La rabbia dei cittadini che per giorni restano senza acqua è sacrosanta e fa bene La Civetta a darne conto. Fa altrettanto bene il Forum per l’acqua pubblica a rilanciare la battaglia politica per sollecitare Aretusacque – la società pubblico-privata che gestirà dal prossimo primo giugno il servizio idrico integrato nella nostra provincia – a rendere pubblici i piani e i tempi di intervento per razionalizzare la distribuzione dell’acqua. Nella giornata di ieri, venerdì 14 maggio, la situazione è, con i tempi suoi, tornata alla normalità sia alla Borgata che nella zona di Teracati, dove è dovuto intervenire un sommozzatore per disostruire una conduttura sott’acqua.
Mancano due settimane al passaggio dei dipendenti, degli impianti e degli uffici da Siam ad Aretusacque, ma bisogna aver chiaro che il cambio di gestione non potrà produrre automaticamente effetti taumaturgici, se solo si tiene conto dello stato di fatiscenza di oltre la metà della rete idrica.
Qualche anno fa l’Istat pubblicò una graduatoria nazionale delle città con maggiore dispersione d’acqua. Siracusa si classificò al primo posto col 67 per cento di acqua dispersa. Questo vuol dire che per ogni cento litri di acqua che scorrono nelle nostre condutture, solo 33 litri, peraltro non potabili, arrivano ai rubinetti di casa nostra.
Quali le cause di questo enorme spreco? Anzitutto, come detto, il deterioramento della rete idrica che ha più o meno 65 anni, per di più portati male. Buona parte delle condutture sono ammalorate, come dimostrano le frequentissime interruzioni di erogazione d’acqua in interi quartieri. Ipotizzare, come stigmatizzato nell’articolo della Civetta di qualche giorno fa, che ci sia un disegno per moltiplicare le perdite idriche per farle pesare sul piano negoziale nei confronti dell’Ati e di Acea è pura fantasia, che non tiene conto del fatto che provocare un guasto per poi ripararlo comporta un notevole aggravio economico per l’attuale gestore. Mi permetto di dire per cognizione di causa che Siam si è sempre attenuta ai capitolati d’appalto predisposti dal sindaco Italia e dai suoi predecessori.
I responsabili dei disservizi, dei disagi arrecati ai cittadini vanno cercati nella politica, che da decenni va dicendo che la sostituzione della rete idrica è un’assoluta priorità, ma lo dice soltanto. Nessun sindaco dal secolo scorso ad oggi ha affrontato alla radice il problema. Tutti hanno giustificato l’inerzia con la mancanza di finanziamenti. Però nel 2023 i soldi sono arrivati con il Pnrr: trenta milioni di euro per realizzare un nuovo sistema idrico e fognario, per potenziare la depurazione e rendere potabile l’acqua. I trenta milioni sono andati in fumo perché per ottenerli il gestore unico del servizio idrico avrebbe dovuto presentare al ministero competente i relativi progetti. Ma i progetti non potevano essere presentati, ecco l’intoppo, perché nella provincia di Siracusa, per i soliti ritardi della politica, non erano state avviate le procedure per l’individuazione del gestore unico del servizio idrico integrato https://www.lacivettapress.it/2022/03/13/persi-30-mln-per-lammodernamento-della-rete-idrica-ma-non-si-tratta-di-una-fatalita/
Intervistato da Sky, il sindaco di Siracusa ebbe a dire: “È assurdo che per i rifiuti l’ambito territoriale sia comunale e quello idrico sia provinciale“. Insomma per lui è colpa della legge.

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