Convegno Cgil sull’autonomia differenziata: la possibile costituzione di un fronte di nuovi partigiani?

Nel convegno organizzato dalla Cgil lunedì 4 sull’autonomia differenziata i numerosi relatori intervenuti hanno introdotto ampi e variegati argomenti tutti interessanti e tali da far sentire in sala l’enorme sopraffazione che si vuole calare sul meridione.

È stato giustamente detto che stranamente queste dirompenti decisioni legislative che toccano la costituzione – oggi con questa legge sull’autonomia differenziata e domani su quella ancora più incisiva del premierato – sono portate avanti con pochi ostacoli da un governo formato da nani politici senza alcun senso dello Stato, ma che osservano soltanto il loro personalissimo interesse, come ha affermato il sindaco di Carlentini. Difatti, è stata precisa l’affermazione del segretario provinciale della Cgil Roberto Alosi che ha denunciato la visione dei leghisti al potere: “Noi del sud siamo considerati rifiuti, spazzatura differenziata, realtà da scartare e mettere in contenitori separati”.

Ma se vogliamo cogliere l’estrema sintesi dell’incontro possiamo asserire che esso è proseguito su un tema monocorde nella spiegazione, fra articoli, commi e leggi, delle varie conseguenze. Però alcune cose nuove si possono certamente evidenziare:

  1. c’è stato il marcato pronunciarsi della Chiesa, nello specifico delle circoscrizioni vescovili di Siracusa e Noto che, denunciando l’enorme disagio e difficoltà che comporterebbe il disegno di legge, hanno dichiarato la loro concreta adesione (conosciamo la potenza sociale sul territorio che tale organizzazione può mettere in campo);
  2. l’intervento conclusivo e dirompente della componente della segreteria Cgil regionale Angela Biondi che ha accusato la politica d’opposizione di una sostanziale inerzia e di non riuscire più a manifestare e raccogliere in grandi adunate giovani, lavoratori, pensionati, cittadini.

“Dove eravate a marzo dell’anno scorso quando il presidente della Regione per interposta persona ha dato il consenso a questa legge”? ha dichiarato la segretaria; e ancora: “Anche se siete minoranza non mi pare d’aver visto un parlamento regionale messo sottosopra. Io mi sarei incatenata ai banchi o forse mi sarei anche dimessa, ma qualcosa di clamoroso l’avrei fatto”.

La sua conclusione è stata volutamente incisiva: “Allora diventiamo dei nuovi partigiani perché viviamo in un momento in cui è difficile anche protestare, si pensi ai giovani di Pisa. La Cgil ha saputo portare in piazza l’anno scorso in Sicilia fra Caltanissetta e Siracusa migliaia di persone e a Roma 500.000. È questo il fare! Parlare con la gente, far capire l’importanza del momento che è di sopravvivenza nostra, non delle nuove generazioni che appena possono vanno via. Inoltre, chiedere una presa di posizione ufficiale agli amministratori e politici locali da che parte stanno. Infine, riuscire a portare in piazza ancora più giovani e cittadini, perché in questo Paese si deve ricominciare a pensare d’essere partigiani, convincendo chi si è arreso e non va più a votare”.

Giunti a ciò crediamo che l’incontro potrebbe essere un punto di partenza per un’intesa tra partiti d’opposizione (presenti solo il Pd e 5S), associazioni, sindacato, istituzione religiose nel promuovere iniziative comuni contro questa e altre scellerate azioni governative. Le stesse forze potrebbero giungere, come già deciso dalla Cgil nazionale, ad un referendum abrogativo verso tale provvedimento leghista. Ciò potrebbe essere l’inizio di un riscatto sociopolitico generale non solo meridionale, ma nazionale. Si potrebbe avere il fiorire di una nuova stagione dalle prospettive ancora non immaginabili anche per la città di Siracusa in una possibile rottura di schemi politici consolidati.

Seguono gli articoli pubblicati sulla questione sempre più difficile che va avanti

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