Presidenza dell’Autorità del Sistema Portuale della Sicilia Orientale: tutte chiacchiere e distintivo!

Dopo una serie di “sceneggiate” messe in campo dai difensori delle “esigenze del territorio”, pare che il Ministro abbia deciso la nomina del Presidente dell’Autorità del Sistema Portuale della Sicilia Orientale mettendo fine all’inutile quanto indecente messe di comunicati stampa e dichiarazioni strumentali.

Infatti, ripercorrendo rapidamente la vicenda, da quanto dichiarato pubblicamente emerge una serie di giravolte e di prese di posizione tanto virulente quanto inconsistenti, fatte di parole vuote e di frasi di circostanza che, ormai, possono irretire solo le persone distratte e immemori del nostro passato e presente.

Qualche giorno fa, quando è sembrato che il Ministro non volesse perdere più tempo dietro ai giochini dei vari soggetti che, forti di un distintivo indicante il ruolo, vero o presunto, posseduto nella “querelle”, sono intervenuti, quasi tutti (con documenti sottoscritti e inviati alla stampa) si sono dichiarati soddisfatti, o quasi, della scelta effettuata: Il designato era siciliano e aveva competenze dimostrate sul campo, sembrava rispondere ai criteri indicati dai “difensori delle esigenze del territorio” e quindi ai desiderata manifestati più volte; poi, di fronte alla reazione stizzita di un deputato che, evidentemente, pensava di poter piazzare qualcuno di sua fiducia, il gruppone si è sfaldato: prima un sindaco, poi un rappresentante di una associazione portuale hanno riproposto, senza vergogna, il riepilogo delle puntate precedenti evidenziando la natura dei loro dinieghi. Prima il niet all’ing. Chiovelli, esperto ministeriale e competente nel settore, perché non siciliano, poi il niet a Montalto perché, nonostante siciliano (della Sicilia occidentale), aveva il difetto di essere di provenienza militare, ora sotto attacco il processo che ha seguito l’ipotesi di nomina (perfettamente legittimo) ma che manifesta il difetto di essere stato deciso ascoltando le più volte richiamate, ma non evidenziate, “esigenze del Territorio”. Motivazione che, formalmente dignitosa, allo stato dei fatti è diventata ridicola e pretestuosa.

Se qualcuno si prendesse la briga di pubblicare, in sequenza, le varie dichiarazioni dei diversi attori nelle fasi che hanno caratterizzato questa pantomima consentirebbe di rendere del tutto evidente la modestia del personale politico che si è prestato all’opera. Parole vuote, strumentalmente esibite, sostenute dal ruolo politico e associativo rappresentato (appunto tutte chiacchiere e distintivo) che nascondevano esclusivamente la volontà di ottenere un nome “amico” a tutela di determinati obiettivi; poi si è visto che chi è amico per uno non lo è per l’altro e, quindi, un gioco al massacro di nomi e persone fino a tornare al via come nel gioca dell’oca. I riferimenti allo sviluppo del porto erano solamente una coperta, fin troppo trasparente, che nascondeva questi obiettivi, come se la storia che ha segnato le vicende delle governance del nostro porto nel tempo fosse a tutti sconosciuta. In questo teatrino il vero rischio è di perdere appuntamenti ed opportunità. Decida il Ministro, senza ascoltare nessuno dei protagonisti di questa messa in scena e si vada avanti con decisione, nel solco di quanto già fatto. Il Sindaco di Augusta, a cui tocca l’onere e l’onore di designare il rappresentante della città nel Comitato di gestione faccia uno sforzo individuando, tra i nostri concittadini, persone estranee agli interessi in gioco, indicando una personalità che possa, questa sì, rappresentare le esigenze del territorio. Le nostre esigenze sono di sviluppo e di compatibilità nel contesto nazionale. Il nostro porto è uno strumento e un tassello all’interno di una politica nazionale che, finalmente, grazie alla riforma Delrio, sia funzionale alle esigenze di uno sviluppo organico della politica dei trasporti, oltre i ridicoli campanilismi, in cui ciascuno è chiamato a svolgere un ruolo senza visione anacronistiche e paesane. Augusta ha tra i suoi figli ben due ammiragli di verificate qualità che hanno svolto ruoli fondamentali nella gestione del porto all’interno di una brillante carriera nel corpo delle capitanerie di porto. Certo queste figure sono poco inclini a declinare le “esigenze del territorio” in un ottica clientelare e paesana e, forse, questo le rende inidonee ad essere designate. Dimostri il nostro sindaco uno scatto di dignità svincolandosi dalle miserie degli interessi da quattro soldi rappresentati da chi, quotidianamente, gli tira la giacchetta per avere un posto al sole e garantisca, finalmente, una svolta vera nelle scelte dell’amministrazione civica. Si potrebbe continuare a segnalare incongruenze e piccole  aspirazioni ma non serve, perché è cosa nota a chi segue le vicende di cui ci occupiamo, quindi restiamo in attesa delle scelte ministeriali confidando che in questa fase politica, in cui la politica ha fatto un passo indietro, si possa ottenere una figura professionalmente valida, inserita nel sistema ministeriale dove serve interlocuzione utile e finiamola con questa pantomima che, ormai, ha stancato tutti.

 

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