EX IDROSCALO DI VIA ELORINA: LE PROPOSTE DEL COMITATO E IL SILENZIO DELLE FORZE POLITICHE

Progetto Spero e riqualificazione dell’area dell’aeronautica incompatibili?

 

Proviamo ad immaginare che cosa potrebbe significare, per la città, “smilitarizzare” l’area Aeronautica militare di via Elorina: un’area di 4 ettari di incantevole collocazione urbana, estetica e paesaggistica, straordinario “water front” della città ricca di diversi edifici molti dei quali non utilizzati e altri potenziali “sedi” di uffici comunali oggi posti in edifici privati (con grave esborso di denaro pubblico); snodo decisivo per una mobilità urbana – basti immaginare l’abbattimento del muro che recinge l’area militare – consentendo una viabilità più sicura ed ampia in via Elorina. Quale destino è possibile configurare per questa suggestiva area?

Area verde, passeggiata a mare, centro culturale polifunzionale per ospitare concerti, mostre, eventi, servizi turistici naturalmente a prevalente fruibilità pubblica e sottratta a possibili speculazioni private. Da decenni già declassificata e deprivata dalla sua originaria collocazione e funzione, di sicuro sovradimensionata rispetto alle reali attività (spesso ci dicono neanche tanto istituzionali e pertinenti) l’ex idroscalo appare sempre più rispondente ad una reale, concreta, indispensabile riqualificazione urbana e paesaggistica, restituita alla città quale indubbio strumento di sviluppo socio culturale e turistico.

In passato area militare, nel tempo sempre più depotenziata al punto di ritenerla inutile o quasi. Poi probabile sede dei Carabinieri, poi non più interessata a scopi militari, poi oggetto di rivalorizzazione e utilizzo da parte popolare (in particolare Roberto Fai), Ma mai, MAI degna di seria attenzione da parte della nostra rappresentanza politica. Adesso di nuovo oggetto di interesse da parte dell’Aeronautica. Non ci resta, dunque, che affidare al privato la speranza di una iniziativa di difesa e di proposizione confacente agli interessi pubblici preminenti. Specie se (come sembra delinearsi) torna il pericolo della sciagurata proposta di un secondo porto turistico con annessa isola artificiale in mezzo al porto che comprometterebbe seriamente la valorizzazione e la fruizione pubblica dell’ex idroscalo. Interessante e meritevole di sostegno ci sembra quindi quanto e come stia operando il Comitato Cittadino per la Riqualificazione e il Decoro Urbano, di cui ospitiamo il comunicato che ci è pervenuto.

L’incontro Pubblico del 6 dicembre scorso all’Urban Center ha registrato una straordinaria partecipazione della Società Civile e la condivisione dell’idea progettuale del nostro Comitato circa la concreta possibilità che la Città di Siracusa possa finalmente dotarsi, in un futuro non lontano, di quel water-front sul suo Porto Grande (negato pressoché ovunque alla vista) proprio partendo dal sito dell’ex Idroscalo di Via Elorina.

Per intenderci, l’idea progettuale esposta afferisce ad un nuovo percorso a fruibilità pubblica, veicolare e ciclopedonale, di collegamento tra la Via Elorina e il Molo S. Antonio che segua il percorso del mare, interfacciandosi con le aree demaniali attigue senza comprometterne i loro utilizzi e finalità. Un nuovo percorso che di fatto costituirebbe il punto di inizio del desiderato water-front attorno al Porto Grande che la Città intera aspetta da oltre 50 anni, da inserire in un progetto integrato che, basta volerlo, troverebbe facile finanziamento Comunitario a costo zero.

Un percorso che vedrebbe la rinuncia di una sola parte degli edifici interni all’area del Distaccamento delle Forze Armate dell’Aviazione Militare (area che appare oggi decisamente sovradimensionata alle sue attuali esigenze tecniche e logistiche) e che sostanzialmente, fermo restando che l’area Marina di Archimede spa oggi interdetta e in sequestro giudiziario diventerebbe porto turistico per come in progetto autorizzato per 454 posti barca, si basa sulla realizzazione:

– di una nuova rotonda veicolare di raccordo sull’angolo di 135° circa formato dalla Elorina proprio sull’ingresso dell’area a parcheggio privata del supermarket,

– di un nuovo asse viario di forma sinuosa, ad uso veicolare nella sola direzione sud verso il Molo S. Antonio e ad uso ciclo-pedonale.

