Se c’era ancora una mossa da fare per alienarsi definitivamente le simpatie di una buona parte della comunità cittadina, e dare ancora più forza, forse le ali, alle manifestazioni di protesta del 12 e 13 aprile, il sindaco Francesco Italia l’ha fatta. Va infatti sfrontatamente in questa direzione il precipitoso incarico a un legale di ricorrere al Tar contro il parere negativo della Soprintendenza sul Ccr in via don Luigi Sturzo. Una decisione che auspichiamo fondi su solide motivazioni giuridico-amministrative e non sulla mera volontà di vincere un paradossale braccio di ferro con i cittadini della Mazzarona, motivazioni che, eventualmente ci siano, dovrebbero essere rese pubbliche. Se così non sarà, non potrà che restare l’amara constatazione di un’amministrazione che opera con pesi e misure diversi a seconda dei casi.
Cosa avrebbe infatti di specifico il Ccr di via Gozzo/Lauricella per poter ‘meritare’ di essere l’unico da delocalizzare?
Insufficienti, e poco credibili, le motivazioni fin qui date – basate sulla destinazione dell’area di via monsignor Gozzo a una scuola – che prendono corpo nella comunicazione inviata dal dirigente dell’unità di progetto PNRR, arch. Marcello Dimartino, al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per la “modesta traslazione’ del ccr nel lotto di terreno attiguo di via Lauricella.
Secondo quanto si afferma in questa comunicazione ‘recuperata’ dal consigliere Damiano De Simone, nel 2015 il Comune aveva destinato il lotto di via Gozzo, la particella 1717 foglio 28, a una “scuola innovativa” (di infanzia primaria e secondaria di I e II grado) finanziata (inizialmente) dal Ministero della Pubblica Istruzione, di cui abbiamo alcune indicazioni progettuali del 2016.
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Ma già dai primi mesi del 22 aveva poi avviato la fase di definanziamento (sconosciuto il motivo) dando luogo, con una non meglio precisata nota del 14 giugno 2022, all’archiviazione dell’iniziativa. Il lotto quindi veniva destinato al ccr, candidatura presentata non il 16 marzo 2023 – come scrive il dirigente generando un bel po’ di confusione sulle date – bensì il 10 marzo 2022.
Ma, si legge nella comunicazione, “Successivamente l’ufficio preposto (immaginiamo sempre quello dell’Unità di progetto PNRR, ndr) è riuscito ad ottenere con nota dell’Istituto Nazionale contro gli Infortuni sul Lavoro del 5-7-22 – la scuola a questo punto risulterebbe finanziata dall’Inail sempre per un importo di 6 mln di euro – la revisione del provvedimento di esclusione dal programma di investimento. Pertanto, per i sopravvenuti suindicati motivi, risultando incompatibile l’originaria ubicazione del Ccr candidato, si chiede di poter effettuare una modesta traslazione di circa 70 mt del Ccr oggetto di candidatura in un lotto attiguo con la medesima destinazione urbanistica del lotto precedentemente individuato e con dimensione idonea (sic!)”.
Non sappiamo quando, e se, si sia fermata la procedura regolarmente aperta per “l’affidamento della progettazione dello studio di fattibilità, definitiva ed esecutiva dei lavori di costruzione della scuola innovativa” di cui si è continuato a parlare sui mass media con grandi aspettative. Ancora nel settembre 2023, in un’intervista a noi rilasciata, il sindaco Italia ha affermato che “Il progetto esecutivo è stato recentemente affidato ed i progettisti devono cominciare la progettazione”. Quindi teoricamente la scuola si dovrebbe fare ma affermare che i due lotti sono intercambiabili a noi sembra una forzatura sia per la viabilità (un problema comunque sollevato anche per la scuola) che per le differenti dimensioni: la particella 1717, quella destinata alla scuola e poi al Ccr, è di 12.800 mq e confina con un altro lotto comunale (part.1609) di circa 3.800 mq, invece quella di via Lauricella, alle spalle dell’Hotel Parco delle Fontane, è ben più piccola essendo solo di 2.400 mq. Quindi, sebbene il Ministero risponda positivamente alla “traslazione” data “la natura non sostanziale della modifica del progetto” (!), la particella 1717 avrebbe comunque consentito una migliore realizzazione del ccr, per esempio con una recinzione arborea più fitta.
Considerazioni che si sarebbero dovute fare nel corso della conferenza dei servizi del 20 agosto 2024 quando sarebbero stati esaminati anche “i diversi interessi pubblici sottesi alla realizzazione dell’intervento”. Peccato che tra questi non siano contemplati gli ‘interessi’ dei residenti, circostanza che avrebbe evitato il ripensamento successivo (forse!) a seguito delle proteste dei cittadini, identiche a quelli di Cassibile che invece restano inascoltati. A meno che, come qualche malpensante suggerisce, la risposta alla disparità di trattamento dei residenti non sia proprio nell’elenco dei nomi dei citofoni dei condomini ‘attigui’.

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