Dalle “Farse della Commedia dell’Arte” siciliana con numerosi, allora giovani, attori locali ai più accreditati nomi del teatro italiano, dal 1970 ad oggi vanta tantissime realizzazioni. Su quel palcoscenico recitò anche un giovanissimo Sebastiano Lo Monaco
Una attività cominciata nel 1970, e continua ancora. Il “Teatro di Sicilia”, dopo il Dramma Antico, nella storia teatrale siracusana è l’istituzione che vanta la maggiore longevità ed un curriculum di realizzazioni lunghissimo.
Cominciò con le “Farse della Commedia dell’Arte” siciliana tratte dai racconti di Turi Rovella, nella ambientazione contadina riesumando antichi “cunti” popolareschi, dialogati e adattati per le scene da Aldo Formosa. Umberto Lentini, Pietro Mensa, Nadia Iemmolo, Mirella Parisini, Nello Giuliano, Saro Cassia, Antonio Salemi, Virginio Puzzo, Gianfranco Alderuccio, Michela Firenze, Bruno Mallia, Nunzio Zammitti, Rita Aprile, recitarono sul palcoscenico creato nel vecchio dammùso di via Gargallo 61 noto come “La Nottola”. Fu subito un “boom” che attirò, nelle successive repliche di ogni commedia, migliaia di spettatori entusiasti.
Crescendo, il “Teatro di Sicilia” si avvalse anche di attori professionisti: Arnaldo Ninchi, Michele Abruzzo, Miko Magistro, Pippo Bianca. Giuliana Accolla, Maria Teresa D’Andrea, affiancando loro i nuovi arrivati Armando Carrubba, Bianca Reale, Gaetano Campisi, Antonio Di Matteo, Gloria Catizone, Giovanni Argante, Lucia Pennuto, Silvia Zappala, Enzo Lo Bello, Agostino Conca, Maurizio Bottiglieri, Giovanni Sallicano, ed altri ancora.
E non solo teatro: ma anche concerti vocali e strumentali con Lino Puglisi, Franca Ottaviani, Giovanna Collica, Carlo Muratori, gruppi folcloristici, la “Corale Iblea”, con l’accompagnamento al pianoforte del maestro Corrado Maranci. E ancora dibattiti, conferenze, convegni nazionali e internazionali, spettacoli d’arte varia. Parecchi gli attori ospiti, a cominciare da Lydia Alfonsi, Oreste Lionello, Gianna Nannini al suo debutto, e poi tournée in continente e all’estero (Nimes Francia, La Valletta Malta) spesso a Roma. Anche Pippo Lampo e Giovanni Capodicasa ebbero spazio col loro repertorio (San Giovanni Decollato, Cittadino Nofrio, Aria del Continente) oltre a partecipazioni in spettacoli di Formosa. Ebbero ospitalità anche gruppi giovanili di Michelangelo Castello e Paolo Morandocon le loro performances.
Impossibile elencare tutto. In parte lo ha fatto lo storico del teatro siracusano, Giuseppe Guarraci nel suo libro “Quarant’anni di storie e personaggi”, e ne fa comunque fede il libretto celebrativo che ogni anno si pubblica a corredo del “Premio Internazionale Sicilia-il Paladino”, anche esso creatura di Formosa dal 1970, con un Albo d’oro impressionante per il prestigio dei premiati: a cominciare da Salvo Randone, Lydia Alfonsi, Giorgio Albertazzi, Oreste Lionello, Leo Gullotta, Cherif Bassiouni, Unicef, WWF, Greenpeace, Amnesty International, Medici senza Frontiere, Frecce Tricolori, Arma dei Carabinieri, CRI, Concetto Lo Bello, Lina Wertmullerr, Turi Vasile, Turi Ferro, Walter Chiari, Gino Bramieri, Leonardo Sciascia, Giuseppe Fava, Gesualdo Bufalino, Antonio Albanese, Ale e Franz, Zelig, Ficarra e Picone, Teo Teocoli, Quartetto Cetra, Pippo Baudo, Corrado Greco, Elena Obraztova, Società Dante Alighieri…
Nacque al “Teatro di Sicilia” anche quel gruppo cabarettistico, dei “Mammasantissima” ideato da Enzo Annino con Aldo Zannelli, Bruno e Massimo Bianca. Enzo Bongiovanni che ha lasciato tracce indelebili nel ricordo del grande pubblico. Una necessariamente breve e succinta carrellata non può raccontare tutto, ma serve a dare ancora l’idea della vasta mole di attività svolta, sempre a livelli ancora più alti. Anche se il periodo entusiasmante della Nottola appartiene ormai agli annali della storia siracusana, un amarcord vuole significare la legittimità del compiacimento per chi l’ha vissuto, sia tra i protagonisti che tra la moltitudine di spettatori. Fra cui coloro i quali, giovani studenti, assistettero agli spettacoli del “Teatro diSicilia” aperto alle Scuole, e che ancora oggi se ne ricordano con emozione.
Su quel palcoscenico ha recitato anche un giovanissimo Sebastiano Lo Monaco, prima di frequentare l’Accademia a Roma e di intraprendere una splendida carriera.

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