Il percorso interno all’area ex Idroscalo verrebbe ad avere un’ottima visuale del mare e darebbe naturale fruibilità sulla sua destra agli spazi pubblici e alle attuali banchine sul mare; essa potrebbe in un futuro anche collegarsi ad un proseguo del water-front in direzione area ex SPERO.

Il trapasso sull’area confinante al di fuori dell’area ex Idroscalo in avvicinamento della zona adiacente all’ex mercato ittico potrebbe anche avvenire a mezzo soprelevata in modo da non interferire con le attuali concessioni demaniali ad uso rimessaggio; anche questo tratto verrebbe ad avere un’ottima visuale del mare.

Il ritorno degli autoveicoli, per non appesantire il traffico e snaturare l’idea di base, avverrebbe esclusivamente dalla Via Elorina.

Il Comitato promotore, che ha già incontrato l’Università di Catania S.D.S. Architettura di Siracusa e l’A.N.C.E. di Siracusa per la condivisione di un progetto integrato sull’intera zona prospiciente l’ambito portuale ad alto indice di degrado, nei giorni scorsi ha chiesto al Sindaco e alla rappresentanza politica siracusana presente al Governo Nazionale, stante le recenti notizie acquisite dai media circa il fatto che lo Sato Maggiore dell’Aereonautica abbia comunicato il permanere dell’interesse militare dell’area, di mettere in atto quanto nelle loro possibilità affinché il Ministero della Difesa concretizzi presto l’auspicato processo di smilitarizzazione e conseguente sdemanializzazione, ancorché parziale per consentire comunque al Distaccamento dell’Aviazione Militare l’espletamento delle sue funzioni e servizi residuali.

Il Comitato resta fiducioso a che le richieste formulate grazie agli autorevoli interventi dei nostri rappresentanti politici possano presto portare i risultati auspicati.

Fiducioso ma non certamente passivamente appagato, sia ben chiaro.

La stampa locale ha infatti proprio in questi giorni dato risalto al fatto che il progetto sulla realizzazione del secondo porto turistico sull’area confinante ex S.P.E.R.O. debba adesso acquisire il parere della Soprintendenza BB.CC.AA. di Siracusa. Malgrado tutto e tutti, quindi, i propositi di realizzazione di questo secondo porto turistico sono ancora vivi e vegeti.

Il Comitato ne prende atto, e pur specificando di non perseguire alcun obiettivo in contrasto o contrapposizione agli interessi certamente leciti di chi intenderebbe realizzare nel rispetto della legge questo secondo porto turistico, prenderà presto informazioni sullo stato autorizzativo di tale progetto e di come la nostra Soprintendenza – anche alla luce delle intervenute norme del Piano Paesaggistico – intende argomentare le sue nuove decisioni al proposito, ma si pone questo interrogativo:

Il predetto progetto, al di là degli aspetti normativo-paesaggistici, chiuderebbe la visuale sul mare nel sito dell’Area ex Idroscalo, vanificando per sempre l’idea di realizzare – a partire da qui – quel water-front d’uso pubblico che la Città aspetta da 50 anni e più?

Interrogativo che, si ritiene, debba porsi anche la politica, a prescindere da colore e tendenza.

Ci auguriamo di no, ma se così fosse, la soluzione, forse provocatoria perché un porto turistico all’interno del Porto Grande probabilmente basta e avanza, e non ce ne voglia la S.P.E.R.O. srl, sarebbe solo questa:

Il secondo porto turistico non serve, ma il primo sì!

Auspichiamo allora che lo si completi e che la s.p.e.r.o. srl acquisti la concessione del fallimento Marina di Archimede spa (Pucci La Torre, Roberto Fai, Gino Montecchi, Marco Ruscica, Francesco Sgarlata, Renato Cappuccio, Pietro Gallaro)

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