Bus elettrici per la mobilità sostenibile. Ma i siracusani?
Aldo Castello 13 Agosto 2014 News Siracusa 225 Views
Avviato il servizio di bus navetta elettrici: il cittadino saprà rispondere? Impariamo da altre città le buone prassi
Inaugurato lunedì scorso il nuovo servizio di trasporto urbano che collegherà alcune zone della città al centro storico. L’iniziativa, denominata Siracusa da Amare. si pone l’obiettivo di decongestionare il traffico per Ortigia e ridurre le emissioni di anidride carbonica, affrontando coraggiosamente l’annosa questione di difficile soluzione che è la mobilità urbana. Speriamo che adesso, alla meritevole azione del Comune, segua una adeguata risposta della cittadinanza, disabituata a fruire del trasporto pubblico da decenni di servizio pressoché inefficiente se non del tutto assente.
Il siracusano assuefatto all’uso esclusivo del proprio mezzo anche per brevi tragitti, dovrà imparare a lasciare la macchina a casa per recarsi al mercato o ai solarium o nei locali del centro. Ci riuscirà?
Non volendo nascondere che alcuni problemi persistono (il servizio riguarda solo una parte della città e il suo collegamento col centro storico; i bus sono piccoli; le fermate senza pensiline) bisogna, pur tuttavia, riconoscere che la giunta Garozzo ha messo in opera un vero e proprio esempio di amministrazione virtuosa, dimostrando che in poco tempo e con risorse limitate, è possibile avviare servizi di una certa efficacia.
E partendo proprio da questo modo di affrontare le questioni cittadine, ci piace cogliere il riferimento proprio dei trasporti urbani per vedere come alcune prassi praticate da altre città hanno prodotto dei veri e propri modelli di buona amministrazione. Potremmo prenderle come esempio da proporre al nostro sindaco.
INCREDIBILE MA VERO. Esiste un’Italia che funziona.
Sparsi per il territorio nazionale si trovano esempi di servizi efficienti, buone prassi applicate con successo nella Pubblica Amministrazione, intuizioni imprenditoriali semplici e geniali allo stesso tempo, dinamiche virtuose che producono innovazione e sviluppo. Piccole, grandi storie di esperienze positive dove i problemi e le difficoltà si affrontano con azioni intelligenti ed efficaci.
Belle idee che ci presentano realtà concrete lontane nell’immaginario collettivo eppure così fisicamente presenti, impossibili da ipotizzare ma attive praticamente, difficili da concepire eppure realizzate semplicemente.
Tante scoperte che ci inducono a ben sperare, che ci stimolano a crederci e provarci, che ci spingono ad andare avanti e a non mollare con maggiore fiducia e consapevolezza.
La lezione ci arriva dalla lettura del testo “NOSTRA ECCELLENZA”, (di Massimo Cirri e Filippo Solibello – famosi conduttori radiofonici della fortunata trasmissione Caterpillar – Edizione Chiarelettere, 2008) le cui pagine si sfogliano veloci tra il divertito ed il sorpreso, offrendoci un chiaro messaggio di ottimismo.
Ecco qualche esempio nel settore “trasporti e mobilità”:
Trasporti gratuiti a Verbania, capoluogo di provincia, trentamila abitanti sulla sponda piemontese del lago Maggiore. Il sindaco di centrosinistra Zanotti ha deciso di lanciare una sperimentazione che ha dell’incredibile: in tutta l’intera area servita dalla circolare urbana non si paga il biglietto. L’amministrazione comunale intende favorire l’utilizzo dei mezzi pubblici per diminuire l’inquinamento, decongestionare il traffico e favorire i cittadini sgravandoli dalle spese per il carburante. Come ci è riuscito? Semplice, ha messo una microscopica addizionale Irpef dello zero virgola zero qualcosa per cento e così ha trovato i 350.000 euro necessari per il progetto. In pratica, a ogni verbanese il tutto costa circa 10 euro l’anno per viaggiare illimitatamente. Ma non è tutto: ci sono anche delle frazioni isolate dove l’autobus non passa e allora il sindaco si è inventato il servizio a domicilio a chiamata, anche questo gratis. L’esperimento di Verbania è all’avanguardia, sta in piedi economicamente, è oggetto di molta attenzione e diversi sindaci di altre città stanno pensando di proporlo ai loro cittadini…
Firenze, progetto “Adotta una fermata”. Partiamo dalla storica fermata di p.za S. Maria Novella, una delle prime ad essere adottate. L’ha voluta il vicino Museo Alinari e così la fermata adesso si chiama “Museo Alinari – S. Maria Novella”. Quella di p.za Strozzi si chiamerà Colle Bereto-Strozzi dal nome del Wine Bar che l’ha sponsorizzata. Al momento ne sono state adottate centoventi, le pensiline hanno un nuovo look (progetto approvato dalla Soprintendenza). È un’idea originale dell’Azienda Trasporti: lo sponsor paga la manutenzione della pensilina (pulizia, cartello orario,ecc.) e l’Azienda risparmia fino a cinquecentomila euro all’anno. Ma non è solo una questione economica, il nuovo nome serve anche a rendere più riconoscibile al turista quella fermata.
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