Davanti al parcheggio della questura, sotto un tetto in eternit, un’autocarrozzeria. Muffe e licheni sfaldano la fibracemento ma nessuno sembra preoccuparsene.
La legge 257/1992 art.5 comma 12 obbliga i proprietari degli immobili a denunciare alle Asp di competenza la presenza di manufatti in Eternit.
In viale Scala Greca 250, alle spalle del parcheggio interno delle auto della Polizia di Stato, sul retro di un grande stabile, un enorme magazzino che ospita un’autocarrozzeria è totalmente coperto da una serie di lastre ondulate in eternit (materiale ottenuto dal legame tra l’amianto e una matrice cementizia, di solito in una percentuale di circa il 15%).
La matrice cementizia si è disgregata, muffe e licheni sfibrano ulteriormente la struttura del manufatto.
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Il pulviscolo che si libera dalla disgregazione delle lastre si disperde nell’ambiente, rappresentando una grave minaccia per la salute dell’uomo. Se inalate, infatti, le sue fibre si depositano a livello alveolare rimanendovi imprigionate e qui possono dare luogo a varie forme di cancro polmonare, in particolare al mesotelioma.
Bandito in Italia nel 1992, l’eternit (La Civetta del 14 marzo 2014) ha rappresentato in edilizia una soluzione estremamente pratica ed economica. Un manufatto di eternit, prodotto lo stesso giorno in cui è stato posto fuori legge, oggi ha 22 anni. Ciò vuol dire che certamente, tra inquinamento e agenti atmosferici, nessuno di questi prodotti usati all’esterno può definirsi integro.
Ai sensi di un decreto del ’94, sia i privati che i soggetti pubblici hanno l’obbligo di procedere all’eliminazione di tali manufatti se deteriorati, come dovrebbe (La Civetta del 14 marzo 2014) attestare la prevista verifica dell’Asp, mentre è compito dei Comuni il censimento degli edifici a rischio.
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Nel caso specifico non risulta che Siracusa si sia già correttamente adeguata alla normativa o che sia pervenuta qualche segnalazione dal condominio in questione e ancor meno da quelli limitrofi, anch’essi interessati al problema.
E, sentito il Dr. Moriana, funzionario dell’Asp di Siracusa, in servizio presso gli uffici sanitari di Via Gargallo, responsabile Dr. V. Ingallinella, come addetto allo smaltimento controllato dei materiali contenenti amianto, ci viene candidamente dichiarato che l’Asp di Siracusa non ha provveduto all’attuazione della legge nazionale in merito alla registrazione dei manufatti contenenti amianto.
Forse una sottovalutazione del rischio da parte degli esperti e di chi, ogni giorno, vede la propria salute messa in pericolo dall’inquinamento dell’aria causato dai miasmi provenienti dalla zona industriale.
Eppure l’asbestosi può già essere considerata una malattia sociale.

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