Chiude a fine mese la mostra dedicata a Medea. Molte domande non hanno avuto risposte

Per il prossimo martedì 24 assessori e consiglieri sono stati invitati dal sindaco a una visita guidata dal prof. Demetrio Paparoni alla Mostra internazionale di arte contemporanea Medea per ‘valutare l’importanza dell’evento artistico, inaugurato nel mese di maggio e giunto alla sua conclusione dopo essere stato visitato e apprezzato da migliaia di cittadini e di viaggiatori” e ricevere quindi in dono ‘il prestigioso catalogo’ della Mostra.

L’esposizione delle opere ispirate al tragico mito, realizzate da 17 artisti contemporanei provenienti da diverse nazioni, è stata sicuramente un successo del suo curatore Paparoni e una pregevole iniziativa dell’Amministrazione che ne ha sostenuto interamente le spese mettendo a disposizione il sito – non rientra infatti tra i costi del progetto il canone di concessione dell’Antico Mercato, per 6 mesi pari a 6.450 euro – e lasciando gratuito l’ingresso.

Come doveroso, almeno secondo la nostra opinione, andrebbe ora presentato un resoconto oggettivo del successo ottenuto ma, per quello che ci risulta, nessun registro presenze era stato purtroppo previsto, un errore che ci si augura non si ripeta per eventuali ulteriori analoghi eventi.

Una richiesta che potrebbe essere fatta propria dai consiglieri comunali insieme a quel chiarimento che da tempo chiediamo relativo alle modalità con cui sarebbe stata affidata la gestione del punto ristoro presente nell’Antico Mercato, una questione di non poco conto non solo per i possibili mancati introiti nelle casse comunali (quindi un danno per tutti i cittadini) ma anche per l’eventuale alterazione delle regole del mercato della ristorazione, in questo caso, con un vantaggio non lecito per una società e l’esclusione di altre che avrebbero potuto concorrere.

I fatti sono noti. Ne ripercorriamo l’iter e riproponiamo in calce all’articolo i link di alcuni nostri interventi

Tutto ha inizio con la determina dirigenziale numero 637 del 21 febbraio 2023 con l’invito (si tratta in realtà di un affidamento diretto) a due società vicine, Aditus e Civita, a presentare un’offerta per organizzare e allestire la Mostra presso l’Antico Mercato. Si aggiudica la gara di 109 mila euro Aditus (la sola a presentarsi) con un ribasso del 2%, quindi per un importo di 106.820 euro (iva esclusa).

L’offerta del Comune di 109 mila euro comprende 12 voci: trasporti 10.500, assicurazione 1.500, allestimenti e telai 9.500,00, catalogo 15.000,00, stampa banner e depliant 5.000, ufficio stampa 7.000, promozione evento in Italia 9.000, buffet inaugurazione 3.000, Salani (artista) 11.500, Fermariello (artista) 2.000, ospitalità artisti 5.000, curatore mostra 30.000.

Ma la particolarità è che, come notavamo nel nostro articolo del luglio scorso e poi in uno successivo di Salvo Baio, sebbene nella determina si stimino gli utili di gestione derivanti “dalle eventuali attività relative al servizio al Punto Ristoro e Bookshop per mesi 6 (sei) da Maggio 2023 – ottobre 2023 per un importo stimato di € 28.000”, il punto ristoro non viene incluso nell’offerta che sarebbe salita a 137mila euro. Eppure da subito la Momento, costola di Aditus, inizia a gestire tale attività di ristorazione – che avrebbe dovuto essere strettamente connessa, ‘a servizio’, della Mostra, della sua accogliente fruibilità – anche in orari non sempre coincidenti con quelli di apertura della mostra e nonostante non sia nemmeno citata nella determina n.637 né, per quanto almeno ci risulta, abbia mai ottenuto un atto concessorio relativo ai locali dove svolgere detta attività.

