IL GUAZZABUGLIO DELLE CONCESSIONI ALL’ANTICO MERCATO DI ORTIGIA

Non c’è niente da fare. La gestione dell’Antico Mercato e in parallelo i rapporti dell’Amministrazione Comunale con la società ADITUS e la sua costola MOMENTO (ambedue sul palcoscenico cittadino da quando Aditus, in Associazione Temporanea di Imprese, si è aggiudicata la gestione dei servizi al pubblico nel Parco Archeologico di Siracusa, dal lontano 2016 fino al 2024 prossimo, di proroga in proroga – https://www.lacivettapress.it/2023/07/07/beni-culturali-servizi-aggiuntivi-al-pubblico-ennesima-proroga-della-regione-ad-aditus-ma-si-tratta-di-eventi-culturali-o-di-food-experience/non finiscono mai di stupire.

Come descritto più ampiamente nell’articolo su ricordato, Aditus, aggiudicandosi l’allestimento della mostra dedicata a Medea fino al 31 ottobre prossimo, ha ottenuto di fatto anche la concessione della struttura dell’Antico Mercato (dove tale mostra si svolge). In realtà il canone di concessione del sito (che avrebbe dovuto essere di 6.450 euro: 1200 di base più 30 euro al giorno di durata dell’evento come previsto dalla delibera di Giunta Comunale n.55 dell’aprile 2019 che ha fissato le nuove tariffe per i siti comunali atti “a fini culturali e sociali”), nella determina dirigenziale di affidamento del servizio (la n.637 del 21-2-2023) non rientra tra i costi del progetto (non era dovuto?), non se ne fa cenno, come d’altra parte non si fa cenno al ruolo della Società Momento, per lo più dedita all’organizzazione di eventi musicali/enogastronomici.

La Momento appare invece nell’altra successiva determina. Infatti la mostra, appena inaugurata (il 5 maggio), veniva sospesa il 7 maggio per 7 giorni, dal 7 al 13, per consentire lo svolgersi dell’evento Top Luxury di Fendi affidato dalla casa di moda ad Aditus e da quest’ultima – non sappiamo con quali modalità – proprio alla Momento. Un’interruzione che fece scalpore e sollevò critiche perché ‘imprevedibile’, ma solo per i più, non certo per il Comune già da febbraio informato dalla stessa Fendi dell’iniziativa. Comunque in quest’occasione, per la concessione del sito, con determina dirigenziale n.1961 dell’8-5-2023, veniva chiesta alla Momento la corresponsione dell’intero canone per un totale di 1.380 euro, seppure fosse (ovviamente) interdetto l’uso del salone espositivo. Certo, se le due società fossero realmente l’una estranea all’altra, l’accordo sulla struttura condivisa sarebbe stato probabilmente difficile se non impossibile, ma non così per le due società con stretti legami ‘parentali’.

La Momento ha quindi fino ad oggi gestito senza soluzione di continuità il ‘punto ristoro’ nell’Antico Mercato. Esiste forse un’ulteriore determina dirigenziale? Perché, in caso contrario, non comprendiamo come sia stata consentita l’attività di ristorazione. Nella determina di febbraio infatti la voce “utili dalle eventuali attività relative al servizio al Punto Ristoro e Bookshop per mesi 6 (sei) da Maggio 2023 – ottobre 2023 per un importo stimato di € 28.000” non viene inclusa nell’appalto che riguarda esclusivamente l’allestimento e l’organizzazione della mostra “per un importo complessivo stimato di € 109.000,00 oltre IVA di legge” aggiudicato ad Aditus per 106.820 euro ‘grazie’ al ribasso del 2% sull’imponibile offerto dalla Società.

Se il servizio era ritenuto, giustamente, indispensabile per i visitatori della mostra, perché non è stato incluso nell’appalto? Domande alle quali l’Amministrazione è tenuta a rispondere, così come dovrebbe chiarire come opera sulla piattaforma Mepa, il portale acquisti della Pubblica Amministrazione.

Sulla base di quale concessione/appalto la Moment for art sin da maggio, in orari non coincidenti con quelli della mostra – come abbiamo già rilevato nell’articolo del 7 luglio scorso –, ha organizzato i tanti incontri musicali ben documentati sulla pagina Facebook dell’Antico Mercato?

     

Sembrerebbe che soltanto il 20 luglio scorso l’Amministrazione si sia resa conto dell’assenza di un ineludibile atto amministrativo. Nella determina n. 3518 del 20 luglio scorso infatti – “su richiesta della Momento” pervenuta il 3 luglio (!), vengono concessi alla società “il cortile e il porticato dell’Antico Mercato di via Trento per la realizzazione di n. 30 eventi (3 settimanali), come da programma, sino al 31 ottobre 2023”. Fino a chiusura di mostra quindi, una data conosciuta da tempo, sicuramente già dalla determina di febbraio, ma che, chissà perché, nella cronaca di questi giorni viene ‘proposta’ ai lettori come un’assoluta novità dovuta al successo della mostra, al grandissimo interesse suscitato!

Non sappiamo i 30 eventi di quale tenore siano perché alla determina non è accluso “il programma”, né sappiamo se essi rispondano “alle finalità sociali e culturali” che giustificano l’uso concesso ai privati del Patrimonio dell’Ente (delibera n. 55 del 23-4-2019). La valutazione sulla “validità dell’iniziativa” è demandata al Servizio Beni Culturali che, a nostro avviso, dovrebbe rendere pubbliche le proprie determinazioni trattandosi di concessione di un bene che appartiene ai cittadini.

Ma c’è ancora un altro rilievo che attiene alla determina del 20 luglio. A noi non tornano i conti.

Fermo restando che il canone concessorio indicato è sempre lo stesso – il canone intero e ‘integro’ sebbene gli spazi vengano ‘rigidamente’ determinati e… ridotti: solo il cortile e il porticato! –, il Comune ha formalizzato una richiesta di 12.600 euro complessivi (con una per altro simbolica cauzione di 250 euro!).

Bene. Nella tabella di calcolo viene riportato prima il costo di ogni singolo evento “della durata di 3 giorni”: 1.200 + 60 = 1260, e poi la somma complessiva che la Momento dovrà versare nelle casse comunali pari a 12.600 euro (ripartita in 5 rate, ciascuna da 2.520 euro: a luglio, agosto, settembre una, ad ottobre due!).

Una moltiplicazione per 10 quindi. Perchè 10 se gli eventi sono 30? E quanto dura ogni singolo evento? Tre eventi a settimana ciascuno di tre giorni richiederebbero una novimana e dall’ultima settimana di luglio al 31 ottobre, se fossero eventi di un solo giorno, sarebbero semmai 39 non 30.

E se dividiamo, così, tanto per provare, i 12.600 richiesti alla Momento per 30 eventi? Il canone concessorio medio ad evento sarebbe pari a 420 euro.

E se invece, per stare alla determina, moltiplichiamo il costo base di 1.260 euro per 30? Arriveremmo a 37.800 euro.

Forse allora l’errore non è aritmetico ma si tratta di un errore ‘espositivo’. In attesa dei dovuti chiarimenti, proponiamo la rettifica del refuso. Gli eventi sono dieci e non trenta e ciascuno di tre giorni. Non sono tre eventi a settimana ma su per giù uno ogni dieci giorni. Escludiamo invece con certezza che nel computo possano rientrare quelli ante determina.

Mannaggia alla matematica … e/o all’italiano!

 

 

 

 

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