…e 200 l’anno successivo. A proporlo sono gli economisti Biagio Bossone, Marco Cattaneo, Enrico Grazzini e Stefano Sylos Labini di MicroMega; surrogato dell’euro, potrebbero venire utilizzati per pagare qualsiasi tipo di imposte o tasse dovute allo Stato, a Regioni o a Comuni
Segnaliamo ai nostri lettori che è possibile scaricare gratuitamente un nuovo interessante eBook edito da MicroMega: “Per una nuova moneta fiscale gratuita. Come uscire dall’austerità senza spaccare l’euro” a cura di Biagio Bossone, Marco Cattaneo, Enrico Grazzini e Stefano Sylos Labini, con prefazione di Luciano Gallino.
Ecco il link. https://temi.repubblica.it/micromega-online/?refresh_ce
Il volume propone la creazione di una moneta fiscale complementare all’euro per alimentare il sistema produttivo, stimolare la domanda e liberare l’economia italiana dalla penuria di liquidità, rispettando comunque le regole dell’Europa e i vincoli (suicidi) degli attuali governanti, niente affatto illuminati. Tra essi c’è persino quel tale Junker al quale sarebbero da attribuire molte responsabilità in ordine ad appoggi offerti a tanti furboni che hanno dirottato altrove i versamenti dovuti al nostro fisco. Ma Renzi si guarda bene dal tentarne una rottamazione.
Ai sensi del Trattato di Maastricht, soltanto la BCE (posseduta dalle banche centrali nazionali, a loro volta possedute quasi interamente da banche private) può creare denaro in banconote. Tuttavia le banche del sistema (private) hanno conservato il potere di creare denaro dal nulla, erogando crediti senza disporre realmente del denaro che prestano (ad interesse reale).
A fronte di tutto ciò è sconcertante che gli Stati (che conferiscono valore legale alle banconote in euro, non dotate di base aurea) debbano prendere in prestito dalle banche quel denaro a cui essi (Stati) hanno conferito valore legale, assumendosi l’onere del pagamento di interessi ben superiori al tasso di sconto. È come se io offrissi gratuitamente moneta all’usuraio che poi me ne presta una parte ad interesse. Sarei, ovviamente, considerato un folle. Ma il sistema di monetazione è altrettanto folle. Con la differenza che è puntellato da trattati e regolamenti della BCE. I quali però non sono leggi della fisica, sottratte ad ogni possibilità di cambiamento. Non sono intangibili e immodificabili come la legge di gravitazione universale.
Per fare emergere nelle coscienze di tutti l’assurdità della situazione esistente e per alimentare l’economia produttiva, rimasta asfittica poiché nemmeno dopo le consistenti emissioni decise da Draghi le banche si sono decise a fornire finanziamenti a buon mercato, gli autori propongono che lo Stato emetta CCF, certificati di credito fiscali, nella misura di un centinaio di miliardi per il primo anno e di 200 miliardi per l’anno successivo.
Si tratterebbe di denaro-equivalente, di un surrogato dell’euro, unica moneta a corso legale. Ma regolarmente accettabile e scambiabile. Infatti, trascorsi due anni dall’emissione, i CCF potrebbero venire utilizzati per pagare qualsiasi tipo di imposte o tasse dovute allo Stato, a Regioni o a Comuni. Chiunque accetterebbe di buon grado tale moneta complementare, sapendo che essa verrebbe accettata poi dal fisco o dagli Enti Locali al momento della riscossione di tasse e tributi.
Sostiene Gallino, a nostro avviso, con piena ragione che «i CCF rappresentano una prima riconquista da parte dello Stato (modesta, ma l’importante è cominciare) del potere di creare denaro a fronte del potere assoluto che finora hanno detenuto le banche private. Questo non sarebbe soltanto un fatto tecnico: sarebbe un evento politico di prima grandezza».
Concordiamo perfettamente. E riteniamo che una ulteriore riflessione sull’argomento si potrà perfettamente conciliare con le argomentazioni che ci hanno portato a ritenere illegittimo gran parte del nostro debito pubblico e messa a repentaglio la nostra democrazia, oggi troppo condizionata dai diktat della troika. Per una lettura di tali riflessioni rimandiamo al nostro “Debito indebito e democrazia a rischio”, reperibile sulla Civetta on line.
Buona lettura.

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