FONDAZIONE INDA, UN CDA INADEGUATO

Avevo scritto nei giorni scorsi un corsivo nel quale riconoscevo al sindaco Italia  di essere sensibile ai temi della pace e dei migranti. Sulla pace, e forse non solo sulla pace, mi sono purtroppo sbagliato  a giudicare dal diniego della Fondazione Inda,  di cui Italia è presidente,  a consentire la lettura di un documento favorevole al riconoscimento ai popoli palestinesi e  israeliani del diritto ad avere ciascuno un proprio Stato.

“Due popoli, due Stati” è anche l’obiettivo dichiarato del Governo Meloni.  La motivazione del diniego è penosa e purtroppo conferma, come vado dicendo da anni, l’inadeguatezza culturale del Consiglio di Amministrazione dell’Inda, che è formato dalla dottoressa Marina Valensise (Consigliere delegato) dall’ex Sovrintendente ai Beni Culturali, Giuseppe Voza, dal professore di Storia dell’Arte, Michele Romano, dalla grecista Margherita Rubino e da Francesco Italia, sindaco di Siracusa.  A giudizio di questo fior fiore di “intellettuali”, la lettura del documento non poteva essere autorizzata perché non ritenuta compatibile con i compiti istituzionali della Fondazione Inda. Si resta senza parole di fronte a cotanta insensibilità e a questa  lontananza  dal sentimento di quanti restano inorriditi di fronte al massacro a Gaza di migliaia di bambini, donne e uomini. Ma quale cultura classica greca e latina possono degnamente rappresentare questi amministratori dell’Inda?  L’unica cosa dignitosa che possono fare è  di dimettersi in blocco,  chiedendo scusa per la loro inadeguatezza.

Da leggere

V edizione del Premio nazionale di poesia “Un mare di versi” – 2026

Si è conclusa con la cerimonia di premiazione la quinta edizione del concorso letterario nazionale …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti