Port Royal srl, progetto da 30 milioni: e Marina di Talete?

Nell’area marina dell’ecomostro Talete, a contendersi l’infrastruttura, la FN Progettazioni e il Marina di Talete, una società finora sconosciuta. Ma nel fondale giacciono resti archeologici e lo specchio acqueo è talora sconvolto da un fortissimo vento di grecale, capace di sollevare onde e massi. Da qui i divieti di ancoraggio dalla Capitaneria di Porto e dalla Soprintendenza.

A ridosso del Talete di Siracusa si vorrebbe la costruzione di un terzo, e anche quarto, (e non ultimo, siamo certi) porto privato.

In conflitto due proposte.

La prima, risalente al 2008, quella di Port Royal srl (riconducibile alla FN Progettazioni dell’ingegnere Franco Nobile, scomparso qualche tempo fa): ‘solo’ 365 posti barca a valere sul sognato “Sistema Porto” che comprenderebbe tutto il litorale di levante di Ortigia già considerevolmente affollato.

La seconda, recentissima, della società Marina di Talete, finora sconosciuta, che pare abbia presentato agli uffici regionali una richiesta di concessione demaniale per un approdo turistico per grandi yacht. Un intervento ‘veloce’ (solo la riqualificazione del braccio esistente) da centomila euro per un numero ancora imprecisato di attracchi.

Inevitabile l’opposizione del concorrente ‘storico’ che, per voce di Giacomo Ferrazzano (a quanto pare, da sempre, promotore dell’iniziativa finalmente uscito allo scoperto), ha fatto sapere che la propria proposta, ben più complessa e di ben altro impegno finanziario, 30 milioni, è a un passo dall’ultima fase, quella del progetto definitivo. E da qui, in circa tre anni, il porto dovrebbe essere realtà.

La lunga gestazione della Port Royal srl

Improvviso l’accendersi del dibattito sull’ecomostro Talete nel settembre del 2008 quando, inaspettatamente, fuor di contesto si direbbe, il ministro Prestigiacomo ne sollecitò l’eliminazione per “definire un riassetto armonico di tutta l’area”. Si opposero esponenti del PD, tra cui anche l’allora capogruppo Garozzo, poco favorevoli all’abbattimento. Il 2 dicembre dello stesso anno la società Port Royal si faceva avanti e, per la prima volta, si parlò di un’ipotesi di “chiusura dello specchio acqueo con il braccio lato Borgata così da ottenere un confortevole approdo per la diportistica e la marineria siracusana”.

Forti le perplessità tecniche per l’infrastruttura presentata nel 2008. Il lunghissimo molo ad arco, ben oltre il limite nord dell’attuale molo frangiflutti, previsto a protezione del bacino interno diportistico, sembrava fragile rispetto alla forza violenta di un grecale capace di sollevare massi anche del peso di circa 170 tonnellate come accaduto in passato. E si sottolineava la particolare conformazione del fondale, a dorsale, con profondità tra i 3 e i 20 metri, poco idonee alle strutture murarie. Problemi tecnici che dobbiamo immaginare come superati oggi se, come si dice, l’opera ha superato le prime fasi dell’approvazione.

 

Un fondale pieno di storia da preservare

Si segnalava anche la presenza di resti archeologici: una chiglia probabilmente di antica datazione, il ceppo litico di un’ancora del periodo greco classico, cocciame di anfore di tutte le epoche, ma nessuna prospezione archeologica veniva avviata, sebbene si sia ai margini di quegli antichi arsenali individuati dalla Soprintendenza durante lo scavo per la posa della condotta fognante in via Vittorio Veneto. Proprio per queste ragioni, però, la Capitaneria di Porto già nel 2005, con un’ordinanza, ha vietato in questo specchio di mare l’ancoraggio e la sosta di navi, imbarcazioni e natanti di qualsiasi tipo.

E, d’altra parte, la stessa Soprintendenza, nel marzo 2011, ha espresso parere sfavorevole alla nuova infrastruttura: troppo impattante e tale da alterare irreversibilmente lo skyline dell’isola di Ortigia. Impossibile ridurre la percezione visiva di una costa considerata un unicum storico e paesaggistico, protetta da vincoli sin dal 1997, dichiarata patrimonio dell’Unesco, insieme al Porto piccolo, il porto marmoreo, e alla borgata di Santa Lucia, per l’altissimo valore materiale e culturale.

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