Mercato del Contadino. “I furbi non mancano ma l’esperienza è positiva”

Milena Caramagno:“Sono le Federazioni a scegliere chi mandare. Se non sei iscritto a nessuna, sei fuori”, “Sui ribassi dei prezzi del 30% certo non ci sono controlli, e nemmeno sulla tracciabilità dei prodotti. Forse al comune interessa solo intascare 8 euro al giorno di suolo pubblico”

 

Da qualche anno, ogni venerdì, è attivo in Piazza Adda il Mercato del Contadino, iniziativa dell’amministrazione comunale molto apprezzata dai consumatori che sempre più numerosi e soddisfatti frequentano gli stand. Noi de La Civetta, abituali frequentatori del posto, abbiamo deciso di intervistare una delle aziende espositrici: Milena Caramagno, titolare dell’Azienda Agricola Bio Agrifanusa.

 Ci parli intanto della sua azienda

 È una ditta individuale costituita nel 2001, gestita direttamente da me che si estende su una superficie di 8 ettari e mezzo, inserita in un territorio di particolare pregio (Plemmirio) dove esiste un patrimonio di biodiversità da salvaguardare. Ho maturato la consapevolezza che coltivando la terra con passione avrei potuto sentirmi in sintonia con il mio pensiero e le mie competenze, trasmettendo qualcosa di positivo e orientato a custodire la bellezza di un ambiente, di cui noi agricoltori, in primis, siamo i custodi.

Nella gestione dell’azienda si cerca di migliorare la qualità nel rispetto dell’ambiente inserendo corrette tecniche agronomiche e ricorrendo a tecniche di difesa biologiche utilizzando principi attivi a bassa tossicità. L’impianto di irrigazione è a impatto energetico zero. I prodotti vengono venduti prevalentemente nei Mercati del Contadino e nei punti vendita itineranti.

Mercato del Contadino, cosa si prefigge? Quali sono le caratteristiche? Quali differenze rispetto ad un mercato normale? Che requisiti bisogna avere per partecipare?

Il Farmer’s Market o Mercato del Contadino è la riproposizione del vecchio mercatino rionale di un tempo, dove la vendita dei prodotti era direttamente fatta dal produttore al consumatore.

Sono iniziative che si caratterizzano per essere a Km/zero e per contrastare gli effetti negativi delle filiere lunghe della commercializzazione, offrendo maggiori garanzie sui prodotti alimentari a prezzi decisamente competitivi. In Sicilia sono nati su iniziativa dell’Assessorato Regionale dell’Agricoltura nel 2007 finanziati dal Programma di sviluppo rurale 2007/2013. A Siracusa sono stati avviati nel luglio 2012 con l’iniziativa “Campagna Amica” della Coldiretti alla quale successivamente si sono affiancati Federcoltivatori Aretusei, Cia Confederazione Italiana Agricoltori, Associazione Sole degli Iblei.

Il Comune di Siracusa ha disciplinato l’iniziativa con un apposito Regolamento Comunale, che prevede precise norme igienico-sanitarie, di tracciabilità del prodotto con esposizione di etichette e prezzi, e forme di autocontrollo.

 Ma questo Regolamento viene rispettato? Ci sono i controlli? I prezzi non ci sembrano più bassi dei mercati o supermercati tradizionali, pare che non siano esposti prezzi o etichette con provenienza e tracciabilità, né ci è sembrato che vengano rilasciati scontrini fiscali …

Bella considerazione. Per i prezzi è vero, purtroppo per legge dovrebbero essere il 30% in meno rispetto alle grandi distribuzioni e secondo i dati istat. Io posso dire che come Associazione e come Azienda manteniamo il controllo ma delle altre federazioni presenti non saprei dire lo stesso. Di sicuro non ci sono controlli anzi dico che al funzionario addetto all’ispezione non importa granché. Probabilmente al comune interessa solo intascare 8 euro al giorno di suolo pubblico anche in anticipo di 3 mesi e basta. Non tutti applicano i cartellini di tracciabilità e diversi se possono fare i furbi lo fanno tranquillamente. Per i servizi igienici ci sono i bagni chimici ma mancano delle fontanelle o lavandini per lavarsi le mani (necessario per chi per esempio affetta formaggi o salumi). Invece per quanto riguarda l’emissione di scontrini va chiarito che si tratta di obbligo solo per le aziende a regime ordinario, mentre per quelle a regime speciale non vi è obbligo di fiscalità. In una situazione di mancanza di controlli forse dovrebbero essere i consumatori a mobilitarsi e chiedere il rispetto di alcuni requisiti.

Quanti e chi sono i produttori del Mercatino?

 Dobbiamo sottolineare che i Mercati del Contadino a Siracusa sono attualmente due: Piazza Adda (ogni venerdì) e Antico Mercato di Ortigia (ogni domenica). È in programma l’apertura di nuovi mercati del contadino in zone periferiche quali la Pizzuta, Cassibile e Belvedere. Va chiarito che quello che si svolge la domenica in Piazza S. Lucia non è un Mercato del Contadino. L’idea originaria era quella di un mercato Aiab (biologico) ma al momento è quasi del tutto occupato da abusivi. Il sito è completamente privo dei requisiti igienico-sanitari e di legalità, e l’iniziativa viene tollerata in quanto nessuno interviene per mettere ordine. A Piazza Adda vi sono una trentina di gazebi suddivisi tra le organizzazioni di categoria, la maggioranza dei quali ospitano operatori del ragusano e del comprensorio ibleo.

Come mai sono poche le Aziende Siracusane?

Intanto sono le Federazioni che scelgono e decidono secondo i loro criteri. Se non sei iscritto a nessuna Federazione sei fuori da ogni istituzione di Mercato. Poi è possibile che i produttori siracusani che si vogliono mettere in gioco siano pochi oppure sono aziende grosse che non vogliono perdere tempo a stare dietro queste iniziative e perseguono altre strategie di mercato.

 Siamo sicuri che i prodotti sono veramente bio? A km zero? Chi ce lo assicura?

 Esistono le Certificazioni e bollini vari che danno una sicurezza in più ma alla base c’è il rapporto fiduciario che il cliente instaura con il produttore. Anche in tempi di crisi economica profonda come questi, il consumatore è disposto a spendere di più; infatti, il mercato del bio è il solo a non aver subito contrazioni negli ultimi anni, con un trend inverso al resto del mercato alimentare e della cura della persona.

Come giudica in definitiva questa iniziativa?

 I mercatini del contadino hanno avuto un discreto successo e sono una risorsa per i cittadini e per noi agricoltori che attualmente viviamo una situazione di grande difficoltà economica, questi mercatini danno una piccola boccata di ossigeno alla nostra economia locale. Rispondono alle esigenze sempre più crescenti del consumatore responsabile che cerca un prodotto di qualità e rispettoso dell’ambiente e della salute che risponda ai criteri seguenti: Km zero, filiera corta, produzione biodinamica, produzione biologica, e salvaguardia del terreno agricolo. Sarebbe auspicabile, tuttavia, una maggiore forma di controllo da parte dell’Amministrazione e che vengano istituiti luoghi e giorni per altri mercatini del contadino (in riferimento alla legge 296 del 2006 comma 1065 che autorizza ed incentiva la vendita di prodotti agricoli) e che ci siano luoghi, strutture e giorni dedicati alla vendita diretta della produzione dei prodotti locali seguendo i criteri di cui sopra”. Possibilmente istituire un mercato del contadino permanente per i produttori locali e non per quelli fuori provincia.

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