Dopo lunghi anni d’attesa a causa degli interminabili lavori, quando finalmente nel 2009 venne inaugurata, l’autostrada A18 Siracusa-Catania apparve un’opera coi fiocchi. Nel tratto che da Augusta arriva in prossimità del capoluogo etneo, le 8 gallerie che si susseguono erano state dotate d’impianti all’avanguardia fra cui l’ottima illuminazione alimentata mediante pannelli fotovoltaici. Troppa grazia sant’Antonio, e anche san Cristoforo protettore degli automobilisti, dei camionisti e di tutti i viaggiatori compresi i pellegrini.
Bisognava adeguarsi agli abituali standard regionali, di cui – senza andare troppo lontano – è uno straordinario esempio la Siracusa-Gela: autostrada fatta praticamente a mano che, a una quarantina d’anni dall’avvio del progetto, è ferma al palo dalle parti di Rosolini.
Certo, in Italia c’è lo scandalo difficilmente ineguagliabile della Salerno-Reggio Calabria, e pure nel profondo nord non mancano casi da manuale di tratte autostradali inutili e invasive costate cifre astronomiche. Comunque la Siracusa-Gela gestita dal mitico Cas, ossia il Consorzio Autostrade Sicilia, si difende alla grande: ha un manto stradale sconnesso a regola d’arte e rattoppato in vari punti non si sa quante volte; oggetto di eterni lavori definiti di “riqualificazione” con brillante sense of humor, dispone persino di caselli stradali ancora non ultimati che sono riusciti a causare qualche incidente: in uno, a Cassibile, rimasero feriti alcuni componenti della scorta del governatore Croce-tta e Delizia.
Tornando alla A18 Siracusa-Catania, dal 2013 è iniziato il progressivo oscuramento delle gallerie, una parte delle quali è da tempo al buio. Va detto che il problema sarebbe causato dai furti di rame contenuto nei cavi di alimentazione elettrica posizionati lungo le carreggiate, che rientrano nelle attività ladresche e di riciclaggio di rame rubato diventato in Italia un vero e proprio business criminale. Largamente diffuso in vari settori, è un fenomeno dannoso che crea disagi e situazioni pericolose. Per risolvere il problema l’Anas afferma che sta studiando soluzioni, ma fino adesso non s’è visto nulla. Anzi, si continua a brancolare e guidare nel buio.
Nel frattempo che l’Anas si dia una smossa “Il bar sotto la galleria”, istituto di ricerca underground gemellato con noi de “ Il bar sotto il mare”, ha proposto di rivolgere un appello al Gruppo Erg per portare un po’ di luce lungo l’autostrada A18. Recentemente la Erg ha infatti contribuito concretamente a dotare le latomie del Paradiso di Siracusa di un impianto d’illuminazione per una settimana.
Secondo i 5 Stelle e altri malpensanti, alla Erg interessava illuminare il sito delle latomie principalmente per potervi allestire una serata privata con cena di gala. E se anche cosi fosse? Dove, i dirigenti della Erg-Lukoil, dovrebbero portare i propri ospiti a mangiare e fare bella figura? Dentro la raffineria tra fumi e miasmi fastidiosi? Suvvia! Facciamo tutti quanti un bell’appello alla Erg affinché illumini a giorno le gallerie dell’autostrada Siracusa-Catania. In cambio potrà utilizzare metà, in lungo, di una delle gallerie per organizzarvi party e schitìcchi vari attrezzandola di veranda coperta, tavoli, sedie, cucine da campo e bombole di ossigeno. Caravan petrol, caravan petrol!

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