Un murale che riproduce il seppellimento di Santa Lucia di Caravaggio? Tra riflessioni e perplessità

Forse, se fosse vivo oggi, dipingerebbe anche lui un murale per urlare il dolore di quel seppellimento, di quella morte, di quella miseria che al quadro sottende, la miseria dei fossori ma soprattutto quello della ragazza uccisa e seppellita di fretta, al buio.

I murali oggi servono a denunciare, a sottolineare, non a decorare. Atto di devozione? Certo, ricordo il prospetto della cattedrale di Bressanone in cui sono raffigurate scene del vangelo: quello è certamente un atto di devozione così come spesso, nelle case trentine la pittura esprimeva la devozione e la cultura artistica dell’abitante. Se non si arrivava all’opera scultorea la pittura era sufficiente. E lo è stato a Noto negli altari di Santa Chiara dove, al posto di drappi e tessuti, troppo costosi o perduti nel terremoto, si sostituì la pittura dei tessuti, il disegno delle mantovane e dei drappeggi.

Giusto per accennare al passato.

Oggi faccio il paragone con quello che vedo da casa mia a Palermo:

La depressione di Danisinni, da sempre periferia della città a 700 metri da Porta Nuova e da Palazzo reale. Un parroco coraggioso e l’impegno decennale di una collettività fatta dalla comunità e tanti volontari, lavora al recupero di uno dei posti più belli di Palermo. Una chiesa, una fattoria didattica, dopo quasi venti anni la riapertura dell’asilo infantile, un tendone da circo per spettacoli e didattica.

Questo è il contesto urbano

Due grandi murali: uno sul prospetto laterale di un palazzo, un ecce homo di Igor Scalisi;

Dice assai giustamente l’autore: “Molti bambini nei nostri quartieri non hanno servizi adeguati. Scuole, biblioteche, impianti sportivi e parchi. Intere generazioni vengono lasciate per strada. I bambini e soprattutto i più piccoli non sono mai stati una priorità in questa città. Sono spesso vittime di un’inesorabile ingiustizia sociale ed educativa. – Le loro parole (e mi rivolgo ai responsabili) sono vuote, non hanno peso perché rimangono solo parole. Le loro azioni sono inutili come le peggiori promesse elettorali. Il mio piccolo ‘re’ ha i piedi legati perché questa città non lo prenderà per mano per accompagnarlo nel futuro“.

L’altro, un racconto lungo una scala che congiunge la depressione alla via dei Cipressi. Blu, i pavoni, un volto di Cristo.

Danisinni, si dice, è ricca di storia antica. La leggenda narra che l’emiro arabo Abu Sa’id, che governò Palermo nel 916, fece costruire il suo palazzo sulla sorgente del fiume Papireto, che chiamò così in onore della figlia, la principessa Aynsyndi. Si dice che il suo tesoro sia ancora nascosto qui, senza essere scoperto.

Tuttavia, la storia di Danisinni non è solo una leggenda, ma anche una storia di abbandono ed esclusione. Ma Danisinni è anche un luogo di cambiamento e di progresso.

Qui, il famoso “Gandhi di Sicilia”, Danilo Dolci, sociologo, poeta, educatore e attivista contro la violenza, ha digiunato per lottare per i diritti degli emarginati e denunciare l’estrema povertà della regione.

Ma quello che voglio dire è che i murales nascono da una partecipazione, da un progetto di recupero sociale prima di tutto.

Il dubbio sul seppellimento è che si tratti di uno scoop destinato ad attirare attenzione, e infatti ce ne occupiamo, mentre anche la Borgata sta subendo il processo di trasformazione che ha fatto di Ortigia un mostro tentacolare destinato solo ai turisti.

Sarà certamente assai bello, ma perché proprio lì, accanto all’originale, collocato nel luogo voluto al momento della realizzazione, quasi nascosto ma oggetto di grande devozione: l’interpretazione coraggiosa di un fatto di fede, un racconto nel presente di Caravaggio, glorificato dall’essere la memoria di un sacrificio avvenuto lì e in un luogo attorno a cui si costruì la basilica,  attorno a quella suggestiva colonna del martirio, con la luce che entra di sbieco e illumina il quadro posto in alto. Perché un’altra copia, dopo le tante disperse per il mondo, perché la necessità di reiterarne l’immagine, stravolgendola a dimensioni che ci richiamano tanto le mostre su Van Gogh in cui il particolare, la pennellata diventa la spettacolare illustrazione del quadro originale.

https://www.lacivettapress.it/2024/09/18/il-murale-caravaggesco-a-piazza-santa-lucia-in-attesa-del-parere-della-soprintendenza-non-interpellata/

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