Non si salva nessuno: una sfilza di “leggerezze” Genovesi: “Il bosco non rischia nulla. Si farà chiarezza”
Una sfilza di “leggerezze” sembra accompagnare la vicenda del Bosco delle Troiane.
La notizia che il Bosco fosse “abusivo”, perché in area già concessa al “Centro Sportivo Epipoli”, ha avuto l’effetto di una deflagrazione. Soprattutto tra coloro che per ore sono stati piegati su quel terreno incolto a levare erbacce, scavare fossi, mettere a dimora le piantine che forse solo pochi di noi avremo il tempo di vedere trasformarsi in alberi (ed è solo una oggettiva benevola constatazione).
Un’azione per il futuro quindi, per i figli, per i nipoti, preceduta prima della sua attuazione da un’organizzazione capillare, da fasi di progettazione e incontri, da interlocuzioni a volte faticose con l’Amministrazione, da un diluvio di messaggini sui vari gruppi whatsapp. Un lavoro collettivo esemplare, come sempre accade quando a Siracusa si muovono i gruppi di volontari, in grado di mobilitare persone di ogni età, speranze e ottimismo.
Una di quelle “bellezze” della città, di Siracusa, che verrebbe voglia di inserire nel Patrimonio Unesco dei beni immateriali. Da tutelare quindi, che è ben altra cosa rispetto a una scudisciata di questo genere – “il bosco è abusivo!” -, tale da fiaccare le buone intenzioni anche dei migliori… sebbene, siamo certi, che i nostri volontari troveranno come sempre forze e volontà per non demordere, neanche davanti a una vicenda per la quale è davvero difficile individuare attributi pregnanti.
I VOLONTARI
“Per fare bene ci siamo trovati al centro tra due che litigano – commenta un esterrefatto Fabio Morreale -. A metà dell’opera, ovvero dopo aver piantato 500 lecci su 1.000 e mobilitato centinaia di volontari di 17 associazioni, scopriamo che dentro l’area del nascente bosco delle Troiane, ce n’è un’altra per la quale stanno litigando il Comune di Siracusa, proprietario, e un’associazione sportiva che dice di averla ricevuta in concessione dal 2013.
Il Comune doveva essere chiaro. Quando ci disse (proprio così, ci disse, cioè ci comunicò a voce, senza mai produrre una nota scritta) che in quell’area potevamo piantare il bosco, doveva avvisarci del contenzioso. A noi non interessa chi ha torto e chi ha ragione, ma avremmo potuto valutare coscientemente se avviare o meno i lavori. L’obiettivo del Comitato Aria Nuova, di cui Natura Sicula fa parte, è esclusivamente quello di collaborare gratuitamente con l’amministrazione comunale per dare concretezza, con la forza del volontariato, alla legge 10 del 2013, finora disattesa. La legge prevede la piantumazione di un albero per ogni bambino nato o adottato. Ha effetto retroattivo, pertanto a oggi bisogna piantare non meno di 7.000 alberi, ovviamente non tutti nell’area di viale Scala Greca. Ci dispiace prendere atto che da quando il Comitato ha stipulato l’accordo col Comune, per la piantumazione quest’ultimo è stato in grado di indicarci solo il terreno di viale Scala Greca. Terreno che, a lavori avviati, scopriamo non essere esente da complicazioni nelle quali non vogliamo entrare”.
Complicazioni, “leggerezze”, da cui nessuna Amministrazione sembra di fatto essere esclusa.
