La stagione degli scandali a Siracusa

Piano di Sviluppo, Fantassunzioni, Gettonopoli, Igm, vicenda Inda…Non solo la classe politica, ma tutta la città rischia la delegittimazione

 

Di tutto ci potevamo aspettare tranne che, in appena due anni, questa Amministrazione (di rottamatori, del “nuovo corso”, del rinnovamento, dei giovani trentenni) potesse collezionare tanta attenzione da parte di magistratura e media più o meno d’assalto. Dopo quindici anni di centro destra, il popolo di sinistra e non solo aveva fame di riscatto e reclamava rinnovamento, legalità, trasparenza e invece ha dovuto fare i conti con una Città che, dopo anni di oblio, si è trovata improvvisamente catapultata sugli altari della cronaca nazionale e non certo per avvenimenti edificanti. Anzi.

Eppure un assaggio, un presagio (nefasto?) lo si ebbe a pochi mesi dall’insediamento della giunta Garozzo, quando la stampa e le tv nazionali si occuparono della nostra amministrazione che per redigere il Piano di Sviluppo aveva preso da internet e copiato pari, pari quello del Comune di Cremona. “Caso grave, puniremo il funzionario che ha commesso il plagio” dichiarava il Sindaco a Gilberto Zaboli del Corriere della Sera (a proposito… si è poi saputo il nome del funzionario? E che punizione ha subito?).

Poi è stata la volta di “Fantassunzioni” (ma qui si tratta di esiti da amministrazioni precedenti); della più clamorosa “Gettonopoli”; prima ancora la vicenda Igm che pagava il pizzo al clan mafioso di Catania; o la vicenda delle prestazioni sessuali in cambio di convenzioni all’ufficio urbanistica (a proposito, i funzionari – Calafiore e Barchi – sono ancora al loro posto?); e ancora, dell’indagine su Cafeo, Capo di Gabinetto di Garozzo, per fatture false (a proposito, come mai Cafeo non è stato sostituito nelle sue funzioni?); ma anche della vicenda Inda (ad onor del vero da anni interessata da scandali e non inerente all’amministrazione comunale, pur essendone Garozzo il Presidente); inoltre, ai più recenti fatti (di pertinenza di questa amministrazione) sulla gestione degli impianti sportivi, degli asili nido e campi estivi (che coinvolgono consiglieri comunali, funzionari e un assessore); per finire (se non abbiamo dimenticato qualcosa) a Leone Sullo che, indagato per favoreggiamento, si è dovuto dimettere da Presidente del Consiglio Comunale.

Un bel palmares, verrebbe da dire. Per chi seguisse le vicende della nostra città da lontano o soltanto dai servizi dei media nazionali, la rappresentazione che ne riceve non è certo delle migliori. E un attento osservatore di cronaca giudiziaria non avrebbe esitazione a collocarci sul podio dell’immagine negativa: mai tante “medaglie al valore”, tante mala fjuri collezionate tutte insieme e in così poco tempo.

Ma come è potuto succedere? Siamo veramente scesi a un livello di degrado civile e politico così basso? O è piuttosto un abbaglio della magistratura (mai prima d’ora così attenta e veloce alle vicende nostrane)? Solo un susseguirsi di equivoci e malintesi che presto si chiariranno? Davvero dobbiamo prendere atto che Siracusa questo esprime? E a tutti i livelli, se ad essere coinvolti non sono solo amministratori ma funzionari e “imprenditori” che con la politica hanno comunque a che fare.

In attesa che si dipani la matassa, che la Magistratura faccia il suo corso, che gli interessati riescano a chiarire la loro posizione (e noi speriamo positivamente) sarebbe cosa buona e giusta non lasciarsi andare a facile rassegnazione (chissisemu: tinti, pessi e scassi), a sterili pregiudizi (la politica fa schifu, sunu tutti i stissi), al pericoloso disimpegno (basta ci rinuncio, cu mu fa fari).

Per fortuna noi, e non soltanto noi, sappiamo che la Città non merita questo, che non possiamo ritenerci condannati e accettare passivamente l’eventuale oltraggio. Se un vuoto di legalità e civiltà verrà accertato e dimostrato, nessuno può sottrarsi alle proprie responsabilità ed esimersi da un impegno sociale e civile che invece deve continuare a ricercare e attuare lavorando ciascuno secondo le proprie capacità e possibilità, partendo dal basso, dalla famiglia, dalla scuola, dalla società civile edal mondo del lavoro. Non è soltanto la politica che rischia la delegittimazione, ma la Città intera.

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