Arriverà presto in discussione in Consiglio Comunale la nuova proposta di delocalizzazione del Centro Comunale di Raccolta originariamente previsto prima in Via Mons. Gozzo e poi in via Mons. Lauricella senza che si siano mai conosciute le ‘reali’ motivazioni.
A darne notizia Michele Mangiafico. “La proposta iscritta al numero 28 del registro del Consiglio comunale in data 10/07/2025 ha per oggetto l’atto di indirizzo politico-amministrativo che il Sindaco chiede all’assemblea elettiva di approvare per la delocalizzazione del CCCR Gozzo/Lauricella nell’area extraurbana in Strada Carancino.
È una proposta che contiene alcuni messaggi politici importanti. In primo luogo conferma la bontà della battaglia civile e sociale dei comitati che hanno sempre detto che i CCR non vanno collocati sotto casa dei cittadini perché di fatto è proprio questa la motivazione che l’Amministrazione adotta in questa proposta unitamente alle ragioni di ordine pubblico frutto delle proteste della comunità della Pizzuta. In secondo luogo conferma che l’attuale Amministrazione comunale si muove volutamente su profili di violazione dello Statuto e dei principi generali della norma perché per essa i cittadini non hanno tutti pari dignità in quanto sul tema dei CCR affronta in modo diseguale vicende uguali, ignorando la perdurante protesta dei cittadini di via Rinaldi a Cassibile ed il loro acclarato stato di malessere. Omette infine, nella proposta, ogni forma di protesta e disagio, movimento popolare e contestazione che non siano quelle che hanno avuto luogo in via Lauricella e in via Gozzo.
Fatte queste premesse, le forze sane del Consiglio comunale sono invitate ad emendare questa proposta affinché l’atto di indirizzo prenda atto anche delle proteste e delle ragioni di ordine pubblico che riguardano Cassibile e chieda la delocalizzazione del CCR di via Rinaldi”.
Quindi, finalmente, gli uffici comunali hanno individuato l’area alternativa al CCR Gozzo/Lauricella: un lotto di terreno in contrada Carancino dove si trova uno dei depuratori di Belvedere ormai dismesso e un edificio di servizio che sembra ancora in buone condizioni.
L’area, ricca di vegetazione che si spera possa essere per quanto possibile rispettata, è di facile accessibilità, lontana dalle abitazioni e quindi idonea ad accogliere un CCR (lì il Comune, in passato, avrebbe pensato di realizzare quel canile municipale di cui nel tempo si è solo favoleggiato continuando invece a ‘investire’ su canili gestiti da associazioni private con costi stratosferici).
La dimostrazione, incontestabile, che le alternative sono sempre possibili se c’è la volontà politica, volontà che l’Amministrazione, per quanto pubblicamente se ne sa, ha manifestato soltanto per questo CCR per ragioni, non note, che non possono certo ricondursi unicamente alle ‘manifestazioni di protesta’ dei residenti, come di nuovo ribadito nella relazione dell’arch. Marcello Dimartino.
https://www.lacivettapress.it/2025/02/22/delocalizzare-i-ccr-manca-solo-la-volonta-politica/
Se così fosse, e non è, non sarebbe stato aperto il CCR di Cassibile, privo dei requisiti indispensabili e oggi causa dell’indiscutibile peggioramento della qualità di vita di chi abita in via Luciano Rinaldi e delle loro legittime inascoltate proteste, né si sarebbe dovuto attendere l’intervento, provvidenziale, della Soprintendenza di Siracusa per impedire la realizzazione del CCR di via don Luigi Sturzo contro cui il Comune aveva minacciato un ricorso che con ogni probabilità non sarebbe stato accolto (la successiva, saggia, marcia indietro ha evitato, almeno in questo caso, l’inutile spreco di pubbliche risorse). Di certo la manifestazione contro questo CCR è stata la più imponente e ha visto scendere in strada il popolo della Mazzarona e non solo: centinaia di persone, cittadini, consiglieri comunali di opposizione, esponenti di forze politiche. Eppure, senza il parere negativo della Soprintendenza, ora, su via don Luigi Sturzo, si replicherebbe l’inferno quotidiano di via Luciano Rinaldi.
