L’ingegnere: “Ho offerto all’amministrazione alcune idee di forte impatto identitario”. Nelle foto che vi proponiamo le singolari e bellissime proposte da inserire nelle piazze del centro storico e negli slarghi cittadini
Il 14 marzo scorso si è celebrata la giornata dedicata al Pi Greco in quanto il suo valore 3,14 – o costante di Archimede – coincide con la data del 14 marzo 2015. Più precisamente il calendario, letto all’inglese, coincide con quattro cifre decimali del Pi Greco: 3,1415. Perché un evento simile possa ripetersi si dovrà attendere un altro secolo, e cioè il 14 marzo 2115. L’evento, come riportato dai comunicati dell’Ansa, è stato ricordato in quasi tutto il mondo con varie manifestazioni, in particolare tra le comunità scientifiche (persino dalla Nasa) mentre a Siracusa, patria del celebre scienziato, la data è passata quasi inosservata
Ma è risaputo che la nostra Città non ha mai saputo collegare il proprio nome e la propria storia (in termini culturali, ma anche squisitamente turistici e promozionali) con il nome del suo cittadino più illustre. Pochissime e di scarso rilievo le manifestazioni che negli anni si sono susseguite, nessun simbolo, luogo, immagine o epigrafe che evochi o commemori Archimede. Solo l’intitolazione di una piazza omonima, tra l’altro in modo abbastanza atipico considerando che nulla riporta alla figura del matematico, anzi della piazza si ammira e si evidenzia una fontana con le figure mitologiche di Diana, Aretusa ed Alfeo, che nulla hanno a che vedere con Archimede, segnano al contrario una forte discordanza tra il pensiero mitologico e il pensiero scientifico del matematico.
In questo vuoto culturale e operativo, ben si inserisce il ciclo di conferenze intitolato “Archimede, l’uomo venuto dal futuro”, che si sono svolte all’auditorium del Museo Paolo Orsi dal 6 al 27 marzo. Ideatore e relatore di questi incontri è stato Umberto Di Marco, esperto ed appassionato studioso di Archimede. Ingegnere ex dirigente di azienda, palermitano da 40 anni a Siracusa. Noi della Civetta, particolarmente meravigliati per la competenza, l’autorità e nello stesso tempo la semplicità con cui è stata presentata la figura di Archimede, abbiamo intervistato l’ing. Di Marco.
Da dove nasce questa passione per Archimede?
È una figura che mi ha sempre affascinato ed essendo ingegnere non potevo non avere interesse per la storia della mia professione. Purtroppo Archimede non è sufficientemente studiato all’Università e allora ho rimediato con studi e ricerche personali. Venendo da Palermo, pensavo di trovare a Siracusa maggiore interesse e sensibilità verso un suo cittadino così importante, invece mi sono dovuto ricredere con molta amarezza: un siracusano non può non conoscere il suo avo più illustre, e una Città non può non rendere merito alla sua figura.
Come mai, secondo lei, questa mancanza?
Non c’è stato mai un serio investimento, nè politico né culturale né imprenditoriale. La classe politica ha sempre brillato per la scarsa lungimiranza e mancanza di strategie e la classe imprenditoriale non è mai stata particolarmente sensibile al tema. Siracusa manca di una vera e propria classe dirigente. Basti pensare che Confindustria locale è stata sempre guidata da “non siracusani” e caratterizzata dai rappresentanti delle grosse industrie del petrolchimico che siracusane non sono. Le racconto un aneddoto: tempo fa mi trovai ad accompagnare degli studiosi in visita a Siracusa. Arrivati alla piazzetta antistante il Museo Bellomo mi accorsi che vi era stata installata (amministrazione Bufardeci) una riproduzione del famoso “Stomachion” (il puzzle di Archimede composto da 14 figure componibili) ma palesemente errata. Mi sono un pochino vergognato e ho chiesto come fosse stato possibile. L’ho fatto presente a vari amministratori ma ad oggi la riproduzione è ancora là.
Ma a parte Siracusa e i suoi cittadini, secondo lei che ruolo occupa Archimede nella comunità internazionale?
Archimede è ben conosciuto in tutto il mondo, persino in Cina sin da quando, alla fine del ‘500, il famoso gesuita e matematico Matteo Ricci fece conoscere, tra l’altro, una delle invenzioni del nostro fisico: la coclea (pompa rotativa) che i cinesi conoscono come coda di drago. La figura del grande inventore potrebbe essere sfruttata da richiamo non solo scientifico ma come un “brand” promozionale straordinario. Sono sicuro che se Archimede fosse nato in America o in Nord Europa avrebbero saputo dargli maggiore dignità e un significativo ritorno in termini di immagine e di sviluppo culturale ed economico.
Cosa dovrebbe fare dunque la Città per ricordarlo degnamente?
Ci sono vari modi e azioni possibili: Museo, Centro Studi, Convegni, Seminari. Penso che un Comitato ad hoc potrebbe solo sbizzarrirsi a individuare cosa fare. Io nel secondo incontro di conferenze al Museo Paolo Orsi mi sono permesso, molto modestamente, di offrire alla città e suggerire all’Amministrazione alcune semplici realizzazioni che possano unire il nome dello scienziato a Siracusa e imprimere in maniera inequivocabile. a chi visita la Città, l’idea che Siracusa è la città di Archimede e Archimede è di Siracusa. Installazioni dal forte impatto visivo poste all’ingresso della città, nelle rotatorie più importanti, nelle piazze o nei giardini. La riproduzione delle principali invenzioni (da realizzarsi con l’ausilio dell’Università, delle scuole superiori e degli artisti siracusani) magari interattive ed accessibili, con funzioni e finalità oltre che artistiche anche didattiche ed esplorative rappresenterebbero una leva (per dirla con Archimede) di notevole e significativa promozione turistica e culturale. Pensi a quanti potrebbero scoprire direttamente le grandi invenzioni, capirne l’uso, ammirarne la tecnica. Provi ad immaginare quante foto (e selfie) di turisti e visitatori accanto alle opere potrebbero girare per il mondo, e quanti potrebbero subirne il fascino e il richiamo a visitare Siracusa.
Noi ne siamo più che convinti e a parte pubblichiamo alcune foto del rendering realizzato dall’ing. Di Marco sperando che l’Amministrazione sappia farne buon uso.

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