Solo per l’evento Top Luxury di Fendi, che sospende la mostra appena inaugurata (il 5 maggio) per 7 giorni (dal 7 al 13), una un po’ tardiva determina dirigenziale (la n.1961 dell’8-5-2023) chiede alla Momento per l’Antico Mercato la corresponsione del canone di 1.380 euro complessivi, quindi intero sebbene sia prevista ovviamente l’interdizione del salone occupato dall’esposizione delle opere.

Ma anche in questo caso non si è potuto fare a meno di notare la stranezza di passaggi ‘diretti’ in cui l’Amministrazione sembra aver avuto solo il ruolo di inerme esecutore di decisioni prese da altri. Infatti, con mail del 21 febbraio l’Event Manager Europe della Fendi Europe & Middle East comunica al Comune di aver incaricato Aditus di gestire logisticamente l’evento programmato e che per Aditus tale organizzazione sarebbe stata curata dalla Momento. Pertanto la Momento chiede la concessione dell’Antico Mercato e il Comune, de plano, concede.

 

Non sappiamo quindi sulla scorta di quale concessione/appalto la Moment for art sin dal 5 maggio senza soluzione di continuità abbia gestito il punto ristoro dell’Antico Mercato e organizzato incontri musicali almeno fino alla determina n. 3518 del 20 luglio scorso quando finalmente, su richiesta della Momento del 3 luglio, vengono concessi alla società “il cortile e il porticato dell’Antico Mercato di via Trento per la realizzazione di n. 30 eventi (3 settimanali), come da programma, sino al 31 ottobre 2023”, eventi non ben determinati e con una richiesta di esborso per un canone concessorio intero che non tiene conto del fatto che gli spazi concessi sono solo cortile e porticato (e i locali del bar?) pari a 12.600 euro e che per noi non è comunque corretto, come abbiamo spiegato sempre a luglio.

Ma c’è altro.

C’è una novità che accresce i dubbi sul modo con cui il Comune ha gestito le concessioni dell’Antico mercato e in particolare la gestione del punto ristoro – specifica Salvo Baio -.  La società Momento srl a fine aprile avrebbe presentato all’apposito ufficio comunale (SUAP) la segnalazione certificata di attività amministrativa (SCIA) per la somministrazione di alimenti e bevande fino al 31 ottobre, benché non avesse in concessione, a quella data, alcun locale all’interno dell’Antico Mercato, come abbiamo visto. Tra le voci relative alla gara – e a prescindere dal giudizio che ciascuno può dare sull’ammontare di tali singole voci – la gestione del punto ristoro infatti non solo è esplicitamente prevista alla voce n.13 del quadro economico, ma è anche quantificata in 28 mila euro. Tuttavia, per ragioni sconosciute, è l’unica voce che non viene inclusa nella richiesta di offerta del Comune. Perché? Due mesi dopo però, per le informazioni che ne ho, la società Momento inoltra la SCIA per il punto ristoro, che – ripetiamo – non poteva legittimamente gestire senza uno specifico atto di concessione onerosa di appositi spazi.

Allora, se esistono altri atti amministrativi che possono eliminare i dubbi, è opportuno che il Comune e/o la stessa società Momento li rendano pubblici. Il loro silenzio potrebbe alimentare il sospetto di un intreccio di situazioni e di determine finalizzate a far sì che il punto ristoro, che secondo la previsione iniziale contenuta in un atto del Comune comportava un onere per la società concessionaria di 28 mila euro per sei mesi, alla fine della giostra venga gestito a costo zero e senza uno specifico atto concessorio”.

https://www.lacivettapress.it/2023/07/31/il-guazzabuglio-delle-concessioni-allantico-mercato-di-ortigia/

https://www.lacivettapress.it/2023/08/03/le-concessioni-dell-antico-mercato-ad-aditus-e-momento-una-due-e-tre/

https://www.lacivettapress.it/2023/09/07/tutti-i-dubbi-sulla-concessione-dellapertura-del-punto-ristoro-allantico-mercato/

 

 

 

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