Brevi note di aggiornamento sullo stato dell’arte nel sistema portuale dello Jonio

Ci stiamo avviando alla fine del mandato presidenziale dell’Adsp (dovrebbe scadere nel marzo 2026) ed è utile fare un primo bilancio sul lavoro svolto. Senza avere la pretesa di voler essere esaustivi va riconosciuta all’attuale presidenza una coerente ed estensiva continuità con la precedente governance, anche se non mancano le riserve sulla “gestione” del personale nuovo e vecchio su cui pesano chiacchiericci su un presunto condizionamento da parte della politica locale, e sul tentativo (opportunamente rientrato) di affidare per 25 anni gran parte dei servizi di competenza dell’Adsp ed introdurne di nuovi.

Rispetto al programma varato a suo tempo si è registrato il notevole dinamismo impresso dal nuovo Presidente: si sono allargati i confini dell’area di competenza con nuovi inserimenti di aree portuali (l’inserimento di Siracusa ancora non è ben inquadrato nella politica di sviluppo portuale mentre la città capoluogo si trastulla in chiacchiere sulla presenza di un proprio rappresentante nel comitato di gestione, il che è comprensibile, anche se questo organismo non ha mai avuto un ruolo significativo). Il nuovo assetto dei confini nelle competenze dell’Adsp consentirà un migliore governo nella gestione strategica dei porti dello Jonio meridionale e lo sviluppo di sinergie utili fra i porti di competenza evitando pericolose contrapposizioni ed inutili duplicazioni; positivamente si registra un impulso sull’utilizzo di parte delle risorse proprie e nazionali per migliorare i servizi mentre lo spostamento dei container da Catania ad Augusta continua a dare grande sollievo alla portualità catanese e consente una ulteriore caratterizzazione del porto augustano come porto commerciale; notevole sarà il potenziamento della sua dinamicità con la realizzazione della costruenda bretella ferroviaria. È in corso solo un adeguamento funzionale del prg portuale di Augusta poichè non si ritiene dover procedere ad una sua revisione nonostante quello vigente sia datato, mentre il Documento di programmazione strategica è stato aggiornato recependo le novità intervenute dal 2022. Le banchine si potenziano e si integrano procedendo con la loro elettrificazione sia ad Augusta che a Pozzallo mentre su Catania sono presenti problemi tecnici che al momento ne impediscono la definizione. Nessun intervento sembra sia stato effettuato sulle banchine private anche perché dotate di autonomia gestionale; sembra che per intervenire sul could ironig (ovvero sull’inquinamento determinato dalla sosta delle navi in porto dove i servizi sono alimentati con i motori di bordo) sia probabile una soluzione autonoma con navi appositamente attrezzate: vedremo cosa accadrà. Si è sviluppato nel mondo marittimo un esteso dibattito sull’uso dell’idrogeno liquido come fonte energetica meno inquinante ma si evidenziano problemi tecnici che ne sconsigliano l’intervento. Sulle aree attrezzate, ipotizzate del documento di programmazione dell’adsp reso pubblico a suo tempo, per supportare la refrigerazione e garantire un segmento di sviluppo nel settore del trasporto alimentare si registra nulla di nuovo per assenza di richieste dal mercato mentre sul Gnl nonostante il gran clamore mediatico sembra sia abortito tutto poiché ad oggi non si registra alcuna richiesta di concessione per operare.

Sulla cantieristica navale ad Augusta siamo ancora fermi all’idea progettuale che attende una valutazione mentre su Catania il discorso va avanti. Anche per lo smaltimento dei bastimenti affondati si registra l’affidamento in appalto del servizio di smaltimento su Catania mentre su augusta si è ancora fermi. Sembra che per la vicenda delle grandi gru inutilizzabili si registrano novità: sono state smontate e saranno rimontate in altro luogo con l’eliminazione dei problemi che ne impedivano l’utilizzo e pare che entro il 2027 andranno in esercizio, mentre il filone penale che ne è scaturito è ancora in corso, così come quello civile. Sulla valorizzazione dei forti Garsia e Vittoria niente di nuovo tranne un intervento di messa in sicurezza del rudere Garsia. Sul futuro restiamo perplessi stante che le decisioni sul prossimo presidente le dovrà partorire il ministero “gestito”(si fa per dire) da Salvini il che ci rende molto preoccupati…

 

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