( da foto Internet)
L’assessore Valeria Troia:“Un metodo che si può trasferire in altri settori e per altre zone della città”. Cilea (Fai): “Fino agli anni ottanta era una zona connotata da grande bellezza”. Pennisi (Arciragazzi): “Un luogo da vivere e da frequentare”
Sono tante le associazioni che partecipano al progetto GeniUSiracusa: l’Università, Ance, Fai, Legambiente, Impact Hub, Arci, Iacp, Parrocchia, Fondazione Val di Noto, Italia Nostra, scuola Chindemi, Rifiuti Zero Siracusa.
Per saperne ancora di più abbiamo incontrato alcuni protagonisti del progetto GeniUS: l’assessore alle politiche comunitarie e giovanili Valeria Troia, il presidente della circoscrizione Grottasanta –Mazzarrona, Pamela La Mesa, il presidente del FAI Siracusa, Sergio Cilea, la responsabile di Impact HUB di Siracusa, Viviana Cannizzo ed abbiamo chiesto loro di raccontarci il loro ruolo e le loro esperienze all’interno del progetto.
Valeria Troia, Assessore alle politiche comunitarie e giovanili: “L’innovatività del progetto è il metodo della open innovation. Si passa da una governance bipolare ad una governance dove il Comune è facilitatore per l’attivazione e lo sviluppo di progetti nel territorio. Questo metodo si può trasferire in altri settori e per altre zone della città. Infatti si è partito con il quartiere della Mazzarona e si è proseguito anche con la Balza Akradina. Il metodo è applicabile anche nelle scuole. L’amministrazione ha adottato questo metodo nella logica di condividere con il territorio le scelte, garantendo in questo modo la sostenibilità”.
Pamela La Mesa, presidente circoscrizione Grottasanta-Mazzarona: “Ho creduto nel progetto Genius fin dall’inizio e cioè dall’autunno 2013 quando con il gruppo di supporto locale del progetto Urbact abbiamo avuto i primi contatti e si è scelto di cominciare questa sfida avendo come obiettivo la riqualificazione della Mazzarona: il cuore del quartiere Grottasanta. Ho fortemente sostenuto il progetto perché prevedeva il coinvolgimento dei residenti per far conoscere dalla loro viva voce quali sono i bisogni, le priorità, le proposte e le richieste di un territorio per troppo tempo dimenticato. Così con i residenti si è dato inizio a un dialogo con tutti gli altri “stakeholders” per raccogliere la prima sfida aretusea del progetto GeniusSiracusa: come valorizzare la “Grande Bellezza” della Mazzarona e contribuire alla sua rinascita, restituendo dignità al suo territorio e creando nuove opportunità e servizi in grado di soddisfare innanzitutto i bisogni dei residenti ma anche di coinvolgere il resto della città. Al notevole feedback avuto dai cittadini occorre dare risposte in termini concreti per non essere responsabili dell’ennesima delusione delle persone che stanno credendo a queste iniziative”.
Sergio Cilea, responsabile FAI: “Il progetto Giano Svelato, ideato per mostrare l’altra faccia della Mazzarona e cioè quella della grande bellezza che la connotava fino agli anni ottanta del secolo scorso, è già a buon punto. Grazie al lavoro di ricerca e studio condotto dagli studenti delle scuole medie del quartiere, sono stati mappati i beni archeologici e architettonici ancora presenti in gran numero nonostante la devastazione di quest’ultimo trentennio. Con i dati raccolti si realizzerà una guida che dovrà condurre residenti, turisti e viaggiatori alla scoperta di questo splendido quartiere conosciuto oggi solo come simbolo di degrado e abbandono. Il progetto prevede anche una seconda fase che vedrà impegnati i residenti nella realizzazione di murales, istallazioni e di tutto ciò che potrà abbellire in chiave moderna la zona urbanizzata del quartiere”.
Viviana Cannizzo, responsabile Impact HUB Siracusa: “Il nostro ruolo all’interno del progetto può essere riassunto in due punti: 1) curare il social media management (creazione del logo Genius, lancio ed implementazione dei contenuti della piattaforma ning, riverbero su facebook e twitter); 2) supportare e facilitare gli incontri partecipati anche attraverso l’utilizzo degli spazi Hub. Inoltre, facciamo parte del GSL (Gruppo Supporto Locale), dentro il quale ci sono tutti gli stakeholder che a titolo assolutamente gratuito contribuiscono ad animare il progetto con le loro expertise e progettualità”.
Pino Pennisi, Arciragazzi: “La novità positiva del progetto è che c’è un coordinamento dell’amministrazione comunale che sta curando l’organizzazione di tutti gli stakeholders. Nel progetto si immagina il quartiere non solo come una periferia degradata ma come un luogo da vivere e da frequentare. Tra le attività è sicuramente importante la Casa dei Cittadini che permette alle associazioni e all’Amministrazione Comunale di progettare il futuro del quartiere ed inoltre permette di fornire “in loco” servizi informativi necessari”.

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