Paolo Italia (Flc Cgil): “Il miliardo di euro della riforma Renzi sono appena sufficienti per l’assunzione dei centomila precari”. Il 18 aprile la mobilitazione nazionale. “Gli Ata continuano ad essere dimenticati tanto nelle slide che nei contenuti legislativi. Sono preoccupatissimi”
Renzi ama moltissimo la scuola italiana tanto da aver pensato ad una seria e costruttiva rivoluzione che consenta ai dirigenti scolastici di stabilire, senza alcun criterio, quale docente vada considerato valido e chi meno. Nessun preside penserà mai di venir meno alle indicazioni del capo del Governo… in fondo per chi amministra la scuola è previsto un bell’incentivo economico ma nessuno strumento di valutazione del suo operato trasparente, equo e rigoroso visto che non sono ancora stati stabiliti i criteri.Aggiungiamo poi il concetto molto discutibile di meritocrazia tra docenti (quali criteri?), le 100 mila probabili assunzioni, il rischio eliminazione Ata ed abbiamo un quadro di certo più chiaro sui reali pericoli che la scuola italiana sta correndo.
Ci scuseranno i lettori se aggiungiamo pure che sul segmento dell’infanzia il governo non ha ancora scoperto le carte mentre è stato molto chiaro sulle detrazioni fiscali per le scuole paritarie. Certo sviscerare tutti i temi in un incontro è praticamente impossibile ma abbiamo chiesto a Paolo Italia, segretario provinciale Flc Cgil qualche delucidazione.
“Intanto apprendiamo dalla stampa (non vi è stato ancora alcun momento di confronto) dell’arrivo della dott.ssa Giovanna Criscione, nuovo reggente dell’ufficio scolastico provinciale, dirigente dei due ambiti territoriali di Siracusa e Ragusa. Nel porgere gli auguri di un proficuo lavoro siamo certi che la sua esperienza e la sua costante presenza arricchirà il territorio”. E veramente la nostra provincia aveva bisogno di un impegno continuo e costante date le mille difficoltà nelle quali la scuola siracusana si trova. “Siamo alla vigilia della mobilitazione nazionale – continua Italia – che si terrà a Roma il 18 aprile sui temi della stabilizzazione precari, ruolo della dirigenza scolastica e disciplina negoziale (contratto di lavoro). I sindacati della scuola manifesteranno contro il disegno di legge di riforma varato dal governo.
“Partiamo dalla prima nota: Renzi e il suo governo sostengono che bisogna ridurre il numero degli allievi per classe. Certamente: ma ciò vuol dire rivedere totalmente il piano dell’edilizia scolastica perché di certo le classi pollaio non nascono da capricci o da scelte arbitrarie dei dirigenti scolastici! E tanto per essere chiari, la legge finanziaria prevede complessivamente un miliardo di euro per tutto il comparto della conoscenza (scuola, Università, Ricerca ed Afam) compreso il piano di assunzioni previsto. Non è un caso che alla presentazione del progetto Renzi del 12 marzo mancasse proprio questo passaggio. Vi è da parte del Governo una difficoltà oggettiva nel portare avanti tale ipotesi che metterebbe in difficoltà i sindaci amici di Renzi.
“La nostra realtà ovviamente non fa eccezione. Con quali fondi Renzi pensa di incentivare l’edilizia scolastica? Un miliardo di euro sono appena sufficienti per l’assunzione dei 100 mila precari. A meno a che il capo del governo non intenda spalmare l’utenza su più istituti scolastici oppure, dati gli incentivi riconosciuti alle scuole private, il Premier immagini un passaggio dell’utenza a queste ultime”.
E pensare, aggiungiamo noi, che il mondo delle private non è rimasto del tutto soddisfatto dalle scelte governative che introducono sgravi fino al 19% sulle rette (fino alle medie, sono escluse le superiori) perché un alleggerimento di soli 400 euro per un genitore che affronta una spesa decisamente superiore sembra poco! Eppure Renzi sta di fatto incentivando il privato quando frequentare istituti di tal natura è una libera scelta del cittadino che dovrebbe avvenire senza oneri per lo Stato.
“Altra nota discutibile – continua il segretario Flc Cgil – è quella relativa ai dirigenti scolastici. Per loro è previsto il rinnovo del contratto di lavoro ma non per docenti e Ata, quest’ultima categoria vessata e senza garanzie occupazionali. Inoltre attualmente i dirigenti, per la loro formazione, non sono pronti a selezionare personale e già oggi si rischia la discrezionalità sul reclutamento dei tutor sui bandi Pon con criteri che a volte non risultano oggettivi”.
“Il rischio, per essere chiari, è che la discrezionalità diventi arbitrio. Invece criteri oggettivi aiuterebbero tutti: dirigenti, che non sarebbero sottoposti a pressioni, e docenti che lavorerebbero in modo più sereno.
“Vi è poi il problema del personale. Gli Ata – aggiunge Italia – continuano ad essere dimenticati tanto nelle slide che nei contenuti legislativi. Già attualmente con la Finanziaria gli assistenti amministrativi non potranno essere avvicendati con il turn over del pensionamento perché si opterà per il personale in esubero delle ex amministrazioni provinciali. Quindi si è in tal modo bloccata qualsiasi possibilità di immissione in ruolo degli assistenti amministrativi. I precari sono preoccupatissimi e come Flc Cgil questa è una delle più vive preoccupazioni che abbiamo. Tutto il personale nazionale Ata subisce peraltro il taglio in organico di 2.020 unità e la parola Ata è assente dalla riforma Renzi. Solo nella nostra provincia gli assistenti amministrativi sono poco meno di 400 per 69 scuole di tutti gli ordini e gradi”.
Insomma sembra proprio che Renzi voglia farli fuori risparmiando sempre e solo sui lavoratori non riconoscendone funzioni e importanza nei ruoli. E chissà quali altre idee frullano nella mente di un governo mai eletto dai cittadini.

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