Riqualificare le aree urbane abbandonate o intervenire sul degrado cittadino non è quello forse a cui mira qualunque amministrazione? E non è quello che chiedono da sempre i cittadini? E a volte più che i soldi e gli investimenti servono coraggio e tenacia come quelli dimostrati da padre Rosario Lo Bello e i giovani di Connessioni Studenti, di ispirazione cristiana che si incontrano per fare volontariato e confrontarsi sui grandi temi sociali e politici. La tenacia dimostrata ha consentito la riapertura dell’ex convento dei Carmelitani, struttura di proprietà della regione in ormai totale stato di abbandono e prossima alla vendita. La struttura, sotto la supervisione della Soprintendenza, è stata concessa in comodato d’uso per 50 anni all’Associazione Resa-Libera; è oggi fruibile grazie al lavoro manuale degli stessi ragazzi che hanno ripulito l’area trasformandola da discarica a luogo di incontro. Sì perché l’ex convento diverrà un centro di incontro, di collaborazione, di scambio sociale culturale e crescita per l’intera cittadinanza. Un contenitore culturale aperto alla città. “Quali sono i nostri obiettivi? – spiega Lucia Corso, docente e protagonista attiva – Ebbene puntiamo a renderlo luogo di sviluppo umano integrale, di lotta alla dispersione scolastica e giovanile attraverso un raccordo con le scuole. Siracusa infatti è al primo posto nella statistica della dispersione scolastica siciliana nella scuola secondaria di primo grado e primaria ed è al terzo posto nella secondaria di secondo grado. Dispersione scolastica vuol dire possibile devianza dei comportamenti sociali di questi ragazzi, ricerca di guadagni attraverso scorciatoie illegali, disagio giovanile. Riteniamo necessario progettare e realizzare adeguate attività di orientamento e di consolidamento delle scelte, personalizzare gli interventi educativi, porre le basi per realizzare un più equilibrato rapporto tra scuola, formazione e lavoro. Il nostro obiettivo punta inoltre allo sviluppo umano integrale curando le relazioni con la famiglia, tra famiglia e ragazzi, attivando spazi di comunicazione tra pari, di relazioni positive con la comunità. Far diventare questo il luogo in cui le diversità di vedute, di pensiero, di vita e di appartenenza sociale siano viste e vissute come opportunità di arricchimento sia della singola persona sia della comunità intera formando così coscienze consapevoli dell’importanza del proprio ruolo nella vita della città”. Positivi e stimolanti gli interventi tra i quali il Nunzio Apostolico e l’arcivescovo di Siracusa, che hanno sottolineato come il progetto dei siracusani per i siracusani possa consentire una crescita sociale e culturale per l’intera città; dell’ex soprintendente di Siracusa Aprile (che ha accennato ad un futuro finanziamento regionale per la manutenzione dell’edificio), delle forze dell’ordine, dell’architetto Alberti e di padre Lo Bello, il cui compito primario rimane quello di augere, far crescere la comunità partendo dai giovani affinché questa divenga protagonista attiva della città e delle scelte culturali e sociali.
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