Con alcuni articoli a luglio abbiamo posto l’attenzione sulla concessione data dal Comune alla società Aditus per l’allestimento della mostra su Medea presso l’Antico Mercato, in particolare per quanto ha riguardato l’apertura del punto ristoro.
Rispetto alle perplessità da noi espresse nessuna delucidazione è giunta dall’Amministrazione, forse proprio per l’imbarazzo di non sapere come chiarire le procedure amministrative seguite, e c’è l’auspicio che il ritorno dei consiglieri comunali, alcuni già molto attivi nel presentare interrogazioni su problematiche di grande interesse per la cittadinanza, possa servire a far luce su quei fatti se qualcuno se ne vorrà far carico.
Ma se l’Amministrazione ha fatto orecchie da mercante, a condividere i nostri dubbi e ad appassionarsi al busillis c’è stato invece il già dirigente del PD – “ormai solo un tesserato” – Salvo Baio, oggi portatore di qualche novità. Lo abbiamo intervistato.
Un argomento spinoso questo del punto ristoro all’Antico Mercato. Si è fatto una qualche idea di come possano essere andate le cose?
Sì, forse. Sono tornato ad occuparmi della prima delle tre concessioni dell’Antico Mercato date dal Comune alla società Aditus e alla società Momento (entrambe con sede a Torino, via Caboto, 35) perché si è fatta strada in me la netta sensazione che l’apertura del punto ristoro possa essere addirittura priva di apposito atto concessorio.
In effetti, dalla determina relativa emergevano alcune incongruenze. Ce lo chiarisce?
La mia sensazione deriva anzitutto dall’attenta lettura proprio della determina dirigenziale numero 637 del 21 febbraio 2023, la prima, con la quale gli uffici dell’assessorato Cultura e Turismo di Palazzo Vermexio invitano Aditus e Civita a presentare offerta per l’affidamento del servizio di organizzazione e allestimento presso l’Antico Mercato del progetto espositivo di Demetrio Paparoni dedicato a Medea. Il valore stimato dell’offerta è di 109 mila euro. Perviene in sostanza solo l’offerta di Aditus srl che si aggiudica la concessione per un importo di 106.820,00 euro (con ribasso del 2 per cento) più iva. Ma la concessione, carta canta, non comprende la gestione del punto ristoro e dunque l’indicazione nel contesto della determina dell’importo di 28 mila euro alla voce “utili di gestione” è assolutamente priva di valore giuridico e amministrativo.
Avendo avuto ruoli apicali nella Pubblica amministrazione, immagino che la sua valutazione sia ben supportata. Perché lo pensa?
Voglio essere il più chiaro possibile su questo punto: a mio parere, la concessione che il Comune dà ad Aditus non si estende al punto ristoro, che resta fuori sia dalla richiesta di offerta del Comune, che è quella che conta, che dalla stessa offerta fatta da Aditus. Non ci piove.
A questo punto però è inevitabile chiedersi sulla base di quale atto amministrativo è stato aperto il punto ristoro. Lei che dice?
Ragioniamo per ipotesi. Per la gestione di un punto ristoro ci vogliono apposite autorizzazioni, credo anche da parte di uffici comunali, dell’Asp, dei Vigili del fuoco e forse altro ancora. Salvo che io non mi sbagli e, ripeto, in via del tutto ipotetica, potremmo trovarci di fronte a una situazione surreale, con un punto ristoro che presumibilmente ha le carte in regola per la gestione dell’attività, tranne una: la concessione, che è la carta regina. L’ attendibilità di questa ipotesi naturalmente va verificata, semmai da qualche consigliere comunale, a meno che il Comune, per un principio di trasparenza, non fornisca da subito i necessari, doverosi, chiarimenti.
Quali potrebbero essere le conseguenze se dalla verifica degli atti dovesse risultare l’inesistenza della concessione del punto ristoro?
Le conseguenze, sempre in via ipotetica, potrebbero essere molto serie sul piano amministrativo. Ma in situazioni delicate come questa prima di bagnarsi è meglio aspettare che piova. Quello che posso dire con certezza è che nella determina del febbraio scorso (quella che affida ad Aditus il servizio di organizzazione e allestimento della mostra su Medea) la concessione del punto ristoro non c’è, benché, se ricordo bene, il punto ristoro subito dopo sia stato aperto, forse con un atto concessorio successivo di cui però non ho conoscenza.
Per completezza dell’informazione riportiamo il link con la risposta della società Aditus al nostro primo articolo del 7 luglio
https://www.lacivettapress.it/2023/07/07/beni-culturali-servizi-aggiuntivi-al-pubblico-ennesima-proroga-della-regione-ad-aditus-ma-si-tratta-di-eventi-culturali-o-di-food-experience/

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