Le parole di Bufalino traducono le emozioni dei tantissimi spettatori di questa stagione di rappresentazioni classiche, che ha introdotto elementi scenografici innovativi e di grande effetto insieme a una attualizzazione dei testi che ha riscosso applausi e alcune critiche. Bravissimi gli attori
Grande pubblico nel teatro greco di Siracusa, che ospiterà fino al 28 giugno 2015 tre “storie meravigliose” come sono state definite, tre spettacoli molto differenti che promettono emozioni e riflessioni insieme nel segno del pathos e della catarsi, come nella migliore tradizione aristotelica dell’interpretazione della tragedia classica.
Il presidente della Fondazione Inda, il sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo, ha sottolineato la valenza dell’Istituto nazionale del Dramma Antico, che a partire dal 1913 e grazie al coraggio e alle idee di Tommaso Gargallo e del comitato fondatore ha messo insieme un patrimonio immenso, il cui valore travalica la siracusanità ed anche l’ambito nazionale; ha inoltre lanciato le “giornate siracusane” perché le “feste classiche” siano una festa di tutta la città.
Il sovrintendente dell’Istituto, il musicologo Gioacchino Lanza Tomasi, onorato e lieto insieme dell’incarico, ha parlato dell’armonia di “casa Inda”, quasi una famiglia dai medesimi intenti. Il Teatro greco di Siracusa è stato e deve essere ancora culla della civiltà occidentale, coagulo di memorie com’è, crocevia di tragediografi, politici e filosofi: portare il mondo a Siracusa e portare Siracusa nel mondo è l’ideale per cui lavorare.
Il consigliere delegato Walter Pagliaro ha parlato della necessità di una sinergia con la Regione per l’accesso ai fondi europei e con il Comune per ottenere una sede per l’Accademia dell’Inda; gli assessori regionali al Turismo e Spettacolo Cleo Li Calzi e ai Beni culturali Antonio Purpura sono intervenuti a proposito della valorizzazione dei teatri di pietra nel segno della cultura e della promozione turistica, mentre il sovrintendente ai Beni culturali Beatrice Basile ha insistito sulla necessità di preservare il sito del Teatro greco, monumento forte e fragile insieme.
Ad inaugurare gli spettacoli classici sono state “Le Supplici” di Eschilo, il cui testo è stato rielaborato da Mario Incudine tra cunti siciliani e suggestioni di melopee per la regia di Moni Ovadia, con scene di Gianni Carluccio, costumi di Elisa Savi e movimenti coreografici di Dario La Ferla. Moni Ovadia ha lodato il lavoro dei ragazzi dell’Accademia “Giusto Monaco”: l’Inda avrà un futuro se saprà conciliare tradizione, cultura e innovazione. Federico Tiezzi è invece il regista di “Ifigenia in Aulide”, per la cui messa in scena si è ispirato a Duilio Cambellotti: la sua “reductio” del dramma greco a dramma borghese tenta di innestare il linguaggio contemporaneo nel messaggio senza tempo del testo. “Medea”, ma stavolta quella di Seneca, è invece diretta da Paolo Magelli, che vuole porre in risalto la figura di questa donna estrema e coraggiosa. Una trilogia del mare e dell’accoglienza, se vogliamo trovare dei temi in comune tra testi molto diversi, capaci di interrogare e lasciarsi interrogare ancora, dopo secoli di stratificazioni interpretative.
Angelo Tosto, Sebastiano Lo Monaco, Lucia Lavia, Elena Ghiaurov… tanti i nomi dei protagonisti dei tre spettacoli, alcuni dei quali non nuovi alla cavea del Temenite.
Parafrasando Gesualdo Bufalino, assistere alla rappresentazione delle tragedie classiche al Teatro Greco è come salire a bordo “di quest’arca triangolare di sasso che galleggia sulle onde dei millenni”.

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