Non era quindi vero, come sostenuto con insistenza dal dirigente di settore, che spostare il CCR avrebbe comportato “la perdita del finanziamento pubblico derivante dai fondi del Pnrr”. Non è vero che altro elemento ostativo alla delocalizzazione è un improponibile prolungamento dei tempi oltre la consegna dei lavori previsti ‘obbligatoriamente’ per la fine del 2026.
Per trasferire il CCR Gozzo/Lauricella tutto si è fatto riuscendo in un modo o nell’altro a rispettare “tempi, costi e obiettivi originari” così da ottenere il via libera del Ministero.
Eppure i costi sono lievitati: per quest’ultimo in contrada Carancino, rispetto ai preventivati 591.974 euro, viene prevista una somma aggiuntiva di 70mila euro “a carico del bilancio comunale per demolire i manufatti presenti e altri adeguamenti”.
Ma di costi in crescita si è parlato sin da subito per tutti i CCR.
A ottobre dell’altr’anno infatti si è ritenuto necessario accendere un mutuo di 423 mila euro “per evitare che l’iter si impantanasse”. Grazie a un emendamento del Movimento per l’Autonomia, il consiglio comunale (quindi già da allora informato sull’intero progetto da oltre 2,6 milioni di euro: tre nuovi centri comunali di raccolta e 9 isole ecologiche intelligenti, oltre ai lavori di ammodernamento del Ccr di Targia) “ha dato l’ok al passaggio che prevede che palazzo Vermexio si rivolga alla Cassa Depositi e Prestiti”.
Non un impegno a lungo termine – si diceva – ma “un escamotage per evitare che la mancanza di fondi immediatamente utilizzabili blocchi l’iter e lasci incompiute le strutture destinate al deposito dei rifiuti differenziati”. “Un’operazione tecnica”, quindi, una mera anticipazione di cassa. “Utilizzeremo i circa 400 mila euro del mutuo per completare i lavori ed avviare le strutture ma non appena arriveranno i finanziamenti del Pnrr estingueremo il debito” affermava l’allora assessore all’Igiene Urbana, Salvo Cavarra.
Una lettura che a noi però non torna dal momento che sin dal dicembre 2023, e poi ancora a gennaio e febbraio, alcune determine dirigenziali rispetto alle somme del Pnrr ne avevano già impegnate altre sul capitolo di bilancio denominato “Spese conferimento RSU in piattaforme per frazioni di raccolta differenziata”: 125.585 per don Sturzo, 98.625 per mons. Lauricella e altrettanti per la Pizzuta. In tutto 322.835 euro, quindi, per poi scoprire che l’imputazione a quel capitolo di spesa non era ‘corretta, in quanto la codifica attribuita a detto capitolo secondo il piano dei conti finanziario risulta non coerente con la natura economica della spesa cui si riferiscono gli impegni come sopra assunti”.
Da qui la delibera n. 163 del 09/10/2024 con cui il Consiglio comunale ha dovuto correre ai ripari istituendo un apposito capitolo di bilancio denominato “Quota a carico del Comune per realizzazione nuovi CCR (CCR Contrada Pizzuta – CCR angolo via Mons. Lauricella via G Brancato – CCR in via Don Luigi Sturzo)”: il mutuo di 423mila euro.
La denominazione è chiara: sono quote a carico del Comune, dunque aggiuntive rispetto al finanziamento del Pnrr, non a valere sul Pnrr, e per di più superiori ai 322.835 euro delle determine dette.
Insomma appare difficile districarsi tra queste cifre, capire alla fine quanto si spenderà per l’intera operazione e a quali fonti si sia attinto. Un rompicapo di cui (forse) i consiglieri comunali si occuperanno. Così come sarebbe interessante sapere che fine ha fatto il CCR di Traversa La Pizzuta e dove si pensa (se lo si pensa) di delocalizzare quello di via don Sturzo.
Come suggerisce Mangiafico, ci si aspetta dal Consiglio Comunale qualcosa in più della mera acritica approvazione della proposta del sindaco quando si troverà ad affrontare di nuovo l’argomento. Cassibile aspetta!

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