidenti coraggiose è anch’essa presente nel libro della Veneziano.

Patriote, poetesse, artiste, giornaliste: le figure di Oriana Fallaci, Maria Grazia Cutuli, Lalla Romano, Simona Atzori, Artemisia Gentileschi rivivono leggendo le loro biografie: ripercorrere la vita di attiviste politiche, volontarie, donne impegnate nel sociale e nei multiformi campi della cultura è un modo per rendere onore alle loro esistenze e perché il loro esempio sia da sprone alle donne del XXI secolo, apparentemente emancipate ma vittime anch’esse di condizionamenti e violenze più o meno evidenti.

Donne note come la senatrice Merlin o sconosciute come le Gelsominaie di Milazzo, artiste come Frida Kahlo, scienziate come Rita Levi Montalcini, madri e mogli e professioniste come Gianna Beretta Molla addirittura celebrata dalla Chiesa, mistiche, inventrici…

 Ognuna di queste donne può indicare una strada alle sorelle di oggi, strada lastricata di coraggio, di lotta contro i pregiudizi, contro i lacci di qualsiasi natura.

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