“Cento siracusani hanno avuto cattedra al Nord e 87 da là sono giunti qui”

Paolo Italia (Flc Cgil): “La scuola non si ferma: il 15 ottobre un presidio dei dirigenti dinanzi al Miur e il 22 la mobilitazione del personale ATA. A queste iniziative unitarie si aggiunga la giornata di mobilitazione del 24 ottobre su base regionale”

 

La Flc Cgil continua la mobilitazione contro la legge 107, la “Buona Scuola” che di buono, come molti stanno constatando sulla propria pelle e sui propri figli, non ha nulla anzi ha messo in difficoltà le istituzioni scolastiche già all’avvio del nuovo anno.

Ci spiega Paolo Italia, segretario provinciale Flc Cgil: “La mobilitazione unitaria (Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals-Confsal e Gilda Unams) prosegue perché l’attuale governo non ha minimamente accolto le proposte dei lavoratori, non ha mai mostrato un atteggiamento democratico, ha violato la sovranità popolare procedendo d’imperio attraverso una proposta di legge blindata, ponendo il voto di fiducia ed utilizzando lo strumento delle deleghe in bianco. Sta strutturando la scuola in modo conflittuale e competitivo creando così istituti di serie A e serie B ed ha ignorato il più grande sciopero della storia della scuola, quello del 5 maggio 2015”.

Insomma i sindacati non mollano e preparano una serie di iniziative da mettere subito in campo.Il 15 ottobre – spiega il segretario Italia – assisteremo a un presidio dei dirigenti scolastici davanti il Miur, molti dei quali preoccupati per la situazione che si è creata già dal 1° settembre nelle scuole e per le oggettive difficoltà di gestione delle innovazioni introdotte dalla legge, il 22 avremo la mobilitazione del personale Ata, che ha subìto l’esclusione dall’immissione in ruolo (a causa del paventato passaggio del personale soprannumerario delle province su quei posti) e non è stato coinvolto negli incentivi previsti. A queste iniziative si aggiunga la giornata di mobilitazione del 24 ottobre su base regionale. Ai primi di novembre preannunciamo inoltre una manifestazione nazionale a Napoli dell’infanzia. Insomma la scuola non si ferma!”.

E pare che stavolta le sigle sindacali stiano cercando anche una mediazione con i Cobas che sinora avevano percorso strade diverse. Ma le forze sindacali non si sono ancora chiaramente espresse in merito ai quesiti referendari proposti da Civati. “Siamo in attesa – aggiunge il segretario Flc Cgil – delle decisioni degli avvocati costituzionalisti ai quali abbiamo, come sindacati, chiesto pareri ed approfondimenti al fine di analizzare pezzo per pezzo la legge 107 e creare dei quesiti referendari non miscelati con altri temi ma che analizzino ed affrontino unicamente le tematiche relative all’istituzione scolastica”.

Nel frattempo abbiamo assistito alla deportazione voluta da questo governo di docenti costretti, dopo anni di insegnamento, con figli o esigenze di famiglie varie, a spostarsi in giro per l’Italia come pacchi postali. “Solo dalla nostra realtà – ci spiega Italia- si sono trasferite un centinaio di unità, soprattutto docenti, che presteranno il loro valido contributo per il sostegno negli istituti di istruzione primaria da Roma in su. Di contro 87 docenti forestieri sono arrivati in Sicilia con la fase B”. E poi l’avvio della fase C. Entro il 20 novembre ogni scuola dovrebbe avere da 3 a 8 docenti in più, il cosiddetto organico di potenziamento.

Il punto però è che con lo svuotamento delle graduatorie non si riesce a far coincidere le esigenze delle scuole con l’offerta dei docenti rimasti. E così il Miur ha deciso di procedere per aree disciplinari, con il rischio di docenti chiamati ad insegnare materie diverse da quelle per cui sono abilitati oppure parcheggiati nelle scuole in attesa di tappare qualche buco di qualche collega assente. “La verità- aggiunge il segretario Flc Cgil – è che l’organico dell’autonomia non è di certo la panacea di tutti i mali, anzi rischia di essere un’illusione per i docenti perché presteranno servizio con supplenze su classi di concorso diverse da quelle per le quali hanno studiato. Non nascondiamoci poi che una parte dei docenti del potenziamento e quindi del personale verrà utilizzata per risolvere i problemi organizzativi delle scuole e non didattici. Se a ciò aggiungiamo la gravissima esclusione della scuola dell’infanzia e del personale educativo dal piano per il potenziamento dell’offerta formativa e le pesanti carenze sull’organico Ata, quale incremento del tempo scuola e delle attività laboratoriali, promesse dal governo, sarà possibile realizzare? Di certo nulla accadrà, a dimostrazione che l’organizzazione voluta dalla 107 è solamente deleteria per la scuola”.

Un’ultima battuta sul comitato di valutazione il quale deve individuare i criteri per l’attribuzione del bonus al 6/7% del personale docente di una istituzione scolastica. Un comitato che rischia di prestarsi ai giochi di potere del governo e ad alimentare tensione tra docenti piuttosto che collaborazione, ridimensionando peraltro la rappresentanza sindacale e la contrattazione integrativa d’istituto che sinora avevano ricoperto il ruolo di garanti. Per farla breve il salario accessorio verrebbe attribuito da un organismo extra-contrattuale.

“Dato che i criteri per l’attribuzione del bonus– conclude Paolo Italia – saranno tanti quante sono le istituzioni scolastiche italiane, sarebbe auspicabile che si scegliesse e si rinviasse alla contrattazione integrativa perché in quel caso le Rsu potrebbero seguire linee unitarie tracciate dalle forze sindacali. Solo in questo modo sarà possibile evitare modalità differenti di attribuzioni del bonus ed evitare di creare palesi ingiustizie tra docenti dentro la stessa scuola. Solo rispettando criteri oggettivi per tutti sarà possibile garantire parità e uguaglianza a tutto il corpo docente. Intanto la battaglia per il rinnovo contrattuale continua e non si pensi che con 500 euro le forze sindacali si scordino la necessità di un rinnovo contrattuale messo al palo dal 2006 e non più rivisto. Illegittimo continuare a rinviare, come ha dichiarato con propria sentenza il tribunale di Roma”.

La scuola intanto è partita…e speriamo che la sua battaglia prosegua.

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