LA GIUNTA VISENTIN
Roberto Visentin, sotto la cui guida la delibera n.489 del 10 dicembre 2012 è stata emanata, la difende con forza: “Una delibera regolarmente corredata di tutti i pareri necessari resi dagli Uffici Patrimonio, Urbanistica e Ragioneria e quindi assolutamente legittima, che la Giunta ha fatto propria approvando la proposta degli uffici in un’area individuata nel Prg con il simbolo “S3” (attrezzature per verde, gioco e sport)”. La motivazione: uno scambio di aree. Per realizzare una nuova strada di collegamento tra via del Porto Grande e via Perasso occorreva requisire l’area occupata da due campetti di calcio del Centro Sportivo Epipoli. In cambio, l’Amministrazione dava in concessione per 15 anni l’area di circa un ettaro, oggi contestata, per costruirvi un impianto sportivo (mega impianto) al costo di 3.125 euro all’anno (!). Un canone (che ancora non si è appurato se sia mai stato versato) “a decorrere dall’ottenimento dell’autorizzazione per la realizzazione dell’impianto, con possibilità di revoca per ragioni di pubblica utilità o per un uso diverso da quello previsto dalla convenzione e di rinnovo di ulteriori quindici anni”. Questo in delibera.
Che tutto sia pacifico come dice Visentin è in discussione, e lo è da sempre: basta leggere le considerazioni dell’ingegnere Roberto De Benedictis in un post del 2014 su face book.
LA GIUNTA GAROZZO
Era proprio al sindaco Garozzo e ai suoi assessori che si rivolgeva De Benedictis: facile allora annullare la delibera in autotutela. E in effetti la giunta discusse il caso. Addirittura il Consiglio Comunale, come ricorda Carmen Castelluccio, dettò un atto di indirizzo alla Giunta in tal senso all’amministrazione il 15 maggio 2014.
E fu proprio grazie a tale atto che nel 2015 venne negata l’autorizzazione a costruire perché “su un’area destinata a servizi (verde pubblico, gioco e sport)” con buona pace di Visentin. E la società presentò ricorso al Tar.
Ma la delibera incriminata, nonostante tutto, pare che non sia mai stata realmente revocata dalla Giunta perché agli uffici non è mai stato dato mandato in tal senso. E senza motivazioni nulla si può fare.
Eppure, oltre ai rilievi elencati da De Benedictis, se si fossero prese le carte, se si fosse stati più attenti, si sarebbe forse scoperto che, come a noi risulta, il Comune proprio quella convenzione non aveva motivo di sottoscriverla perché l’area in cui i campetti del Molo Sant’Antonio insistono ancor oggi non è mai stata comunale, ma delle Ferrovie dello Stato. Con la direzione delle ferrovie quindi si doveva trattare, come si era fatto d’altra parte per il tracciato ferroviario dismesso ceduto per un euro simbolico.
Una “dimenticanza”, una “leggerezza”. E intanto la strada restava comunque nei progetti abortiti.
LA GIUNTA ITALIA
Ma neanche chi ha fatto parte della Giunta Garozzo ha mantenuto almeno una briciola di ricordo delle questioni su quell’area? Eppure le polemiche erano state infinite!
E che fanno gli uffici? Dormono? “La piantumazione in quell’area, nella totalità dei sette ettari, ha ottenuto la piena fattibilità da parte degli uffici comunali competenti che non hanno sollevato alcuna anomalia” ha chiarito l’assessore Giusy Genovesi… Perfetto!
E l’ufficio legale che ha dovuto difendere l’amministrazione al TAR? Non segue la vita dell’amministrazione? Anche qui solo oblio? A proposito, come è andata a finire la causa?
E sarà vero poi che alcuni lavori per il centro sportivo sono stati fatti ma senza autorizzazione?
E chi ha il compito di effettuare i controlli sul territorio dove è stato?
Ma poi: la strada si fa o non si fa? La concessione è ancora valida o no? Il misero affitto è stato mai versato?
“L’area su cui sorge il Bosco delle Troiane è senza ombra di dubbio un’area comunale e il progetto di forestazione urbana con la piantumazione di nuovi alberi non è in discussione. D’altra parteil Bosco occupa una superficie di sette ettari, mentre la presunta concessione al privato ne riguarderebbe solamente uno – assicura l’assessore Genovesi -. Gli uffici stanno lavorando per porre rimedio a tutto dopo la confusione che purtroppo nel tempo loro stessi hanno creato” riconosce a malincuore.
E il cittadino resta a guardare. Basito.

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